A Loano fa tappa il “GameOver Project”, l’iniziativa che analizza e previene i fenomeni legati alla dipendenza da videogiochi
- Postato il 13 febbraio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Loano. Venerdì 20 febbraio farà tappa a Loano il “GameOver Project: quando il gioco diventa pericoloso”, un’iniziativa di prevenzione e consapevolezza sul Gaming Disorder e sulle architetture manipolative digitali. Il progetto è rivolto sia agli studenti delle scuole che alla cittadinanza. La giornata gode del patrocinio del Comune di Loano.
Il progetto, elaborato da Paolo e Karla Imperitura, formatori e Marketing Manager e Digital Designer, nasce con l’obiettivo di decodificare l’impatto del mondo videoludico sulla mente e sul cuore delle nuove generazioni. Attraverso la lente del neuromarketing e del digital design, Paolo e Karla Imperitura svelano i meccanismi utilizzati dai videogame free-to-play per generare dipendenza, fenomeno riconosciuto dall’OMS (2022) come Gaming Disorder.
L’iniziativa si propone come un intervento di sistema, capace di coinvolgere l’intera comunità educante attraverso una programmazione su due livelli.
Il primo livello consiste in un seminario nelle scuole (che si terrà dalle 9 alle 13 presso l’istituto Falcone e la scuola secondaria di primo grado Mazzini-Ramella) rivolto agli studenti dai 9 ai 17 anni e ai docenti, con un workshop interattivo e la contestuale raccolta anonima di dati tramite strumenti digitali. L’intervento consente di far emergere le reali abitudini digitali degli studenti e di fornire agli insegnanti chiavi di interpretazione utili per leggere segnali di disagio spesso presenti nel contesto scolastico e così interpretare fenomeni quali cali di concentrazione, irritabilità e isolamento sociale legati all’abuso di tecnologie.
Il secondo livello consiste in un incontro (che si terrà al dalle 17 alle 19 nell’aula magna delle scuole Valerga) con genitori, educatori, associazioni e istituzioni. Il format prevede una sessione frontale ed esperienziale con momenti di formazione, casi reali e role play finalizzati a ricostruire il dialogo educativo tra adulti e minori nell’ecosistema digitale contemporaneo. L’obiettivo è sensibilizzare le famiglie sul confine tra intrattenimento e “gabbia psicologica”. L’incontro mira a ricostruire il dialogo tra genitori e figli, promuovendo una prevenzione che nasca dalla comprensione autentica del campo da gioco digitale.
Al termine del percorso, “GameOver Project” fornirà a scuola e amministrazione comunale un report dettagliato dei dati raccolti. Il documento permette di mappare le reali abitudini digitali dei minori sul territorio, identificare i bisogni specifici della comunità locale e pianificare futuri interventi di supporto e prevenzione.
Il progetto vanta un respiro globale e un’esperienza consolidata sul campo. Seminari sono già stati realizzati in numerose città italiane (Milano, Torino, Bergamo, Genova, Parma, Reggio Emilia, Prato, Grosseto, Napoli, Bari, Catanzaro e Reggio Calabria) e all’estero (Lugano e Chicago). Questa capillarità alimenta un’azione di data collecting nazionale senza precedenti: l’obiettivo per maggio 2026 è raggiungere 10.000 dati per supportare un’interrogazione parlamentare. Il fine è chiedere l’equiparazione della lotta al Gaming Disorder a quella contro il tabagismo, con avvisi obbligatori e limitazioni alle microtransazioni per i minori.
Con oltre 700.000 ragazzi italiani già coinvolti in dinamiche di dipendenza, agire prima che il problema esploda è un dovere sociale. “GameOver Project” offre le bussole necessarie per navigare l’era digitale senza restarne prigionieri.