“Colpiscono me per zittire tutti”. La protesta della sindacalista licenziata dal San Raffaele dopo aver denunciato “problemi di sicurezza e malasanità”
- Postato il 1 settembre 2026
- Lavoro
- Di Il Fatto Quotidiano
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“Colpiscono me, per zittire tutti. Questo è un bavaglio alla libertà sindacale”. Da più di un mese, Margherita Napoletano vive giorno e notte sulle panchine del piazzale dell’ospedale San Raffaele di Milano. Il 24 luglio ha ricevuto la lettera di licenziamento dalla struttura dove ha lavorato per ventisette anni. Prima nel reparto di ingegneria clinica e poi come delegata Cub e rappresentante Rsu. “Ho ricevuto la lettera dopo una contestazione disciplinare del tutto pretestuosa – spiega – il pretesto è quello che non avrei garantito la sicurezza di alcuni studenti che erano nel periodo di formazione scuola-lavoro mentre era stato regolarmente fatta la convenzione con la scuola e la valutazione dei rischi”. Il vero motivo del licenziamento, secondo la sindacalista, sarebbe un altro.
“È un tentativo di intimidazione contro chi denuncia i problemi di malasanità e sicurezza che ci possono essere in ospedale”, spiega, ricordando che nel suo ruolo di coordinatrice della Rsu rappresentava gli oltre 3.500 lavoratori del comparto raccogliendo segnalazioni e portandole alla direzione. In particolare, nell’ultimo anno, aveva denunciato i gravi problemi legati alle dimissioni del personale. Una vera e propria “fuga dal San Raffaele” per cercare condizioni migliori di lavoro. “Alla base di tutte queste dimissioni che cosa c’è? – spiega Napoletano – i nostri stipendi sono inferiori del 30 per cento rispetto al pubblico perché qui al San Raffaele applicano il contratto nazionale della sanità privata Aiop che è indietro di tre rinnovi e questo vuol dire che gli infermieri anche con grande esperienza si stanno guardando intorno e provano i concorsi pubblici”.
Ma la denuncia della sindacalista riguardava anche la modalità con la quale l’ospedale ha provato a colmare il vuoto lasciato da chi lasciava. L’affidamento in appalto di alcuni reparti ha infatti causato problemi che hanno avuto l’apice a dicembre 2025 quando è andato in tilt gran parte del padiglione Iceberg. Un reparto dove la gestione infermieristica della Medicina ad alta intensità, della Medicina di cure intensive e dell’Admission room era stata affidata a una cooperativa. “Una pratica che continua ancora oggi – racconta Napoletano – proprio in questi giorni abbiamo saputo che anche il reparto di ginecologia sarà esternalizzato venendo gestito da una cooperativa o una società professionale”.
Napoletano, dunque, sarebbe stata congedata dopo aver organizzato scioperi e proteste e per aver denunciato pubblicamente le carenze di personale, i turni insostenibili oltre che il ricorso a cooperative per la somministrazione di infermieri. In questi giorni in tanti le hanno manifestato solidarietà e il 19 settembre un corteo organizzato da Cub Sanità e Usi Sanità dell’Ospedale San Raffaele marcerà per le vie di Milano contro “tutti i licenziamenti discriminatori e ritorsivi subiti dai delegati sindacali”. Una battaglia che non è solo per il “bene dei lavoratori” come spiega la stessa Napoletano “ma soprattutto per il bene dei pazienti che in questo momento sono proprio la parte più fragile”.
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