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Che fine ha fatto Iturbe: esplose al Verona, fece dimettere Conte dalla Juve, illuse Roma. Cosa fa oggi

  • Postato il 30 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Che fine ha fatto Iturbe: esplose al Verona, fece dimettere Conte dalla Juve, illuse Roma. Cosa fa oggi

Meglio un anno da leone o 20 anni a galleggiare senza un botto? Parafrasando il Massimo Troisi di “Scusate il ritardo” la battuta del leone e dei cinquanta giorni da orsacchiotto si attaglia alla figura di Juan Iturbe che dopo un anno da fenomeno al Verona fece scatenare un’asta gigante vinta poi dalla Roma sulla Juventus cosa che, si disse, accelerò l’addio di Conte dalla panchina bianconera. L’argentino però non ha mai più ripetuto quell’exploit.

Iturbe è tornato a casa

Oggi Juan Iturbe gioca nel Cerro Porteño, club della Primera División del Paraguay, dove è una figura chiave e ha rinnovato il contratto fino a dicembre 2027 ma la sua carriera è stata un continuo salire sulle montagne russe.

Il miracolo nell’incidente

Iturbe ha vissuto gli anni della prima gioventù in casa della zia, ha passato intere giornate a giocare a pallone con i cugini. Sul petto, appena sopra il cuore l’attaccante ha il volto di un Cristo con la corona di spine. Un altro disegno religioso riempie la parte alta della schiena, una sorta di tribale è stato disegnato sul fianco destro. E poi ancora taguaggi che riempiono le braccia mentre sul polpaccio su un letto di rose ci sono le immagini di Juan sr e Miriam, papà e mamma.

La fede l’ha sempre avuta, specie dopo l’incidente nell’ottobre del 2013, quando stava andando a Ciudad del Est, la città dove sono nati i genitori. All’altezza di Caaguazù, 150 chilometri da Asuncion, la Bmw 4×4 che stava guidando era andata a scontrarsi con un camion. Auto distrutta, lui indenne. Un miracolo, o quasi.

La carriera di Iturbe

Juan Manuel Iturbe nasce nel barrio Barracas, un quartiere molto povero alle porte di Buenos Aires, da genitori paraguaiani. Dopo qualche anno, la famiglia si trasferisce ad Asuncion, capitale del Paraguay, dove Juan Manuel cresce e comincia a giocare a calcio. La sua prima squadra è il Cerro Porteño, dove si guadagna il soprannome di “cara sucia” ovvero “faccia sporca. il Porto lo acquista a 18 anni ma lo giudica troppo acerbo, spedendolo in prestito prima al River Plate e poi all’Hellas Verona dove nel 4-3-3 di Mandorlini, esplode in una squadra che aveva ancheToni, Jorginho e Romulo, Iturbe segna e fa segnare: 8 gol e 5 assist in 33 presenze.

Juve e Roma duellarono per acquistarlo. Secondo le ricostruzioni dei fatti, se Antonio Conte lasciò la panchina della Juventus in pieno ritiro nell’estate 2014, la colpa fu anche sua. Il tecnico pugliese lo avrebbe visto volentieri in bianconero. Quando ormai sembrava fata per l’arrivo a Torino dell’ex Porto, un blitz improvviso della Roma portò il giocatore a scegliere il giallorosso. Fu pagato oltre 22 milioni ma saranno solo due i gol di Iturbe nella prima stagione – proprio alla Juventus e uno decisivo nel derby – cinque totali in sessantotto partite.

Il ds Sabatini anni dopo difese quella scelta, ma ammise che «se scendevo in campo io al posto suo era la stessa cosa». La Roma, nel gennaio del 2016, lo cede al Bournemouth in prestito, ma le cose non decollano nemmeno in Premier League e un anno dopo Juan Manuel parte di nuovo. Il Torino decide di puntare su di lui, ma la fiducia non sarà ripagata: Iturbe segna appena una rete. La Roma lo cede in Messico, al Club Tijuana, poi vestirà le maglie di Pumas e Pachuca, prima di tornare in Europa. L’esperienza all’Aris Salonicco però non è fortunata e il club greco lo cede al Gremio. Il Brasile è una tappa intermedia, dove Iturbe colleziona appena 6 presenze, prima del ritorno a casa, dove tutto è nato.

Autore
Virgilio.it

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