“Commenti ignoranti e arroganti”, Sara Curtis attacca calcio e calciatori invita a prendere esempio da Sinner
- Postato il 18 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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Gli Europei di nuoto andati in scena nelle scorse settimane a Parigi hanno sancito la definitiva esplosione della nuova stella del nuoto italiano, la (adora per poco) 19enne Sara Curtis, che al rientro in Italia ha analizzato quanto da lei realizzato nella rassegna continentale appena terminata in un’intervista a La Repubblica, nella quale è tornata a parlare anche del bel gesto nei suoi confronti di Jannik Sinner, utile alla nuotatrice anche per fare un confronto con i calciatori poco edificante per questi ultimi.
- Curtis esalta Sinner e lancia una predica al calcio
- Curtis: “Noi donne abbiamo una marcia in più”
- Curtis sull’esperienza americana
Curtis esalta Sinner e lancia una predica al calcio
Da ormai qualche anno Sinner è senza dubbio lo sportivo più famoso in Italia e, da un certo punto di vista, anche la bandiera dello sport italiano. Un ruolo che si è guadagnato attraverso gli incredibili successi in una disciplina nella quale il Bel Paese ha brillato solo a tratti nella sua storia che lo hanno reso già a 25 anni tra gli atleti più iconici nella nostra storia.
Jannik è ormai un punto di riferimento non solo per tutti nello sport italiano, non solo per chi punta a sfondare nel tennis. Nonostante questo l’altoatesino non si è mai montato la testa, anzi, ha mantenuto quella modestia che lo ha sempre contraddistinto e da grande appassionato non si è mai messo al di sopra degli altri sportivi, non lesinando complimenti ai suoi colleghi. Come fatto con la giovane Sara Curtis, che ha rivelato di essere rimasta sorpresa dal messaggio ricevuto da Jannik durante gli Europei di Nuoto.
Messaggio di congratulazioni che a quanto pare nessun calciatore le ha mandato, confermando questa superiorità che – secondo Sara – il mondo del pallone nel nostro Paese ha insito: “Al calcio va riconosciuto il ruolo storico e mediatico che ha ma questo non giustifica i commenti ignoranti e arroganti sulle nostre discipline. Non lo elemosino, ma un calciatore non sarebbe mai sceso dal suo piedistallo per farmi i complimenti come ha fatto Jannik Sinner”.
Curtis: “Noi donne abbiamo una marcia in più”
A La Repubblica Curtis è poi tornata su quanto realizzato agli Europei, esaltando anche tutto il movimento italiano femminile, che ha letteralmente trascinato l’Italia nella rassegna continentale conquistando ben 9 delle 11 medaglie totali (escludendo le due conquistate nelle discipline miste), con Nicolò Martinenghi che è stato l’unico azzurro a salire sul gradino più alto del podio: “Tutte le medaglie mi hanno lasciato emozioni forti e diverse. L’oro nei 50 dorso mi ha dato molta soddisfazione, era la gara su cui c’erano più aspettative e me la sono vissuta da protagonista. Ma anche il bronzo nei 50 stile non è stato semplice, arrivato il giorno dopo una notte complicata in cui ho dovuto resistere all’ossessione di riguardarmi la gara o stare sui social. Avevo paura di arrivare quarta e rimanerci male, ma anche le due staffette hanno avuto un significato molto speciale, direi sociale perché da questo Europeo spero si sia percepito quanto siamo forti noi donne, abbiamo una marcia in più e sono fiera di far parte di questa nazionale femminile”.
Curtis sull’esperienza americana
Fondamentale per la crescita di Sara è stata anche la scelta di trasferirsi negli Stati Uniti per allenarsi. Una scelta più volte da lei rivendicata e che agli Europei ha portato eccome i suoi frutti: “Non sono stata la prima ma di certo la nostra è una generazione più intraprendente che cerca di imparare da altre culture e questa è una ricchezza. L’America rispetto a noi ha le strutture ma soprattuto la mentalità, il senso di appartenenza al team. Non esiste saltare una staffetta per stanchezza, se sei atleta hai una responsabilità e se indossi una divisa indossi cuffia e occhialini e vai. Amo il mio sport e faccio il mio dovere, non c’è niente di fenomenale”.