Catania, niente fidejussione, penalizzazione di 3 o 5 punti in arrivo: tifosi contro la dirigenza
- Postato il 10 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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Dovrebbe essere la notte di San Lorenzo, ma per il Catania sarà la notte di Valpurga, e non per i vapori sulfurei che in queste ore vengono eruttati dall’Etna.
- Catania, penalizzazione in arrivo
- Tre o cinque punti di penalità
- Nuova ferita per il Catania
- La vittoria in Coppa Italia
- Catania, tifosi infuriati
- Il precedente di due anni fa
- Longo continua a lavorare
- "Liberate il Catania"
- Il comunicato del Catania
Catania, penalizzazione in arrivo
Il Catania non è riuscito a rispettare neppure l’ultima scadenza per la presentazione della fideiussione integrativa da 2,7 milioni di euro necessaria a garantire l’utilizzo di alcuni calciatori, compresi diversi nuovi acquisti. Dopo il termine iniziale del 7 agosto e la successiva mini-proroga fissata al 10 agosto, è arrivata la conferma che il club non è riuscito a completare l’operazione. La conseguenza sarà una penalizzazione da scontare nel prossimo campionato di Lega Pro.
Tre o cinque punti di penalità
Resta da stabilire l’entità esatta della sanzione, che potrebbe essere di tre o cinque punti, in attesa delle determinazioni ufficiali. Il dato certo, però, è che il Catania inizierà la stagione con un handicap in classifica. Una situazione che inevitabilmente pesa sul futuro sportivo della squadra e alimenta la forte contestazione di una piazza che aveva scelto di rinnovare la propria fiducia alla società. La vicenda era già diventata preoccupante venerdì, quando la dirigenza aveva ammesso pubblicamente le difficoltà nel rispettare le tempistiche imposte dalla Lega. Nelle ore successive sono stati fatti diversi tentativi per arrivare alla soluzione. Anche il patron Ross Pelligra avrebbe provato a trasferire fondi dai propri conti esteri, tra Australia e Inghilterra, ma gli ostacoli tecnici e burocratici non sono stati superati in tempo.
Nuova ferita per il Catania
Il risultato è una nuova pesante ferita per il Catania, sia sul piano sportivo sia su quello della credibilità societaria. A pagare il prezzo della situazione sono anche i circa novemila tifosi che hanno sottoscritto l’abbonamento, scegliendo di sostenere il nuovo corso nonostante le difficoltà del passato. Una fiducia che, nelle ultime ore, si è trasformata in delusione e rabbia.
La vittoria in Coppa Italia
A rendere ancora più amara la situazione c’è il fatto che il Catania era riuscito a regalare alla propria gente una soddisfazione importante con la qualificazione ai trentaduesimi di finale di Coppa Italia. I rossazzurri affronteranno il Parma venerdì alle 18, con la partita che sarà trasmessa in diretta televisiva da Mediaset, con la collocazione sul Canale 20. Anche gli appuntamenti societari e sportivi delle ultime settimane sono inevitabilmente passati in secondo piano. Dalla presentazione della nuova maglia nera, indossata a Vicenza, al successivo lancio della prima divisa con gli storici colori rossazzurri, tutto è stato oscurato dalla vicenda della fideiussione.
Catania, tifosi infuriati
Il club ha parlato di un semplice ritardo e ha ribadito che la società non è in vendita e che il campionato potrà essere affrontato regolarmente. Parole che, però, non hanno placato il malcontento della tifoseria. Sui social il sentimento prevalente è quello della sfiducia. «Non c’è più da fidarsi» è uno dei commenti più ricorrenti, mentre nelle ultime ore la delusione ha lasciato spazio a una contestazione sempre più dura.
Il precedente di due anni fa
Il problema è anche legato alla recidività. Per il Catania non si tratta infatti di un episodio isolato: già due estati fa il club era incappato in ritardi che avevano portato a una penalizzazione. Proprio questo precedente potrebbe incidere sulla sanzione che sarà eventualmente comminata. Il rischio è dunque quello di un -3 o di un -5 in classifica, anche se bisognerà attendere gli atti ufficiali per conoscere la decisione definitiva. La società dovrà ora fornire risposte soprattutto sulla gestione finanziaria, sulle scadenze e sui rapporti con gli organismi della Lega. Ma non solo. C’è anche un mercato da completare e il nuovo direttore sportivo Varrà aveva ancora alcune operazioni in entrata da definire. La penalizzazione e le difficoltà emerse sul piano finanziario potrebbero complicare ulteriormente il lavoro della dirigenza.
Longo continua a lavorare
Nel frattempo mister Longo continua a lavorare sul campo con una squadra chiamata a non farsi condizionare dalle vicende societarie. I calciatori dovranno provare a trasformare in risultati la rabbia e la delusione che si respirano intorno al club. Il problema è che, a partire dal 23 agosto o dalla data prevista per l’inizio del campionato, il Catania potrebbe essere costretto a inseguire punti che non avrà perso sul terreno di gioco, ma a causa delle vicende societarie.
“Liberate il Catania”
Il grido «Liberate il Catania», sempre più presente tra i tifosi, fotografa bene il clima che si è creato. La notte di San Lorenzo, a Catania, si è trasformata in una notte di contestazioni e interrogativi. Adesso la società dovrà dimostrare con i fatti di essere in grado di superare la crisi, recuperare credibilità e restituire fiducia a una piazza che, ancora una volta, si sente tradita.
Il comunicato del Catania
“Il Cda del Catania FC ha preso atto del mancato rispetto della scadenza del 10 agosto, spiegando di non essere riuscito a risolvere in tempo le problematiche tecniche e burocratiche già segnalate nei giorni precedenti. La società ha espresso il proprio rammarico per le conseguenze della vicenda e per la delusione provocata ai tifosi e alla città. Proprietà e consiglio di amministrazione hanno assicurato di essere al lavoro senza sosta per risolvere la situazione e hanno dichiarato di voler affrontare le conseguenze «con umiltà, responsabilità e impegno”. Nel comunicato il club ha inoltre ribadito l’obiettivo di proseguire regolarmente la stagione, sottolineando che, nonostante le difficoltà, la squadra continuerà a lavorare sul campo per raggiungere gli obiettivi sportivi prefissati.