Celle, l’opposizione: “Minoranze e cittadini firmatari delle osservazioni al Puad interdetti dalle affermazioni del sindaco Beltrame”
- Postato il 20 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Celle Ligure. “Le affermazioni del sindaco Beltrame lasciano interdetti le minoranze consiliari e i cittadini firmatari delle osservazioni al Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime”. Lo scrive in un comunicato l’opposizione consiliare di Aria Nuova e Idea Comune mentre torna sulla questione che vede a Celle il raggiungimento del 41% di spiagge libere e libere attrezzate.
“Ai cittadini e alle minoranze consiliari, che in alcun modo sono state coinvolte nello studio e nella redazione del Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali, che non ha previsto nessun coinvolgimento attivo della cittadinanza, – scrive la minoranza – spettava il compito di presentare, nei tempi stabiliti, osservazioni, prima del secondo passaggio in Consiglio Comunale. Le osservazioni sono state presentate sia dalle minoranze che dai cittadini, i quali non erano tenuti a trasmettere al Comune ‘proposte concrete o controproposte’ , ma una valutazione generale sul piano, segnalazioni su criticità e problemi reali che sono stati effettivamente rilevati (scarsa accessibilità, marginalità, balneabilità, sicurezza, difficoltà nella fruizione, fenomeni di erosione), alle quali il sindaco non ha risposto nel merito, se non trasferendo l’onere e la responsabilità della progettualità, che in alcun modo spetta ai cittadini e alle minoranze”.
“Queste ultime – proseguono i consiglieri di Aria Nuova e Idea Comune – hanno visto il Piano, per la prima volta, in occasione della Commissione Intersettoriale, poco prima quindi del passaggio in Consiglio Comunale. Proposte e idee potevano essere richiesti a minoranze e cittadini prima della presentazione del Piano, attraverso incontri e assemblee pubbliche, considerata l’importanza del tema per l’economia cittadina e la rilevanza di politiche partecipative, quando si trattano questioni di interesse pubblico e si parla di bene comune”.
“Per questa ragione – sottolineano – è sbagliato pensare che l’interesse per la spiaggia pubblica sia legato alla residenza, come ha voluto sottolineare il sindaco, quando ha dichiarato che la raccolta firme presentata da un gruppo di cittadini comprendeva anche quelle di non residenti: il termine pubblico implica, infatti, un concetto ampio e la spiaggia è un bene collettivo e non dei soli residenti. Le osservazioni firmate da circa 150 persone sottolineavano, tra le criticità del Piano, l’ubicazione degli arenili individuati, scomodi per chi vuole raggiungerli, ad esempio, in treno: il turismo giornaliero è un fenomeno significativo nell’attuale realtà economica e proviene principalmente dal ponente genovese, zona nella quale sono state raccolte alcune firme”.
“Sostenere, inoltre, che gran parte dei residenti firmatari sia palesemente schierato con l’opposizione è un’affermazione che sottende un atteggiamento indagatorio e decisamente discutibile: le segnalazioni delle criticità, infatti, sono l’espressione della partecipazione attiva dei cittadini, indipendentemente dal loro voto, per difendere un bene comune e il corretto equilibrio, anche dal punto di vista qualitativo, tra le aree in concessione ai privati e gli arenili destinati al pubblico utilizzo”.
“La partecipazione, fulcro della vita democratica, – rimarcano i capigruppo Caterina Mordeglia e Germano Gadina – è un’assunzione di responsabilità dei cittadini, e andrebbe sostenuta e incentivata anche da parte di chi amministra e prende decisioni in nome della collettività”.