Centro storico, il locale confiscato alla mafia torna alla città: nasce “ApriMaddalena”
- Postato il 24 settembre 2026
- Altre News
- Di Genova24
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Genova. Un bene confiscato alla criminalità organizzata torna a vivere e viene restituito alla città. È stato inaugurato giovedì in via della Maddalena 25R, “ApriMaddalena, un Mosaico Urbano”, il nuovo spazio promosso dal municipio I Centro Est attraverso un patto di collaborazione per la gestione condivisa dell’immobile.
Si tratta di un piccolo locale nel cuore del centro storico che diventerà un presidio permanente di legalità e cittadinanza attiva, grazie a una rete di associazioni e cittadini che lo animeranno con attività sociali, culturali, educative, informative e ambientali. Il percorso nasce da un avviso pubblico del municipio e da una successiva fase di coprogettazione che ha coinvolto per diversi mesi le realtà interessate.
“Un bene confiscato alla criminalità organizzata non può essere soltanto un simbolo: deve essere un luogo vivo, aperto e a disposizione della cittadinanza – dichiara Simona Cosso, presidente del municipio I Centro Est –. Per questo abbiamo scelto di costruire un patto di collaborazione e una rete tra le diverse realtà del territorio, lavorando insieme per mesi. ‘ApriMaddalena, un Mosaico Urbano’ nasce proprio da questo percorso condiviso: vogliamo che diventi un presidio permanente di legalità, ma anche uno spazio di incontro, partecipazione e inclusione. Restituire davvero questi beni alla comunità significa tenerli aperti e farli vivere ogni giorno: è anche così che si costruiscono sicurezza integrata e riqualificazione del quartiere”.
Il patto punta a garantire una presenza attiva e continuativa nel quartiere e la più ampia apertura possibile dello spazio. Il locale ospiterà attività compatibili con le sue dimensioni: servizi di ascolto e orientamento, mediazione interculturale, educazione alla legalità, iniziative culturali, attività dedicate al fumetto e all’illustrazione, supporto nelle pratiche amministrative e nell’accesso ai servizi e iniziative di sensibilizzazione ambientale. Le diverse realtà coordineranno le proprie attività attraverso un calendario condiviso.
“Dove c’era la mafia, ora si insegnerà ai ragazzi a disegnare fumetti, si aiuterà chi è appena arrivato in Italia a orientarsi nella nostra burocrazia, ci sarà uno sportello psicologico – aggiunge Andrea Visentin, assessore del municipio I Centro Est con delega all’Antimafia -. Ci abbiamo messo mesi: un avviso pubblico, gli incontri di coprogettazione, e alla fine sette realtà del quartiere che hanno accettato di starci dentro insieme. Questa apertura dimostra che un bene confiscato non conta solo per quello che simboleggia, ma conta quando viene restituito alla cittadinanza, con servizi veri”.
A rendere immediatamente riconoscibile la nuova vita del bene sarà anche l’opera realizzata sulla saracinesca del locale, promossa da Libera Genova e realizzata dagli studenti dell’IC di Quarto. Un segno visibile, rivolto alla strada e al quartiere, per raccontare anche attraverso l’arte la trasformazione di uno spazio confiscato alla criminalità organizzata in un luogo aperto alla comunità.
“Un bene confiscato non è davvero restituito alla collettività nel momento in cui cambia semplicemente la sua destinazione: la restituzione prende forma nel tempo, attraverso le persone che lo abitano, le relazioni che riesce ad attivare, le occasioni di incontro e di partecipazione che intorno a quello spazio possono nascere – dice Francesca Vablais, referente provinciale di Libera Genova -. Come ha ricordato Don Luigi Ciotti, l’uso sociale dei beni confiscati significa trasformare una ‘proprietà esclusiva’ in uno ‘strumento di inclusione’, un simbolo di potere in un’opportunità condivisa”.
Il patto di collaborazione avrà durata di un anno dalla sottoscrizione e prevede una gestione coordinata tra Municipio e soggetti aderenti. Il Municipio sosterrà il progetto mettendo gratuitamente a disposizione lo spazio, facendosi carico delle utenze e garantendo supporto amministrativo e organizzativo. L’obiettivo è costruire un modello aperto anche a nuove collaborazioni con associazioni, scuole, enti e singoli cittadini, rafforzando una rete territoriale capace di rendere continuativa la presenza e le attività all’interno del bene.
“Siamo felici di inaugurare ApriMaddalena insieme alle altre realtà che hanno creduto in questo progetto – conclude Andrea Piccardo, della Genoa Comics Academy e segretario dell’associazione AMA Maddalena –. Da sempre cerchiamo di tradurre l’attenzione verso i temi sociali della nostra città in azioni concrete e partecipazione. Essere ancora una volta accanto a Libera significa ribadire che sono soprattutto le nuove generazioni a dover raccogliere il testimone e costruire nuovi anticorpi contro le mafie e ogni forma di ingiustizia. Porteremo qui giovani autrici e autori, con le loro opere, facendo del fumetto e dell’illustrazione strumenti per raccontare la realtà e costruire consapevolezza e condivisione. Perché l’unico modo per sconfiggere la paura è guardarla negli occhi e, perché no, disegnarla”.