Cesareo d’urgenza, due gemelli prematuri nascono a Savona: ecco le voci di chi ha reso possibile questo parto
- Postato il 10 febbraio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. “Subito dopo aver visitato la paziente abbiamo capito che era impossibile trasferirla al Gaslini, come di norma avviene per i parti pre termine al di sotto della trentaduesima settimana, per cui abbiamo deciso di procedere subito con il parto cesareo, dunque abbiamo attivato tutte le equipe. C’è stato un apporto multidisciplinare“. Ad affermarlo è la dottoressa Susanna Piombo, dirigente medico della Struttura Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale San Paolo di Savona.
“In condizioni più facili e più sicure si preferisce trasferire la paziente al Gaslini con ancora in grembo il bambino, per poi permetterle di partorire in un secondo momento in strutture “abituate” a gestire queste emergenze ostetriche, ma qui non avevamo tempo – spiega – non c’erano le condizioni necessarie, bisognava agire con tempestività. I due gemelli, alla ventottesima settimana di gestazione, erano in presentazione podalica il che ha reso ancora più complicato il tutto. Se avessimo messo la mamma su un’ambulanza, con tutte le precauzioni del caso, e avesse partorito sul mezzo sarebbe stato un mezzo disastro”.
Così la dottoressa Piombo, dopo aver avvertito il suo primario (il dottor Volpi) ha attivato il tam-tam telefonico che ha permesso in pochissimo tempo di mettere in piedi una equipe multidisciplinare che ha compreso anche quella pediatrica-neonatologica del Gaslini Diffuso – sede di Savona – diretta dal dottor Alberto Gaiero. “Voglio sottolineare che nonostante la complessità del caso, tutto si è svolto nella maniera più tranquilla possibile, senza confusione o agitazione. Non ci sono stati intoppi su nessun piano, si è svolto tutto in totale sicurezza e con estrema calma”.
Non ci sono stati ostacoli neanche dal punto di vista chirurgico, la difficoltà dei parti podalici è superiore rispetto a quelli dove il feto è in posizione cefalica: “I neonati sono stati poi trasferiti in buone condizioni – dicono entrambi i medici – le problematiche che potevano sorgere erano rispetto alla maturità polmonare, pensate che uno dei due bambini non è neanche stato intubato. I neonati comunque sono stati entrambi inizialmente assististi con supporto respiratorio dell’equipe medico-infermieristica pediatrica di Savona. Anche la mamma sta bene e ne siamo felicissimi“.
Per l’ospedale San Paolo sicuramente non è stata una situazione abituale ma tutto è stato gestito in un clima di sicurezza e collaborazione: “Per Savona è stata una bella giornata – affermano i professionisti – vedere arrivare una mamma con due gemelli, podalici e alla ventottesima settimana non capita tutti i giorni, anzi è molto raro. A noi non era mai capitato, certamente abbiamo avuto dei parti prematuri ma con queste caratteristiche è stata la prima volta. Grazie all’apporto di tutte le equipe è andato tutto per il meglio”.
Il confronto operativo si è svolto in costante collegamento con la Struttura di Patologia Neonatale e Terapia Intensiva Neonatale dell’Istituto Gaslini, diretta dal professor Luca Ramenghi: “Abbiamo da sempre un ottimo rapporto con il dottor Ramenghi – spiega Gaiero – ci confrontiamo spesso e la loro esperienza ci aiuta a crescere e migliorare. Il confronto è fondamentale, gli scambi professionali sono ottimi. Noi lavoriamo per migliorare l’assistenza al neonato sia nella sua naturale assistenza che in quella dove ne serve una un po’ più intensiva”.
La storia
Presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Paolo di Savona si è verificata nei giorni scorsi un’emergenza ostetrica di particolare complessità, gestita con tempestività ed efficacia grazie al coordinamento tra i professionisti sanitari del San Paolo di Savona, del Gaslini e del Gaslini Diffuso.
Una donna con gravidanza gemellare alla 28ª settimana di gestazione è giunta in ospedale con un parto imminente e con entrambi i feti in presentazione podalica. Le condizioni cliniche e l’estrema prematurità dei due bambini hanno reso necessario un rapido inquadramento multidisciplinare della situazione.
Accertata l’impossibilità di effettuare un trasferimento in sicurezza prima del parto, è stata assunta rapidamente una decisione condivisa tra le équipe coinvolte. L’équipe chirurgica della Struttura Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale San Paolo di Savona, diretta dal dottor Volpi, ha lavorato in stretta sinergia con l’équipe pediatrica-neonatologica del Gaslini Diffuso – sede di Savona – diretta dal dottor Alberto Gaiero e coordinata dalla neonatologa Valeria Musso, professionista che opera prevalentemente presso la Pediatria di Savona e, per una parte della sua attività, presso la Terapia Intensiva Neonatale dell’Istituto Gaslini.
Il confronto operativo si è svolto in costante collegamento con la Struttura di Patologia Neonatale e Terapia Intensiva Neonatale dell’Istituto Gaslini, diretta dal professor Luca Ramenghi. “Alla luce del quadro clinico complessivo, caratterizzato dall’elevata complessità e dall’estrema prematurità dei due feti – spiegano da Asl2 -, è stata quindi presa la decisione di procedere a un taglio cesareo in urgenza. Una scelta delicata ma necessaria, adottata per tutelare la sicurezza della madre e dei neonati, che ha richiesto il coinvolgimento coordinato di numerose professionalità sanitarie, indispensabili per la gestione di una situazione di così alto livello assistenziale”.
E’ stato quindi eseguito l’intervento chirurgico durante il quale i due gemelli sono venuti alla luce in buone condizioni. I neonati sono stati inizialmente assistiti con supporto respiratorio dall’équipe medico-infermieristica pediatrica di Savona. Contestualmente all’intervento chirurgico è stato predisposto il trasporto protetto dei neonati attraverso il Servizio di Trasporto Emergenza Neonatale (STEN) dell’Istituto Gaslini, afferente alla Patologia Neonatale. Un’equipe della Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale pediatrico ligure, composta dal dottor Paolo Massirio, dalla dottoressa Alessia Pepe e dall’infermiera Elena Balino si è recata a Savona per gestire il delicato trasporto dei due gemelli fino alla sede genovese.
Il coordinamento tra il presidio ospedaliero savonese e il centro di riferimento regionale Gaslini ha permesso di garantire continuità assistenziale senza interruzioni, dalla nascita fino alla presa in carico specialistica.
“Il Servizio di Trasporto di Emergenza Neonatale rappresenta uno strumento fondamentale nell’organizzazione della rete perinatale regionale – sottolinea Luca Ramenghi, direttore della Patologia Neonatale e Terapia Intensiva Neonatale dell’Istituto Giannina Gaslini – ma la sua efficacia si consolidate grazie al lavoro in rete con i poli del Gaslini Diffuso e le neonatologie di tutta la Liguria. Disporre di équipe formate e pronte ad agire anche nei presidi periferici fa realmente la differenza nei casi complessi, soprattutto in presenza di un’alta prematurità. La sinergia tra ospedali consente di garantire stabilizzazione, continuità assistenziale e trasferimenti sicuri verso il centro di riferimento, offrendo ai bambini, anche più critici, come i pretermine di alto grado, fin dai primi istanti di vita”.
I neonati sono stati entrambi estubati già nelle ore successive e attualmente sono ricoverati con un peso di 1220 kg e 1350 kg, presso la Terapia Intensiva Neonatale dell’Istituto Gaslini per i monitoraggi del caso.
“Desidero ringraziare tutte le professioniste e i professionisti coinvolti – medici, ostetriche, infermieri e operatori sanitari – per la competenza, la prontezza e il senso di responsabilità dimostrati in una situazione improvvisa e ad alta complessità – dichiara Monica Cirone, Coordinatore di Area 2 -. Episodi come questo testimoniano il valore del lavoro di squadra e dell’integrazione tra strutture della rete regionale, a tutela della sicurezza della madre e dei bambini fin dai primi istanti di vita”.