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Centrosinistra al lavoro sul programma, restano i nodi Ucraina e patrimoniale

  • Postato il 3 novembre 2026
  • Politica
  • Di Agi.it
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  • 8 min di lettura
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Centrosinistra al lavoro sul programma, restano i nodi Ucraina e patrimoniale
Centrosinistra al lavoro sul programma, restano i nodi Ucraina e patrimoniale

AGI - Palla ai capigruppo sul tavolo del centrosinistra. I leader di Pd, M5s e Avs hanno deciso di affidare ai luogotenenti alle Camere il calcio d'inizio della partita sul programma.

Saranno Chiara Braga e Francesco Boccia per il Pd, Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini per M5s, Luana Zanella e Peppe De Cristoforo per Avs, Maria Elena Boschi e Raffaella Paita per Italia Viva, a istruire il lavoro sulle proposte che i progressisti presenteranno agli elettori.

A questi si aggiungono i rappresentanti delle forze che non hanno gruppi costituiti in Parlamento: Riccardo Magi per Più Europa, Ernesto Ruffini e Franco Gabrielli per Più Uno, e il responsabile del programma di Progetto Civico, Marco Mistretta.

Le basi dell'intesa tra le opposizioni

Una scelta, quella dei leader, che nasce da un dato di fatto: è proprio dentro e tra i gruppi parlamentari che sono nate le proposte unitarie sulle quali si è costruita in questi anni l'unità del centrosinistra, dalla mozione dell'aprile 2025 sulla Palestina alla risoluzione sul Dpfp, con i ventuno punti economici e sociali, presentata lo scorso mese.

Il tavolo, poi, sarà allargato ad altri esponenti, anche in base ai temi trattati. Infine, scenderanno in campo i leader, entro la fine di novembre, stando a quanto emerso venerdì durante la call fra Giuseppe Conte, Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.

L'assemblea del 5 novembre

Nell'attesa di vedersi al tavolo, i leader si ritroveranno sullo stesso palco giovedì 5 novembre in occasione dell'Assemblea di programma - Il Futuro è adesso. Oltre a Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni ci saranno Maria Elena Boschi, Riccardo Magi e il segretario della Cgil, Maurizio Landini.

Conte: "Abbiamo atteso anche troppo"

Un percorso per il programma che il leader M5s vorrebbe il più veloce possibile, come è tornato a sottolineare anche oggi, rispondendo a chi lo ha incontrato alla Camera. "Abbiamo atteso anche troppo", ha detto Conte attribuendo implicitamente la responsabilità del ritardo agli alleati dem: "L'intoppo? Siete voi che seguite il Pd", ha risposto ai giornalisti.

Ora, ha aggiunto, la priorità è quella di dare "segnali forti" per "rispondere ai bisogni dei cittadini".

Il nodo Ucraina e il confronto sulle tasse

Il nodo rimane quello dell'Ucraina e dell'invio di armi a Kiev, che vede contrari M5s e Avs, con il Pd che chiede di accompagnare gli aiuti con un vero sforzo diplomatico europeo. Non preoccupano, invece, a sondare fonti dei partiti, i diversi punti di vista emersi nelle ultime ore, "più sulle pagine dei giornali che nel confronto fra i partiti", per dirla con una dirigente dem, riguardanti la patrimoniale, cavallo di battaglia di Nicola Fratoianni, e la legalizzazione della cannabis che il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, assicura di voler portare al tavolo del programma.

"Di queste cose parliamo ai tavoli che adesso sono partiti, ci sono i nostri rappresentanti, già in settimana si riuniranno e inizieranno a lavorare concretamente", taglia corto Conte che sulla patrimoniale aggiunge: "Noi abbiamo delle proposte per quanto riguarda una seria redistribuzione".

Lo strumento della patrimoniale non convince nemmeno i dem: Elly Schlein ha sottolineato, fin dalla sua mozione congressuale, che non si tratta di "un tabù", ma a certe condizioni. La prima è che sia adottata a livello europeo o internazionale, come sottolineato durante una tavola rotonda su fisco e diseguaglianze alla Treccani, nel febbraio 2025.

La battaglia parlamentare sulla Palestina

Uno dei "segnali forti" chiesti da Conte, intanto, arriva dall'Aula della Camera dove le opposizioni chiedono unitariamente al governo e alla maggioranza di mettere la faccia su quanto accade in Cisgiordania. La proposta è quella di dare carattere di urgenza alla proposta di legge per il blocco immediato degli scambi di beni e servizi con le colonie israeliane in Cisgiordania.

A illustrare la richiesta è Nicola Fratoianni di Avs: "Chiediamo l'urgenza su questa legge perché vogliamo che l'Italia faccia la sua parte, la parte giusta nella storia e nel mondo che viviamo. L'8 settembre 2026 una coalizione di 12 Paesi, tra i quali Canada, Regno Unito, Spagna, Irlanda, Norvegia e Danimarca, ha annunciato misure di restrizione commerciale sui prodotti provenienti da colonie nella Cisgiordania occupata. Contro quello che il governo fascista di Netanyahu mette in campo contro i palestinesi".

La richiesta respinta e l'attacco al governo

Una richiesta bocciata nella riunione dei capigruppo, prima, e in Aula poi. "Spero che chi ha votato contro in conferenza dei Capigruppo abbia il coraggio di alzarsi in questa Aula per motivare la scelta", attacca il deputato rossoverde, "mentre forze armate israeliane e coloni perseguono la pulizia etnica, cancellando con la violenza la questione palestinese".

Per Conte la legge "è un bivio per il governo" che, fino a oggi, "è stato complice dei crimini del governo Netanyahu". E promette: "Quando ci insedieremo al governo riconosceremo lo Stato di Palestina".

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Autore
Agi.it

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