Chiosco di piazza del Popolo, Ciangherotti: “Dieci mesi di stallo e ora si getta la spugna. Il fallimento di un’amministrazione senza visione”
- Postato il 30 ottobre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Albenga. “Quanto accaduto al chiosco di piazza del Popolo è la fotografia più nitida di come viene amministrata oggi Albenga. L’amministrazione Tomatis non è stata capace di gestire neppure il passaggio da un gestore all’altro di una struttura comunale, nel cuore della città, e ora, dopo mesi di chiusura, ventila di trasformarlo in un presidio della Polizia locale con un punto biglietti di TPL Linea. Non è una scelta strategica: è un ripiego per coprire un fallimento”. Così Eraldo Ciangherotti, già amministratore comunale e provinciale, interviene sulla vicenda del chiosco di piazza del Popolo dopo quanto emerso nell’ultimo consiglio comunale.
Ciangherotti ripercorre la vicenda, così come ricostruita dagli organi di stampa e dallo stesso sindaco nelle ultime ore in consiglio comunale: “Nel novembre 2025 la giunta approva le linee guida per la nuova concessione quadriennale del chiosco, gestito dal 2013 dalla cooperativa Progetto 8, e proroga la vecchia gestione fino al 31 gennaio 2026. Il bando, con canone base di 650 euro al mese, fissava tempi precisi: acquisto delle attrezzature dal gestore uscente entro il 15 gennaio 2026 e riapertura entro il 1° febbraio, al massimo entro il 28. All’inizio di marzo il Comune annunciava che l’affidamento definitivo sarebbe arrivato ‘entro questa settimana’. La determina di aggiudicazione arriva invece solo a maggio, con ingresso del nuovo gestore previsto a luglio. Al momento di prendere possesso dei locali, la società aggiudicataria chiede la sospensione della procedura. Oggi, a fine ottobre, il chiosco è ancora chiuso e il sindaco annuncia di valutare la revoca della concessione invocando l’articolo 20 del bando, ‘per motivi di pubblico interesse'”.
“Un bando fatto bene – prosegue Ciangherotti – avrebbe dovuto garantire un passaggio diretto e senza interruzioni da una gestione all’altra, tutelando lo stato della struttura pubblica. Invece la città si è ritrovata per mesi con un chiosco sbarrato nella piazza che è il biglietto da visita del centro storico, quella stessa piazza su cui il Comune ha investito risorse per la riqualificazione e il palco fisso, e che l’assessorato voleva rendere un punto di riferimento per Albenga. È un danno d’immagine evidente”.
“Trovo grave il ragionamento esposto dal sindaco in aula: cioè che, chiuso il chiosco, la sicurezza e il decoro della piazza sarebbero migliorati. Significa ammettere che questa amministrazione non sa governare gli spazi pubblici se non svuotandoli. Le piazze si rendono sicure riempiendole di vita, di attività, di commercio e di eventi, non rinunciando a un’attività economica per piazzarci un ufficio. Ben venga una maggiore presenza della Polizia locale, ma non può diventare l’alibi per non aver saputo far funzionare un bando”.
“Il chiosco è solo l’ultimo esempio di un problema più profondo: a questa amministrazione manca una visione a lungo termine della nostra città. Me lo raccontano gli imprenditori stessi: chi vorrebbe investire su Albenga, quando si informa su come funziona la macchina comunale, troppo spesso si ferma, aspetta o sceglie un’altra città. È l’anomalia più preoccupante che Albenga sta vivendo, e la pagano i cittadini, i commercianti e il futuro della città”.
“Chiedo all’amministrazione – conclude Ciangherotti – di chiarire pubblicamente le responsabilità per lo stato in cui è stata trovata la struttura, i costi che questa vicenda ha comportato per il Comune e tempi certi per restituire alla città una piazza del Popolo viva e frequentata. Albenga merita progetti, non ripieghi”.