Concessioni, il TAR fa tremare Borghetto: “Senza titolo si sgombera”. Il sindaco: “Per la stagione 2026 potremmo essere gli unici in regola”
- Postato il 25 gennaio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Il TAR della Liguria interviene a gamba tesa sulle concessioni balneari. L’ultima sentenza riguarda direttamente Borghetto Santo Spirito, che ha avviato le gare già a dicembre dello scorso anno. Ma gli effetti dell’ultima pronuncia del TAR potrebbero estendersi a tutti i Comuni liguri interessati, mettendo le amministrazioni locali davanti a situazioni molto difficili da gestire.
Spotorno e Borghetto seguono due rotte opposte, ma il tempo stringe: la giurisprudenza non lascia scampo e i margini di manovra si assottigliano giorno dopo giorno.
La recente sentenza del TAR, infatti, apre scenari delicatissimi: se applicata alla lettera, già oggi a Borghetto Santo Spirito le concessioni balneari potrebbero perdere efficacia. Una lettura che ha scatenato le ironie sui social e il dibattito pubblico e che, secondo l’amministrazione comunale, ha generato “interpretazioni parziali e ricostruzioni fuorvianti, destinate a creare confusione tra cittadini e operatori del settore”.
Il punto del sindaco Canepa
Per questo il sindaco Canepa ha deciso di chiarire la posizione del Comune, partendo da un punto che rivendica con forza: “Borghetto non ha atteso diffide o interventi esterni, ma ha dato piena e immediata attuazione alla sentenza. La pronuncia del TAR impone due obblighi precisi: non applicare la proroga generalizzata delle concessioni e fissare un termine certo per la conclusione delle gare. Entrambi gli obblighi, sono già stati recepiti con una deliberazione di Giunta che stabilisce la conclusione delle procedure entro il 15 maggio 2026”.
Uno dei punti più delicati riguarda il periodo che intercorre tra oggi e la conclusione delle gare. Anche su questo fronte, l’amministrazione respinge letture allarmistiche: “Va chiarito, con altrettanta fermezza, che non esiste alcuna situazione di irregolarità o di ‘vuoto’ fino a quella data. Il disciplinare di gara – nella parte non impugnata né dichiarata illegittima – stabilisce infatti che l’occupazione delle aree può essere mantenuta fino all’assegnazione delle nuove concessioni. Di conseguenza, ribadisce il Canepa, “il problema non si pone fino alla conclusione delle procedure fissata per metà maggio 2026”.
C’è poi un punto che l’amministrazione considera difficilmente contestabile: Borghetto Santo Spirito è stato il primo Comune della provincia di Savona ad avviare concretamente le gare, con la pubblicazione del bando a metà dicembre 2025”.
“Mentre altrove si discuteva ancora se e come procedere, Borghetto – rivendica il sindaco – ha imboccato la strada più complessa ma anche l’unica giuridicamente solida: quella delle procedure competitive, della trasparenza e del rispetto della concorrenza”. Un approccio che, sempre secondo Canepa, non si sarebbe fermato alle sole concessioni balneari: “Anche il bando per chioschi e dehors è stato pubblicato il 24 gennaio 2026, estendendo le procedure competitive a tutte le tipologie di concessione”.
Altro nodo centrale è quello del PUD. Anche qui, il sindaco richiama una giurisprudenza che – a suo avviso – non ammetterebbe più interpretazioni opportunistiche: “Le gare – aggiunge Canepa -, vanno fatte subito, e la mancata congruità del PUD rispetto alla percentuale del 40% di spiagge libere non può essere utilizzata come pretesto per rinviare le procedure, soprattutto in presenza di una normativa regionale che consente di derogare l’adeguamento del PUD fino al 2027. In questo quadro nazionale ancora profondamente disomogeneo, Borghetto ha scelto di agire assumendosi la responsabilità delle proprie decisioni, cercando di contemperare il principio di libera concorrenza con la tutela della piccola imprenditoria locale, che da anni vive in una situazione di incertezza”.
La “frecciatina” al sindaco di Spotorno
E qui la frecciatina al sindaco di Spotorno Mattia Fiorini è tutt’altro che velata: proprio in questi giorni l’amministrazione spotornese sta procedendo verso l’approvazione del PUD – con un incontro pubblico in programma il 28 – che ridisegna la geografia delle spiagge cittadine.
Per il primo cittadino di Borghetto, l’attuale situazione sarebbe un paradosso: “Chi parte con le gare viene ‘attenzionato’ dall’Antitrust e citato come caso esemplare, mentre chi rinvia rischia, sulla carta, di trovarsi con tutte le concessioni illegittime”.
Secondo Canepa, infatti, “se qualcuno decidesse di impugnare la situazione di Spotorno, lo scenario sarebbe devastante: non il 40% di spiagge libere, ma il 100%, perché le concessioni attuali – alla luce della giurisprudenza – non avrebbero più titolo”.
È lo stesso Canepa a tirare le fila: “La sentenza del TAR sancisce due cose: niente proroghe generalizzate e un termine per le procedure di gara. Noi abbiamo adempiuto ad entrambi gli incombenti, fissando la conclusione al 15 maggio”. E aggiunge una riflessione dal forte peso politico: “Resta comunque paradossale che venga dipinto come inadempiente il Comune che ha avviato le gare per primo in provincia di Savona.
Secondo il sindaco, se Borghetto non avesse pubblicato i bandi già a dicembre, oggi sarebbe stato commissariato. Al contrario, alla luce delle ultime pronunce giurisprudenziali, il Comune si troverebbe in una posizione quasi unica: “Per la prossima stagione estiva, viste le ultime pronunce, siamo l’unico Comune della provincia nella condizione di poter avere concessioni demaniali legittime”.
Una sentenza che fa scuola
La sentenza del TAR Liguria sta già facendo il giro d’Italia. L’Antitrust ha spiegato di voler arrivare fino in fondo proprio per “dare un esempio agli altri Comuni”. E il Tribunale lo scrive nero su bianco: il rischio è quello di un sistema bloccato da proroghe a catena, che aggirano sistematicamente il principio di concorrenza.
Il paradosso finale è tutto politico-amministrativo: Borghetto Santo Spirito potrebbe diventare l’unico Comune della provincia di Savona ad avere concessioni legittime per l’estate 2026, mentre altri – oggi più “tranquilli” – potrebbero trovarsi esposti a contenziosi, interventi dell’Antitrust e persino della Capitaneria di Porto.