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Commercio a tinte fosche: nel savonese calo del 14,8% delle imprese

  • Postato il 10 settembre 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Commercio a tinte fosche: nel savonese calo del 14,8% delle imprese

 Commercio in difficoltà anche in Liguria. La regione ha perso quasi tremila imprese in sei anni, l’11,8% sul totale, con una perdita di ricchezza stimata di 443 milioni di euro da Sarzana a Ventimiglia. 

I dati sono di Confesercenti, che giovedì ha presentato un report sugli effetti della desertificazione commerciale nella nostra regione. Il numero di imprese registrate nel commercio al dettaglio è in diminuzione su tutto il territorio ligure. A livello provinciale La Spezia risulta la più colpita, con una perdita del 16,4% delle imprese a livello provinciale e del 16,9% nel solo capoluogo, dati peggiori rispetto alla media nazionale.

Savona segue con un calo del 14,8% in provincia e del 12,5% nel capoluogo. Tenuta relativa di Genova e Imperia: la prima registra una contrazione del 9,9% sul totale provinciale e del 9,4% nel comune capoluogo, mostrando una resilienza leggermente maggiore rispetto alla media italiana. La seconda segna il calo più contenuto nel capoluogo (-6,4%), pur perdendo l’11,2% a livello di intera provincia.

Autonomi in picchiata nel mondo del commercio

Il calo delle imprese si riflette sul numero totale degli addetti, ma nasconde una dinamica interna molto forte: la strutturazione in aziende più grandi o catene, che assumono personale dipendente, a discapito dei piccoli commercianti indipendenti e senza comunque compensare la perdita di posti di lavoro: il saldo assoluto rimane infatti negativo, sia in termini di sviluppo che di occupazione.

Se in Italia e nel Nord-Ovest il totale degli addetti nei comuni capoluogo è in crescita (rispettivamente +1,0% e +3,4%), tutti i capoluoghi liguri registrano un segno negativo sul totale degli addetti: La Spezia -12,5%, Imperia -5,4%, Genova -3,9% e Savona -3,7%.

Allargando lo sguardo alle intere province, si nota un netto aumento dei lavoratori dipendenti in quasi tutta la Liguria. Spicca Imperia con un +13,5% di addetti dipendenti a livello provinciale, seguita da Genova (+5,4%) e La Spezia (+3,8%). Solo la provincia di Savona segna una lieve flessione (-0,8%). Questi dati sono comunque al di sotto del trend nazionale che vede i dipendenti in crescita del 10,2%.

Il lavoro indipendente nel commercio, invece, crolla ovunque. Nelle province liguri le perdite vanno dal -14,6% di Genova fino al -21,1% della Spezia, in linea con il drastico -17,7% registrato a livello nazionale.

La petizione per chiedere una proposta di legge

Questi numeri hanno spinto Confesercenti a depositare in Corte di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità” e a organizzare in tutto il territorio nazionale, nelle giornate del 9 e 10 settembre, l’iniziativa “Confesercenti presenta i conti: la contabilità territoriale del processo di desertificazione”, raccogliendo firme in tutta Italia.

Sono 50mila le sottoscrizioni necessarie per sottoporre al parlamento un progetto di legge che preveda tutele concrete, sgravi fiscali e semplificazioni per le attività di vicinato attraverso l’istituzione di Zone economiche speciali di prossimità (ZesPro), di un osservatorio nazionale per il monitoraggio e la valutazione dell’efficacia delle misure adottate e di un fondo dedicato al finanziamento degli interventi previsti.

“I dati sono chiari e impietosi – commenta Massimiliano Spigno, presidente di Confesercenti Genova – il commercio al dettaglio sta attraversando una profondissima crisi rispetto alla quale servono interventi strutturali e radicali da parte del legislatore, che ci consentano di tornare a competere ad armi pari con i giganti della grande distribuzione e dell’online. Non chiediamo trattamenti di favore, bensì il ripristino di una situazione di equilibrio, perché siamo stufi di essere visti dallo stato come un bancomat con cui fare cassa, e tantomeno ci rassegniamo a scomparire. Per questo abbiamo deciso di lanciare questa grande mobilitazione in tutte le città italiane, con la quale sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di un profondo riordinamento del settore e raccogliere le firme affinché Camera e Senato discutano le nostre richieste. Invitiamo quindi tutti i cittadini a sostenerci con la loro firma ai gazebo oppure online, aderendo alla sottoscrizione sul sito del Ministero della Giustizia”.

Un’ulteriore giornata di raccolta firme è già stata fissata per venerdì 18 settembre, in piazza Treponti.

Autore
Il Vostro Giornale

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