Ciccone fa sudare Evenepoel, ma il GP del Quebec lo vince il belga in volata. Alla Vuelta Mas non corre rischi
- Postato il 11 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Aspettavano tutti Remco Evenepoel, e Remco non s’è fatto pregare. Ma per spuntarla nel GP del Quebec ha dovuto sudare (e tanto) fino all’ultimo centimetro: Giulio Ciccone è andato vicino all’impresa, piegato soltanto allo sprint dal fuoriclasse belga che ha cominciato a mettere le mani avanti in vista del mondiale di Montreal, in programma tra poco più di due settimane. Perché la prima (mini) classica in terra canadese s’è decisa in volata, con Ciccone che sapeva di partire (quasi) battuto al cospetto del fuoriclasse belga, che pure se l’è dovuta sudare pur tenendo sempre la testa della corsa nell’ultimo chilometro di corsa.
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Ciccone stoico, ma Remco in volata è più scaltro
L’assolo di Evenepoel non ha sorpreso nessuno: sapeva di essere più forte e l’ha dimostrato, preferendo tenere la testa e controllare l’eventuale spunto di un Ciccone che non aveva molte armi per poter controbattere la superiorità del 26enne di casa Soudal. Che se era stato già insignito dei gradi di favorito per il mondiale di Montreal, ora non può davvero più nascondersi: Remco ha preparato ogni minimo dettaglio in vista del mondiale, a differenza di gente come Seixas o Del Toro che ha faticato a tenere le ruote dei migliori, soprattutto il messicano che a un certo punto s’è messo a tirare per McNulty e Narvaez. Pidcock ha chiuso al quarto posto, staccato di 28 secondi da Evenepoel, con Charmig terzo a 15 secondi.
“Posso dire di essere soddisfatto, perché abbiamo lavorato bene con la squadra e tutto sommato siamo arrivati a giocarci le nostre carte allo sprint”, il commento di Ciccone. “Era la prima volta che correvo questa corsa, alla fine fare secondo va bene, anche se avrei preferito vincere, ma Evenepoel in volata s’è dimostrato superiore”.
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Alla Vuelta, dove ci si aspettava qualche attacco degno di nota alla maglia rossa Enric Mas, la penultima tappa di montagna ha deluso le attese. Nel senso che nessuno se l’è sentita di prendersi dei rischi, nessuno tranne che Richard Carapaz, che ha tentato di andare in fuga per provare a mettere alla frusta le squadre dei migliori, venendo però riassorbito nella parte conclusiva della tappa. “Domani tenterò di nuovo, perché non ho nulla da perdere e tantomeno da dimostrare”, ha commentato l’ecuadoriano.
A spuntarla all’arrivo è stato Dunbar, che ha risucchiato a una manciata di metri dall’arrivo Buitrago, che già pregustava una vittoria inseguita a lungo, ma sfuggita ancora una volta. Gli uomini di classifica, tolto Carapaz, non si sono mossi: giornata tranquilla per Mas, al quale manca solo l’ultimo arrivo in salita per coronare il sogno di arrivare a Granada in rosso. “Abbiamo controllato bene ogni attacco con un gran lavoro di squadra”, il commento del leader della generale. “Domani però ci attende la tappa più dura e non dovremo commettere errori. Siamo vicini al traguardo, ma non è ancora fatta”.