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Che auto guidava Rita Pavone, il gioiello rosa conservato per sessant’anni

  • Postato il 23 agosto 2026
  • Curiosità
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

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Che auto guidava Rita Pavone, il gioiello rosa conservato per sessant’anni

“Sarò piccola ma cavolo, guarda che auto!” Rita Pavone non si è mai fatta mettere i piedi in testa. A dispetto dei suoi 153 cm di altezza, a ventun anni era già famosa anche fuori dall’Italia e fu allora che decise di regalarsi un gioiellino meccanico degno del successo raggiunto nella musica.

Il gioiellino in questione era una Jaguar E-Type 4.2, che Rita volle rosa e fece modificare allungando i pedali, altrimenti non sarebbe riuscita a guidarla. Di sentirsi troppo piccola per quella macchina, comunque, non se ne parlava: “Quando salivo a bordo della Jaguar mi sentivo improvvisamente grande, mi sentivo al settimo cielo”.

La Jaguar E-Type 4.2 della cantante

Le auto sportive sono sempre piaciute a Rita Pavone e nel 1966 la E-Type dichiarava appena cinque anni all’anagrafe, mentre la versione 4.2 si fermava a due. Altro che classico da esporre ai concorsi: in quel momento era una Jaguar nuova e velocissima, desiderata persino dai divi internazionali.

In concessionaria Rita optò per la Fixed Head Coupé, la versione chiusa a due posti, con un cofano lunghissimo che pretendeva di avere tutti gli occhi addosso. Una volta sistemata la distanza dei pedali, sotto il piede destro aveva un sei cilindri da 4,2 litri e 265 CV, capace di spingere la Jaguar intorno ai 240 km/h.

La E-Type era una macchina vistosa, addirittura sfacciata, e se era il tuo tipo te ne innamoravi. Tutta rosa faceva ancora più scena e Politoys scelse proprio quella di Rita per un modellino con l’immagine della cantante. A un certo punto lei la fece ridipingere di rosso, salvo poi tornare al rosa degli inizi, che la E-Type conserva ancora ai giorni nostri dopo circa 30.000 km.

Un’auto nata per stupire

Al Salone di Ginevra del 1961 il motore 4.2 era ancora lontano e sotto il cofano lavorava il precedente sei cilindri da 3,8 litri. Rispetto alle sportive del periodo, la E-Type spostava l’abitacolo verso la coda e allungava a dismisura la parte anteriore. Si poteva scegliere tra coupé e roadster, spendendo meno rispetto a diverse concorrenti altrettanto veloci.

Sulla versione di Rita i fari rimanevano nascosti dietro una calotta trasparente, dettaglio che nelle serie successive sarebbe sparito. La struttura monoscocca concedeva maggiore libertà ai progettisti e al posteriore figuravano sospensioni indipendenti, parecchio sofisticate per un’auto nata all’inizio degli anni Sessanta. Anche i quattro freni erano a disco, davanti e dietro.

Nel garage è rimasta la Jaguar e in casa Rita conserva ancora il lettino sul quale dormiva da bambina, sistemato in corridoio davanti al bagno. Fra i due oggetti passano pochi anni e una vita intera: da una famiglia con poco spazio al successo arrivato dopo il Festival degli sconosciuti, quando le sue canzoni cominciarono a uscire dai confini italiani.

Se la E-Type fosse stata soltanto il capriccio di una giovane star, probabilmente Rita se ne sarebbe liberata parecchio tempo fa e, invece, oggi compie 81 anni e continua a parlarne come dell’auto che la faceva sentire grande. A furia di sentirsi ricordare quanto fosse piccola, guidare una Jaguar con quel cofano rosa aveva anche il sapore di una rivincita.

Autore
Virgilio.it

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