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Comuni montani, si allarga la battaglia legale: ricorso di Anci Liguria con dieci Comuni savonesi

  • Postato il 23 aprile 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Comuni montani, si allarga la battaglia legale: ricorso di Anci Liguria con dieci Comuni savonesi

Liguria. Si allarga la battaglia legale contro i nuovi criteri di classificazione dei Comuni montani introdotti dalla Legge n. 131/2025. Ad oggi sono 29 i Comnuni liguri presenti al ricorso principale, patrocinato dal professore e avvocato Antonio Bartolini e dall’avvocato Antonella Mirabile, depositato innanzi al Tar del Lazio.

Sono dieci, invece, le amministrazioni comunali della provincia di Savona: Albenga, Andora, Ceriale, Cisano sul Neva, Garlenda, Ortovero, Tovo San Giacomo, Vado Ligure, Villanova d’Albenga e Zuccarello. A questi bisogna aggiungere il Comune di Quiliano e il Comune di Vezzi Portio che hanno presentato un ricorso in forma autonoma.

Per i Comuni che non sono riusciti ad aderire entro i termini della prima ondata, i legali stanno già predisponendo un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, così da permettere anche ai “ritardatari” di tutelare la propria qualifica di ente montano.

In questo scenario, Anci Liguria gioca un ruolo importante, fornendo le basi tecniche per l’intervento “ad adiuvandum” a sostegno dei Comuni che verrà depositato nei prossimi giorni.

Secondo l’analisi di Anci Liguria, il passaggio dai precedenti criteri a quelli attuali ha generato un quadro fortemente penalizzante.

Le ragioni che spingono Anci a sostenere il ricorso si basano su tre criticità fondamentali: la rigidità del criterio 2(b), secondo cui la quasi totalità delle esclusioni (32 Comuni totali in Liguria) deriva da un’applicazione puramente formale del criterio di contiguità territoriale (gruppi interclusi), che spesso ignora la reale morfologia del territorio; il paradosso delle aree interne e green communities, poiché tra i Comuni che rischiano di perdere lo status montano, 10 appartengono alle aree interne (SNAI) e 3 fanno parte di green communities finanziate dal PNRR, dunque si tratta di territori già riconosciuti come fragili e destinatari di fondi strategici per il contrasto allo spopolamento; il parametro della pendenza media, decisivo per la classificazione, non è né facilmente reperibile né verificabile dai Comuni interessati, rendendo l’esito della classificazione poco trasparente e difficile da contestare nel merito tecnico.

La battaglia legale punta ora a dimostrare che una classificazione basata esclusivamente su freddi dati altimetrici (sotto i 400 metri di media) non può ignorare la funzione sociale, economica e ambientale che questi centri svolgono nel sistema montano nazionale.

Autore
Il Vostro Giornale

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