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I cosiddetti superpredatori sono quegli animali che si trovano al livello più alto della rete alimentare della quale fanno parte: in parole più semplici, sono "predatori senza predatori", che cacciano ma non vengono cacciati. Il termine ha un'accezione quasi di esclusività: ogni rete alimentare, viene da pensare, ha il suo superpredatore, e la convivenza tra due o più specie diverse con questa caratteristica dovrebbe essere complicata se non impossibile. Eppure ci sono luoghi in cui i predatori hanno trovato un modo di convivere più o meno pacificamente, come raccontato in uno studio pubblicato su PLOS One. Volete un esempio? Sull'Himalaya, gli habitat di leopardi, leopardi delle nevi e lupi si incrociano sempre più spesso a causa delle attività umane, ma questo non sembra essere un problema.
. L'arrivo dei lupi (e degli altri leopardi). Lo studio si è concentrato sulla valle di Lapchi, un luogo remoto (e sacro) che si trova nella Gaurishankar Conservation Area, un'area protetta del Nepal istituita nel 2010 e che ospita una serie di specie molto rare, tra cui il panda minore e il leopardo delle nevi, appunto, del quale rimangono meno di 400 esemplari in tutto il Nepal.
Nella stessa area, negli ultimi anni, sono arrivati altri due superpredatori: il comune leopardo e il lupo himalayano, che oggi sappiamo essere una sottospecie del lupo, ma che fino a qualche anno fa era considerato una specie a sé. Entrambe le specie si stanno ritrovando a occupare questi territori a causa delle attività umane, che stanno distruggendo i loro habitat originari, e anche dell'aumento delle temperature, che le spingono a cercare luoghi più elevati.
. LA CONVIVENZA TRA SUPERPREDATORI. Questa tempesta perfetta rende la valle di Lapchi un luogo ideale per studiare la convivenza tra tre diversi superpredatori. Il team di ricercatori ha analizzato foto e video ripresi dalle fototrappole della zona tra il 2018 e il 2025, E hanno inoltre condotto analisi del DNA basate sulle feci dei predatori che hanno permesso anche di studiarne la dieta.
I risultati dimostrano che la sovrapposizione tra gli habitat delle tre specie è altissima: nel caso di leopardi delle nevi e lupi dell'Himalaya, ad esempio, è del 100%. Il che significa che tutti i lupi che sono stati individuati erano all'interno della regione storicamente abitata dai leopardi delle nevi. Mentre tra leopardi comuni e delle nevi la sovrapposizione è del 50%. Oltre alle sovrapposizioni geografiche, ci sono anche quelle temporali: tutti e tre i predatori sono attivi soprattutto di notte.. A ciascuno il suo menÙ. Riassumendo, insomma, leopardi delle nevi, leopardi comuni e lupi dell'Himalaya condividono ormai grosse fette dei rispettivi habitat. Come fanno a convivere pacificamente, considerando anche che si tratta di aree non ricchissime di prede? La risposta è in una sana e pacifica divisione dei beni.
I leopardi delle nevi, per esempio, puntano quasi esclusivamente alle prede selvatiche, soprattutto i bharal, dei caprini noti anche come "pecore blu". I leopardi comuni, invece, preferiscono le prede domestiche (pecore, cavalli, persino cani), che costituiscono il 40% della loro dieta, seguiti dai cinghiali al 36%. I lupi, infine, hanno gusti più generalisti: un quarto delle loro prede sono animali domestici, e tra i selvatici puntano anche a specie che i leopardi ignorano, come la marmotta dell'Himalaya.. PROTEGGERE LA FAUNA SELVATICA. Secondo gli autori, nonostante ci siano delle inevitabili sovrapposizioni nella dieta dei tre predatori, il fatto che ogni specie abbia delle preferenze nette permette loro di convivere senza grossi problemi, e di coesistere in un'area relativamente piccola. Lo studio dimostra anche quanto sia importante proteggere la fauna selvatica nell'area: meno ce n'è, più è probabile che leopardi e lupi spostino le loro attenzioni sugli animali domestici, con il rischio di creare conflitti con le popolazioni locali..