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Chiude lo Spirit de Milan, il locale della musica nel cuore della Bovisa costretto a lasciare gli spazi: “Fatto tutto il possibile per trovare una soluzione”

  • Postato il 6 giugno 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Chiude lo Spirit de Milan, il locale della musica nel cuore della Bovisa costretto a lasciare gli spazi: “Fatto tutto il possibile per trovare una soluzione”

Addio (o almeno arrivederci) allo Spirit de Milan. Il locale milanese, nel cuore del quartiere Bovisa, dopo oltre 10 anni di attività dovrà chiudere i battenti. La chiusura è dovuta alla scadenza del contratto di affitto degli spazi e alla mancata concessione di una proroga da parte della proprietà, come si legge in una nota diffusa sui social dal locale.

Lo Spirit era ospitato dal 2015 all’interno dell’ex stabilimento Cristallerie Livellara, proponendosi come uno dei più significativi esempi di recupero di archeologica industriale di Milano. Spettacoli, concerti, serate danzanti, ma anche un semplice luogo di incontro: lo Spirit nel tempo si è affermato come un punto di riferimento nel panorama culturale milanese con serate le più disparate, dal jazz ai balli nazionali, passando per “incontri ed eventi dedicati alla musica dal vivo e alle tradizioni popolari”.

Come spiegato nel post “nonostante le numerose interlocuzioni e le soluzioni prospettate per preservare l’attività, la proprietà ha evidenziato una mancanza di volontà nell’individuare un percorso condiviso che consenta di proseguire il progetto, anche solo in una fase transitoria”. Secondo il fondatore, Luca Locatelli, è stato fatto “tutto il possibile per trovare una soluzione condivisa vantaggiosa per tutte le parti coinvolte, portato un progetto convincente e al contempo in questi anni riqualificato uno spazio che a oggi sembra destinato a scomparire sotto le macerie”.

Nel comunicato vengono ripercorse anche le tappe della vicenda, sottolineando che la responsabilità è della proprietà degli spazi. “Nel giugno 2017 viene firmato un contratto di affitto di 6 anni + 6 anni. Nel dicembre 2020, in pieno secondo lockdown, viene notificata un’ingiunzione di sfratto per procura, e viene manifestata l’intenzione di vendere l’immobile occupato da Spirit de Milan a una società terza”, si legge ancora. A questo punto il locale fa valere le proprie ragioni “e il giudice non convalida lo sfratto”. Quindi “la proprietà comunica in seguito di non voler rinnovare il contratto per gli ulteriori 6 anni previsti”, si legge ancora, “adducendo un intervento di integrale ristrutturazione dell’area locata”. La questione arriva davanti a un giudice e viene conciliata.

Nel frattempo , “per favorire la continuità del progetto e per agevolare la vendita dell’immobile, Spirit de Milan presenta un primo interlocutore interessato all’acquisto, una solida società attiva a livello nazionale che ha l’intenzione di mantenere lo Spirit de Milan come attività prevalente. Dopo mesi di colloqui, la proprietà non prosegue le trattative”.

Anche più recentemente, si legge ancora, lo Spirit trova “un secondo acquirente, altrettanto solido e fortemente determinato, che dopo parecchi mesi di trattative, ad aprile presenta un preliminare di acquisto concordato, a cui però la proprietà smette di rispondere”. Fino a oggi, quando emerge che la proprietà “ha già una trattativa in fase avanzata con un altro soggetto terzo”.

Insomma per il locale milanese è la fine della sua esistenza. Almeno nella forma attuale, nel cuore del quartiere Bovisa. “Speriamo di potervi dare presto notizie su come e dove potremo proseguire questa avventura”, conclude il fondatore.

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Il Fatto Quotidiano

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