Chiuse le indagini su Andrea Sempio: per i pm è lui l’assassino di Chiara Poggi. Gli atti inviati anche alla Pg per sollecitare la revisione del processo Stasi
- Postato il 7 maggio 2026
- Cronaca Nera
- Di Il Fatto Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Come da attese, arriva uno degli ultimi passaggi della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. I difensori di Andrea Sempio hanno ricevuto oggi l’atto di notifica di chiusura delle indagini inviato dalla Procura di Pavia, guidata da Fabio Napoleone. L’indagato deve rispondere dell’accusa di omicidio aggravato: per i pm è lui ad avere assassinato Chiara Poggi il 13 agosto del 2007 nella sua villetta in via Pascoli. In contemporanea il procuratore capo di Pavia ha reso noto che “provvederà” a inoltrare alla Procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, “l’atto contestato” al 38enne nel corso dell’interrogatorio di ieri che è “illustrativo e riassuntivo” delle nuove prove raccolte con la riapertura delle “indagini” sul caso, sin dal 2016-2017, per valutare un’istanza di revisione della condanna per Alberto Stasi.
Una ricostruzione, quella dei pm che presenta una nuova dinamica del delitto (qui tutti i dettagli). “Dopo una iniziale colluttazione“, il 38enne – a dire della Procura – “colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra”. Quindi, “la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina” e, dopo che la ventiseienne “provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi” sempre alla testa “facendole perdere i sensi”. A seguito di ciò, “spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi” ancora alla nuca, “cagionando” a Chiara Poggi “lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso“.
Un delitto, secondo l’accusa, dettato dal fatto che la giovane avesse rifiutato le sue avance (aggravante dei motivi abietti): aspetto che troverebbe riscontro, sempre secondo l’accusa, nei soliloqui di Andrea Sempio, intercettati da una “cimice”, il 14 aprile dello scorso anno, posizionata nella sua auto. Omicidio, per i pm, aggravato anche dalla crudeltà “in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto”.
L’avviso di conclusione delle indagini prelude alla richiesta di rinvio a giudizio: spetterà poi al Gup decidere se ci sono elementi sufficienti per mandare Sempio a processo. Va tenuto conto che la riforma Cartabia ha innalzato i parametri di valutazione: il giudice non deve più valutare solo se gli elementi sono “idonei a sostenere l’accusa“, ma deve effettuare una prognosi sulla probabilità di condanna a dibattimento: in pratica deve considerare se sussiste una “ragionevole previsione di condanna”. Discorso distinto da quello dell’eventuale revisione del processo che ha condannato Alberto Stasi a 16 anni: in questo caso la competenza spetta alla Procura generale di Milano.
L'articolo Chiuse le indagini su Andrea Sempio: per i pm è lui l’assassino di Chiara Poggi. Gli atti inviati anche alla Pg per sollecitare la revisione del processo Stasi proviene da Il Fatto Quotidiano.