Commercio, il flop del “Bonus caruggi”: esauriti gli aiuti sopravvive solo il 38% dei negozi
- Postato il 7 ottobre 2026
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- Di Genova24
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Genova. Solo il 38% dei negozi che avevano beneficiato del bonus Caruggi – il programma lanciato dalla giunta Bucci per tentare di rilanciare il tessuto commerciale del centro storico – è sopravvissuto alle dinamiche di mercato. La percentuale è relativa, in particolare, alle attività che avevano avuto accesso ai contributi già nel 2021. In genere il 41% dei circa 200 esercizi finanziati – quindi anche quelli aperti successivamente e fino al 2025 – ha chiuso i battenti. La durata media della vita delle attività è stata di 10,9 mesi contro i 30-36 mesi attesi negli obiettivi del piano.
I dati sono contenuti in uno studio fatto realizzare dall’assessorato al Commercio del Comune di Genova a Istud Business School e Cevis. Lo studio, presentato questa mattina in commissione consiliare a palazzo Tursi, è stato basato sull’intervista agli stakeholder e agli esercenti interessati.
Il bonus Caruggi, per cui il Comune di Genova ha speso a oggi circa 3 milioni di euro (300mila sono ancora da erogare), prevedeva contributi cash per il pagamento degli affitti per i negozianti che aprissero nuove attività in zone critiche della città vecchia.
Oltre ai meri numeri, poco confortanti, lo studio di Istud – illustrato dalla direttrice generale Marella Caramazza – ha analizzato anche i punti di forza e quelli deboli del bonus Caruggi. “Tra gli aspetti positivi, in base alle interviste realizzate nello studio tra gli esercenti e gli stakeholder interessati dal bonus, le finalità dichiarate di rigenerazione dell’area urbana in questione. Tra gli aspetti critici, di contro, il fatto che il contributo economico fosse uguale per tutti e non differenziato in base alla tipologia di attività, ha spiegato.
Il lato positivo? 114 attività sono ancora aperte, soprattutto bar e ristoranti, trattandosi di zone tutto sommato turistiche, ma il timore e che anche queste non riusciranno a fare fronte al pagamento degli affitti quando, entro fine 2026, i contributi saranno cancellati.
Ma che il bonus Caruggi sia destinato all’archiviazione, come già chiarito in passato dall’assessora al Commercio Tiziana Beghin, è un effetto inevitabile di meccanismi di bilancio: “Avevamo prorogato la misura perché pensavamo ci fossero le coperture economiche per andare avanti – ha detto Beghin in apertura di seduta – invece non era così. Non ci sono fondi per il futuro. Inoltre, un’altra cosa che ci aveva lasciato di stucco è che gli uffici del Commercio non avevano dati sull’attuazione della misura stessa, anche per questo abbiamo deciso di affidare un studio”.
Tra le mancanze rilevate dallo studio di Istud, “il fatto che il contributo fosse insufficiente a fare fronte agli affitti crescenti, amplificati in parte anche dal bonus stesso, la durata troppo breve del contributo per consolidare una clientela, oneri burocratici sproporzionati e assenza di accompagnamento, nessun aiuto nella ricerca dei locali, demandata all’iniziativa del singolo e la promozione affidata di fatto al passaparola”.
Ma, ha sottolineato l’esperta, l’analisi dei risultati della misura “hanno confermato che da tanti anni il commercio non è più considerato la leva per rigenerare il territorio, ma semmai più una delle leve, e comunque ha più un valore di amplificazione di altre azioni che non di attivatore”.
E proprio le conclusioni del report aprono le prospettive verso nuove strategie di rilancio: non contributi a pioggia e a fondo perduto ma aiuti commisurati al raggiungimento di risultati, maggiore attenzione alla vocazione dei contesti e alla creazione di distretti tematici, più supporto in tema di immobiliare con la mappatura degli immobili sfitti e la creazione di accordi preventivi con i proprietari su canoni di affitto calmierati, maggiore sostegno alle aziende dopo l’apertura.
Durante la commissione Luca Costi, segretario di Confartigianato Liguria ha fatto presente che anche al di fuori dell’area dei “caruggi” la sopravvivenza delle nuove aziende spesso non va oltre i due o tre anni: “E per questo che, oltre agli aiuti, è fondamentale il supporto per lo sviluppo del business”.