Chi è Elif Eralp, la "Mamdani di Berlino"?
- Postato il 21 settembre 2026
- Estero
- Di Agi.it
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Chi è Elif Eralp, la "Mamdani di Berlino"?
AGI - Sono settimane che i media di mezzo mondo accostano Elif Eralp al sindaco di New York, Zohran Mamdani, e le analogie sono tante: dal retroterra migratorio all'aver messo il caro affitti al centro della campagna elettorale.
Le similitudini tra Eralp e Mamdani
Se la quarantacinquenne, figlia di due rifugiati politici turchi, riuscirà a diventare sindaco di Berlino dipenderà dalle scelte degli altri partiti, Spd e Verdi in particolare. Il successo è però inequivocabile: Die Linke, la sinistra radicale tedesca, ha raddoppiato i consensi nella capitale ed è diventata primo partito con il 26%.
Mamdani non è stato solo un'ispirazione teorica per Eralp. Lo scorso novembre, prima ancora del voto che lo avrebbe incoronato, quattro tra i più importanti dirigenti di Die Linke volarono a New York per confrontarsi con i cervelli della campagna di Mamdani, a partire dallo stratega capo, Morris Katz. La delegazione includeva Maximilian Schirmer, copresidente della sezione berlinese del partito, e Liza Pflaum, tra le consigliere più ascoltate di Eralp.
Alta funzionaria di Die Linke al Bundestag, Pflaum ha ammesso più volte che il successo sopra le attese del partito alle elezioni federali del febbraio 2025 fu dovuto a una campagna ispirata in modo esplicito a quella dell'attuale sindaco di New York: concentrarsi sul costo della vita come tema principale, puntare sulle piccole donazioni e investire nella comunicazione porta a porta condotta da volontari. "Mamdani offre una visione concreta di come le vite delle persone possano migliorare davvero", spiego' Pflaum a 'Politico' durante la sua visita negli Usa, "si puo' sentire subito qua a New York, le persone hanno ricominciato a provare speranza".
Le differenze tra i due sindaci
Se le affinità sono tante, anche le differenze sono notevoli. Mamdani è un newyorchese al cubo, cosmopolita e di estrazione quantomeno alto-borghese, figlio di una celebre regista indiana e di un affermato antropologo.
I genitori di Eralp erano due sindacalisti fuggiti dalla repressione seguita al colpo di Stato avvenuto in Turchia nel 1980. E l'aspirante 'burgermeister' non è una "cittadina del mondo": la sua identità e quella dei turco-tedeschi, legatissimi alla patria degli avi a prescindere dall'orientamento politico. Nelle numerose interviste rilasciate ai media turchi, Eralp ha infatti rivendicato con orgoglio le sue origini e ha raccontato la sua passione per la musica pop e le serie televisive del Paese.
L'infanzia e i primi passi in politica
Nata a Monaco di Baviera appena un mese dopo il trasferimento della sua famiglia, Eralp vive a Berlino da 16 anni e fu eletta nel 2021 nel Parlamento locale, dove divenne vicecapogruppo della Linke nel 2024, per poi assumere l'anno dopo la copresidenza del partito nella capitale. In un'intervista a Deutsche Welle, la giurista ha però fatto risalire l'inizio della sua esperienza politica a quando, all'età di 10 anni, fondò un'associazione ambientalista nel garage del suo appartamento insieme a due amici e a distribuire volantini nel quartiere.
Seguirono la partecipazione alle proteste contro il nucleare e il crescente coinvolgimento nelle lotte per i diritti dei migranti e dei profughi, questioni sentite in prima persona. Dopo la laurea in legge ad Amburgo e uno stage presso l'Alto Commissariato per i Rifugiati dell'Onu, fu quindi piuttosto naturale l'approdo a Die Linke, che vedeva in prima linea per le cause a lei più vicine e per cui iniziò a lavorare come consulente legale al Bundestag nel 2013.
Oggi a sbarrarle la strada verso la 'Rotes Rathaus' potrebbero essere la proposta di espropriare alcuni complessi immobiliari per farne case popolari, giudicata troppo radicale dall'Spd, e le accuse di antisemitismo dirette al partito, che ha avuto un ruolo guida nella mobilitazione filopalestinese. Eralp ha condannato la repressione delle manifestazioni Pro-Pal, che ha giudicato troppo violenta, e ha affermato che, se eletta, "farebbe il possibile" per ottenere l'arresto del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, qualora si recasse a Berlino.
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