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Cecità e schizofrenia non vanno d'accordo. Perché?
Postato il 8 giugno 2026
Di Focus.it
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2 min di lettura
Era la metà del secolo scorso quando due scienziati si accorsero per la prima volta che non esisteva un solo caso di schizofrenia in persone cieche dalla nascita. Nel 2002 e nel 2018 questo curioso dato è stato confermato da altri grossi studi, e in oltre 70 anni ancora nessuno ha conosciuto una persona schizofrenica che non vede da quando è nata. Com'è possibile?. Ahmed Elbediwy e Nadine Wehida, due ricercatori della Kingston University di Londra, ne discutono in un interessante articolo pubblicato su The Conversation, spiegando che il motivo sarebbe legato al fatto che la parte del cervello adibita alla vista non è mai stata esercitata, e dunque non può malfunzionare (come avviene in chi è schizofrenico). «La spiegazione non sta in ciò che le persone vedono, ma in come il cervello usa la visione per interpretare il mondo», spiegano gli studiosi.. Un meccanismo inceppato
Sappiamo che la schizofrenia è, almeno in parte, un problema di predizione: il cervello, che crea costantemente aspettative sulla realtà confrontandole con i segnali che riceve dai cinque sensi (vedo un uccello − mi aspetto che voli), a un certo punto si inceppa e inizia ad aspettarsi cose insensate, cancellando i limiti tra realtà e fantasia.. In questo meccanismo inceppato sta la chiave dell'apparente "protezione" che godono le persone cieche dalla nascita. Chi non ha mai visto ha una corteccia visiva che, rimasta senza input fin dal primo giorno, si è sviluppata in modo radicalmente diverso: spesso viene riconvertita ad altre funzioni, come il linguaggio o la memoria. Senza quel canale, il sistema di predizione non ha mai imparato a fare affidamento sulla vista per costruire la sua versione della realtà, ed è quindi meno esposto al cortocircuito che caratterizza la schizofrenia. Non a caso, perdere la vista dopo la nascita (anche durante l'infanzia) non offre la stessa protezione.. Verso nuove terapie
Capire perché chi è cieco dalla nascita non può diventare schizofrenico non significa solo risolvere un enigma scientifico, ma potrebbe avere ricadute concrete su come la malattia viene trattata. La maggior parte dei farmaci oggi disponibili agisce sulla chimica del cervello, in particolare sul sistema della dopamina, e non dà risultati ottimali per tutti i pazienti, oltre ad avere pesanti effetti collaterali. «Se la schizofrenia è anche un problema di come il cervello impara a leggere e interpretare la realtà, i trattamenti del futuro potrebbero agire direttamente su percezione, apprendimento e sul modo in cui il cervello gestisce l'incertezza» concludono Elbediwy e Wehida..
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