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Cina, auto benzina e diesel vietate a partire dal 2030

  • Postato il 19 luglio 2026
  • Notizie
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

La provincia cinese di Hainan accelera la transizione verso la mobilità elettrica, imponendo il divieto di commercializzazione di veicoli con motore a combustione interna entro il 2030. Questa decisione strategica mira a ridurre drasticamente le emissioni inquinanti e rappresenta un passo decisivo verso la neutralità carbonica. Per garantire il successo della transizione, le autorità locali stanno sviluppando un'infrastruttura capillare di stazioni di ricarica, facilitando l'adozione di auto elettriche e ibride tra la popolazione.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Cina, auto benzina e diesel vietate a partire dal 2030

Nei concessionari di Hainan le auto nuove esclusivamente a benzina o diesel hanno ormai i giorni contati. Dal 2030 sarà proibito venderle e la provincia diventerà la prima area della Cina a compiere il grande passo, in anticipo di cinque anni rispetto all’Unione europea. Sulle strade dell’isola i motori termici continueranno comunque a circolare ancora a lungo, non essendo previsto alcun obbligo di rottamazione sui modelli già immatricolati.

Perché il divieto parte da Hainan

La misura coinvolgerà soltanto Hainan, isola tropicale di circa 35.000 chilometri quadrati nel sud della Cina, attraversata da una strada costiera lunga oltre 600 km, e proprio la conformazione del territorio facilita il passaggio all’elettrico. Le distanze rimangono affrontabili con una ricarica e le infrastrutture necessarie possono essere distribuite con minori difficoltà rispetto alle province continentali.

Una svolta alla quale gli abitanti erano stati preparati, infatti l’amministrazione locale l’aveva inserita nel 2019 nel suo piano per i veicoli a energia pulita, diventando la prima provincia cinese a indicare una data per interrompere le vendite delle auto tradizionali. Dopodiché le autorità hanno definito una serie di tappe intermedie, avvalendosi delle flotte pubbliche come terreno di prova prima di coinvolgere gli automobilisti privati.

Alla fine del decennio l’isola punta ad avere in circolazione oltre 1,5 milioni di veicoli a nuova energia, così da portare la quota sopra il 45% del parco complessivo. Anche la rete dovrà tenere il passo e il programma prevede circa un punto di ricarica ogni due mezzi.

La definizione “veicoli a nuova energia” adottata in Cina comprende sì le auto elettriche, ma anche le plug-in hybrid, dotate di un motore termico che entra in funzione una volta esaurita la carica della batteria. Alla fine del decennio Hainan impedirà dunque la vendita delle vetture alimentate soltanto a benzina o diesel, ma il carburante continuerà a essere utilizzato sia dai modelli già in circolazione sia dalle nuove plug-in.

La rete elettrica deve tenere il passo

Il calendario mette i cittadini in fondo alla fila. Partito dalle flotte pubbliche e dai veicoli acquistati dalle amministrazioni, il cambiamento prevede un graduale aumento di mezzi elettrificati, verificando nel frattempo se le colonnine bastano davvero. Alla regola dovranno comunque sottostare pure i privati, compresi i professionisti, a meno che i loro mezzi speciali non possano essere sostituiti da un modello elettrificato.

Il passaggio coinvolge anche il modo in cui Hainan produce l’elettricità. L’isola dipende ancora in larga misura dall’energia proveniente dall’esterno e il piano prende come riferimento un’autosufficienza del 24% nel 2025. Sempre entro il 2030 dovrebbe raggiungere il 54% attraverso nuovi impianti e un maggiore ricorso alle fonti rinnovabili, altrimenti si rischierebbe di spostare il problema dalle stazioni di servizio alle prese di corrente.

Qualche base era stata gettata negli anni scorsi. Nel settembre 2020 circolavano ad Hainan circa 45.000 veicoli a nuova energia, equivalenti al 3,1% del parco locale, e risultavano installati 18.000 punti di ricarica, di cui 8.790 erano accessibili al pubblico. Il rapporto medio si attestava a 2,4 mezzi per ogni presa, abbastanza per consentire i viaggi lungo l’isola, ma ancora lontano da quanto servirà con oltre un milione di elettrificate in circolazione

Autore
Virgilio.it

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