Ceriale, Marabello (FN): “Bene le zone rosse, ma servono ulteriori iniziative contro malamovida e degrado urbano”
- Postato il 5 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Ceriale. “Accogliamo favorevolmente l’iniziativa (se pur tardiva) dell’Amministrazione comunale di modificare il Regolamento di Polizia Urbana (con l’approvazione all’unanimità del Consiglio comunale) per istituire zone rosse con lo scopo di contrastare la cosiddetta malamovida e il degrado urbano che da alcuni anni (soprattutto in estate) la fanno da padrona sul nostro territorio. Approviamo altresì la richiesta (anche questa tardiva) di chiedere al Prefetto di Savona la convocazione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Evidentemente le nostre numerose segnalazioni, prima come Movimento Indipendenza e poi come Futuro Nazionale, sono servite a qualcosa”, dichiara Fabrizio Marabello, referente e portavoce locale del partito del generale Roberto Vannacci.
“Riteniamo però che per affrontare e risolvere il problema seriamente siano necessari ulteriori iniziative – prosegue -. Attualmente a Ceriale non esiste nessuna ordinanza sul decoro urbano che vieta di circolare a torso nudo nel centro cittadino e di accedere in queste condizioni nei locali commerciali e nei pubblici esercizi, provvedimento che in altri Comuni limitrofi è già stato adottato e riproposto prima dell’inizio della stagione estiva (ad esempio Borghetto Santo Spirito)”.
“Premesso che tali provvedimenti sono efficaci solo se vengono effettuati costanti controlli da parte delle Forze dell’Ordine dello Stato e della Polizia Locale (l’assessore Eugenio Maineri chiama gli operatori di polizia locale “Vigili Urbani” utilizzando una denominazione che anche nella sostanza è desueta e superata da decenni) siamo dell’idea – prosegue Marabello – che bisogna intervenire anche sul piano commerciale limitando l’apertura di bazar e minimarket che, come è noto, sono gestiti da extracomunitari spesso complici dei comportamenti incivili e violenti dei maranza (spesso minori) in quanto a questi soggetti, nelle ore notturne, vendono bottiglie in vetro di alcol e, da segnalazioni pervenute, anche sigarette sciolte”.
“In Italia, purtroppo, non è possibile impedire l’apertura di un’attività commerciale sulla base della nazionalità del titolare. Tuttavia le amministrazioni comunali possono richiedere l’applicazione di regolamenti urbanistici, commerciali e di decoro urbano per limitare o regolamentare l’apertura di nuove attività di vicinato (come per l’appunto i bazar o i minimarket), a patto che tali restrizioni siano motivate da ragioni di interesse pubblico”.
“I Comuni, ad esempio, non possono imporre limiti numerici (contingenti) o distanze minime per ragioni puramente economiche, ma la normativa italiana (come modificata dalla Legge Annuale per il Mercato e la Concorrenza) consente restrizioni basate sulla tutela dei centri storici e dei beni culturali. Inoltre – continua Marabello – i Comuni possono vietare l’insediamento di determinate attività merceologiche in specifiche aree di pregio artistico per preservare l’identità culturale locale”.
“Mentre, per quanto riguarda la tutela dell’ambiente urbano e della salute, si possono limitare le aperture in aree già sature per motivi di viabilità, carenza di parcheggi o ordine pubblico.
Invitiamo pertanto il sindaco Marinella Fasano a prendere in considerazione le proposte di Futuro Nazionale che è a completa disposizione per un eventuale collaborazione e confronto sulle soluzioni da noi proposte”, conclude Marabello.