Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Cervelli in Basilicata: tornano 34 giovani ogni 100 espatri

  • Postato il 15 settembre 2026
  • Basilicata
  • Di Quotidiano del Sud
  • 0 Visualizzazioni
  • 5 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Cervelli in Basilicata: tornano 34 giovani ogni 100 espatri

Il Quotidiano del Sud
Cervelli in Basilicata: tornano 34 giovani ogni 100 espatri

I cervelli lucani che rientrano in Basilicata. Il report della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. Matera fa il boom e accoglie 44 rimpatriati ogni 100 emigrati, mentre Potenza soffre ancora per la fuga oltreconfine.


Cresce il numero di giovani che rientrano in Basilicata dopo un lungo periodo all’estero, per studio o per lavoro. Il richiamo della terra natia diventa sempre più forte per i lucani, con 33,7 rientri ogni 100 giovani emigrati, si certifica il consolidamento di una mobilità circolare che posiziona la regione lucana sul podio nazionale per capacità di riassorbimento dei flussi. Lo studio, elaborato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, ci racconta di un piccolo esercito di 978 giovani, di età compresa tra i 18 e i 39 anni, che ha ripreso la via di casa tra il 2021 e il 2025.

CERVELLI IN BASILICATA

Questo bilancio concreto ribalta la narrazione monocromatica di una terra condannata allo spopolamento strutturale e all’abbandono definitivo. Non ci troviamo di fronte al perfetto equilibrio anagrafico, il saldo complessivo resta numericamente a vantaggio delle uscite, ma la tendenza alla stabilità ha preso una piega vigorosa, tracciando una rotta stabile che si muove in direzione ostinata e contraria rispetto alla storica emorragia dei cervelli. Nel quinquennio precedente il rapporto era fermo a 26 rientri ogni cento uscite. L’accelerazione attuale dimostra che la componente del ritorno sta acquisendo un peso significativo.

LA BASILICATA ACCORCIA LE DISTANZE

Se l’Italia viaggia a una media di 40 rientri ogni 100 uscite, la Basilicata accorcia le distanze posizionandosi al secondo posto nella classifica nazionale per velocità di crescita del fenomeno, con un incremento dei rimpatriati del 54,5% rispetto al passato, superata solo dalla Valle d’Aosta e staccando nettamente la stessa Sicilia. Dietro la media regionale si nasconde una realtà interna a due velocità, un dualismo geografico ed economico che spacca il territorio lucano. La provincia di Matera è il vero motore immobile di questa rivoluzione demografica. La città dei Sassi e il suo hinterland hanno fatto registrare un tasso di rientro straordinario, pari a 43,9 giovani riassorbiti ogni 100 partenze. Un valore record, capace di surclassare sia la performance media della regione sia il dato generale del Paese.

I RIMPATRI A MATERA

L’esplosione dei rimpatri materani, cresciuti dell’85,3% nel confronto tra i due quinquenni, convive con partenze verso l’estero rimaste sostanzialmente bloccate, ferme a un incremento marginale del 5,3%. Significa che chi sperimenta l’estero oggi tende a tornare con un bagaglio di competenze accresciuto, mentre la base giovanile locale mostra una minore propensione alla fuga definitiva. Di segno opposto è lo scenario che si osserva nella provincia di Potenza. Il capoluogo e il suo vasto territorio attraggono il maggior numero di rimpatriati in termini assoluti, ben 587 giovani, con una crescita del 39,1%. Tuttavia, questa capacità di accoglienza viene vanificata da un’emorragia strutturale verso l’estero che non accenna a placarsi. Le cancellazioni anagrafiche per l’oltreconfine sono aumentate del 25,5% nel potentino, toccando quota 2.015 partenze.

POTENZA A RILENTO

Questo sbilanciamento inchioda la provincia di Potenza a un tasso di rientro effettivo del 29,1%, ben al di sotto dei livelli di guardia nazionali. Potenza continua a esportare capitale umano senza riuscire a trattenere le proprie forze migliori. I dati dell’indagine campionaria della Fondazione Studi mostrano che la decisione dei giovani lucani mette sul piatto della bilancia elementi che superano la questione della retribuzione. Al primo posto ci sono i motivi personali e familiari, indicati dal 67,7% degli intervistati, c’è il peso degli affetti, la vicinanza ai genitori che invecchiano, la necessità di ritrovare una dimensione identitaria. La nostalgia dell’Italia muove il 32,4% delle scelte. Gli incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori e la qualità complessiva della vita pesano per il 23,5% ciascuno. Solo il 20,6% si muove avendo in tasca un’occasione di lavoro già definita prima della partenza. Il dato più clamoroso dell’indagine svela che ben il 37,1% dei giovani decide di rientrare al buio, trovando un’occupazione sul territorio solo dopo aver rimesso piede in Italia.

GIOVANI SODDISFATTI DI RIENTRARE DOPO IL PERIODO ALL’ESTERO

La scelta del luogo in cui stabilire la propria esistenza precede la ricerca del posto di lavoro. Oltre il 70% dei giovani ripatriati si dichiara più soddisfatto della propria situazione personale rispetto al periodo trascorso all’estero. Il lavoro in Italia offre spazi di flessibilità e tutele che le economie straniere, spesso mitizzate, tendono a comprimere. La possibilità di conciliare i tempi della vita privata con le scadenze professionali è considerata uguale o migliore rispetto all’estero dal 75% dei lavoratori rientrati. Il clima aziendale convince il 67,9% del campione. Le tutele complessive del lavoratore soddisfano il 64,3% degli intervistati. La nota dolente resta quella dei salari, infatti, solo il 42,9% giudica gli stipendi italiani adeguati al costo della vita reale. Un dato che conferma come il rientro sia il frutto di un compromesso economico accettato in cambio di un benessere relazionale e ambientale superiore.

CERVELLI CHE RIENTRANO IN BASILICATA, REALTÀ CONSOLIDATA

Il fenomeno dei rimpatri è ormai una realtà consolidata che l’intera regione non può più ignorare. Non si tratta di eventi sporadici, ma di una tendenza solida. Diventa fondamentale non solo favorire il rientro dei giovani sul territorio, un percorso che i dati dimostrano essere già ampiamente in atto, ma anche creare le condizioni strutturali perché la scelta possa rivelarsi duratura nel tempo. La sfida cruciale per la Basilicata è valorizzare pienamente le esperienze e le competenze internazionali maturate all’estero da questi ragazzi, evitando che il ritorno a casa si trasformi in una delusione professionale.


«Quello dei rimpatri è un fenomeno sempre più rilevante per il Paese. Per questo è importante non solo favorire il rientro – percorso già in atto – ma anche creare le condizioni perché la scelta possa essere duratura nel tempo e per valorizzare pienamente le esperienze maturate all’estero», commenta il Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca, sintetizzando la necessità di un cambio di passo nelle politiche attive locali.

Il Quotidiano del Sud.
Cervelli in Basilicata: tornano 34 giovani ogni 100 espatri

Autore
Quotidiano del Sud