Chissà se il cosiddetto ‘affaire Santanchè’ sarà davvero la miccia che farà crollare il governo

  • Postato il 25 marzo 2026
  • Blog
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 1 Visualizzazioni

di Giovanni Muraca

È ancora cristallizzato nelle nostre menti quel momento in cui, fuori dal Senato, passato l’ultimo ok da Palazzo Madama, gli azzurri della maggioranza si ritrovavano a festeggiare baldanzosi intestando al fu Silvio Berlusconi il passaggio a Referendum della riforma della Giustizia. Riforma a firma Nordio che, dopo aver perso, si carica della responsabilità di questo fallimento sullo sfondo di una compagine di Governo che, dietro le quinte, comincia a lanciarsi j’accuse a vicenda.

Una sconfitta, questa, che per la premier è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mentre il silenzio degli stessi promotori della riforma rimbomba, a distanza di qualche ora degli scrutini, la premier manda le prime dichiarazioni per poi proseguire con quasi venti e passa ore di consultazioni interne. Un silenzio che s’interrompe nel tardo pomeriggio del 24 marzo 2026. Un fulmine a ciel sereno arriva da Via della Scrofa: arrivano le dimissioni di Andrea Delmastro – ex sottosegretario alla Giustizia – e Giusi Bartolozzi – capo di Gabinetto del Ministero di via Arenula. Due persone che, a conferma delle voci di corridoio, per gli eventi di cui sono stati entrambi protagonisti negli ultimi giorni (caso Almasri, società con prestanome della malavita), stavano diventando un problema enorme. Ma nonostante il peso, la premier, prima della vittoria del No, era pronta a difenderli a spada tratta.

Qualcosa deve essere andato storto. La premier si aspettava che il No vincesse? Sì, se lo aspettava. Tanto da metterci la faccia con le ultime – indecenti – dichiarazioni contro i magistrati del 13 marzo. Troppo scaltra per non averlo capito. Ma allora, tutto questo concerto che ha messo davvero in difficoltà la sua figura a cosa è servito?

Quando nel 2022 il centrodestra vinse le elezioni, le fondamenta sulle quali si doveva appoggiare questo governo erano essenzialmente tre: la giustizia per Forza Italia, l’autonomia differenziata per la Lega e il premierato per Fratelli D’Italia. Se i primi due sono temi lontani dalla premier – ricordiamo la destra “legalitaria”, cultura da dove la sua storia ha inizio, e le regioni che per la stessa Meloni ai tempi dovevano essere abolite – l’unica riforma da lei voluta è stata parcheggiata, in attesa. Con molta probabilità, un piano per testare il sentiment dell’elettorato prima di vedersi cassare la propria.

Picconato dal voto popolare anche il secondo pilastro caro agli alleati di governo, forse anche con somma felicità di alcuni componenti della compagine, arriva il momento della resa dei conti. Certe situazioni, vuoi anche per un ritorno elettorale verso la frangia “giustizialista” che vive nel suo partito, ultimamente scontenta delle peripezie dei suoi, dovevano arrivare al capolinea.

Se i primi due componenti di governo – il Sottosegretario di Via Arenula e il capo di Gabinetto – erano quelli che di più avevano contribuito al saltare di questa aura di invincibilità della premier, il nodo ancora più grosso da sciogliere è quello con la Ministra del Turismo, Daniela Santanchè. Un rospo che Meloni ha ingoiato sin dall’inizio del mandato del suo governo proprio per mantenere l’equilibrio all’interno del suo schieramento; ma poi, con l’occasione della sconfitta alle urne, ha calato l’asso presentando una richiesta di dimissioni plastica verso la stessa Ministra la quale, dice, non si vuole dimettere.

Un scontro che non è diretto alla ex titolare del Twiga, ma che apre un fronte più in alto: quello con Ignazio La Russa (co-fondatore di Fratelli D’Italia). Da qui potremo capire l’aria che tira all’interno del primo partito d’Italia e se l'”affaire Santanchè” potrebbe essere davvero la miccia che potrebbe far crollare l’attuale maggioranza.

A pensarla male, forse è stato anche voluto che il No vincesse. Alla lunga, troppi sassolini nelle scarpe portano delle zoppie importanti.

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.

L'articolo Chissà se il cosiddetto ‘affaire Santanchè’ sarà davvero la miccia che farà crollare il governo proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti