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Ceuta, iniziata la riunione straordinaria dei ministri dell’Ue: sul tavolo tre lettere e lo scontro tra Roma e Madrid

  • Postato il 4 agosto 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Ceuta, iniziata la riunione straordinaria dei ministri dell’Ue: sul tavolo tre lettere e lo scontro tra Roma e Madrid

È iniziata la riunione straordinaria dei ministri degli Interni dell’Unione Europea, in videoconferenza, convocata dalla presidenza di turno irlandese su richiesta di Madrid per affrontare la crisi migratoria di Ceuta. Al termine non è prevista una conferenza stampa della presidenza del Consiglio Ue, ma è in programma alle 13, invece, una conferenza stampa del commissario europeo per gli Affari interni e la migrazione Magnus Brunner.

Sul tavolo ci sono tre lettere con diversi punti di vista europei sulla vicenda. La prima porta la firma di 22 Paesi su 27, promossa tra gli altri dalla premier danese Mette Frederiksen che chiede di valutare tutte le opzioni, compresa la sospensione di Schengen con Madrid: “Un’immigrazione incontrollata rappresenta una minaccia per l’Europa e per la Danimarca”. La seconda missiva è quella di Pedro Sánchez. Accusa i firmatari della prima di aver scelto di attaccare la Spagna e denuncia reazioni “asimmetriche”, dettate da pregiudizio e interessi politici. La terza lettera è di Ursula von der Leyen che elogia la gestione spagnola dei rimpatri, definita “rapida” e assicura sostegno operativo ma parla anche della necessità di rafforzamento delle frontiere esterne e dei rimpatri.

Una riunione che arriva nel pieno dello scontro tra Roma e Madrid dopo l’afflusso di decine di migliaia di migranti nella città autonoma di Ceuta e la sospensione dell’accordo Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, voluta dal governo di Giorgia Meloni. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’intervista al Corriere della sera, torna ad attaccare: “Sui migranti la Spagna ha fallito, capisco il loro nervosismo. Ceuta non è un fatto marginale, agire era un nostro dovere”, insiste il capo della Farnesina. Poche ore prima il suo omologo spagnolo, José Manuel Albares che, in un’intervista alla tv pubblica Tve, aveva affermato che l’esecutivo italiano “non è stato all’altezza” della situazione. L’Italia è “inondata dai migranti”, ha sostenuto il capo della diplomazia iberica, ricordando le crisi vissute a Lampedusa nel corso degli anni.

Secondo quanto trapela, il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska difenderà la linea del governo spagnolo: una politica migratoria responsabile, pienamente conforme ai propri obblighi e basata sulla solidarietà con gli altri Stati membri. La Spagna, sottolineano le fonti madrilene, attua una politica migratoria lungimirante e preventiva, anziché un approccio di breve periodo, ottenendo risultati stabili e sostenibili attraverso una stretta cooperazione con i Paesi di origine e di transito, tra cui Mauritania, Senegal, Gambia e Marocco. Il Marocco è un partner affidabile con cui la Spagna mantiene una stretta collaborazione basata sulla fiducia reciproca; il suo contributo è essenziale per affrontare la migrazione irregolare, così come in molti altri ambiti, tra cui la cooperazione di polizia. Il ministro presenterà gli ultimi dati sugli arrivi irregolari in Spagna, diminuiti di oltre il 42% nel 2025. I dati più recenti disponibili, aggiornati al 16 luglio, mostrano una riduzione di quasi il 25% su scala nazionale. Gli arrivi nelle Isole Canarie, che nel 2024 rappresentavano una delle principali fonti di preoccupazione, sono diminuiti di oltre il 60%. Grande-Marlaska, spiegano ancora le fonti, esprimerà fiducia nel fatto che anche il recente aumento degli arrivi nelle Città autonome sarà riportato sotto controllo e che la Spagna è pronta a rispondere a qualsiasi crisi migratoria, così come tutti gli Stati membri situati alle frontiere esterne dell’Unione europea.

A stemperare le tensioni tra Roma e Madrid ci ha provato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen che, rispondendo alla lettera ricevuta da Pedro Sanchez sabato – in cui il leader socialista ha lamentato una mancanza di solidarietà da parte di alcuni Paesi europei, contestando la decisione di sospendere l’accordo Schengen – ha lodato la risposta alla crisi messa in atto da Madrid e Rabat. Von der Leyen ha rimarcato che la migrazione richiede una risposta europea e ha definito “fondamentale” la solidarietà. Ha poi però sottolineato che i fatti di Ceuta mettono in evidenza “la necessità di rafforzare ulteriormente i confini” europei “nei punti critici“.

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Il Fatto Quotidiano

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