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Casting a sangue freddo, al Met di New York anche i serpenti fanno il provino

  • Postato il 7 settembre 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
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  • 7 min di lettura
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Casting a sangue freddo, al Met di New York anche i serpenti fanno il provino
Casting a sangue freddo, al Met di New York anche i serpenti fanno il provino

AGI - Serpenti star a teatro ma solo dopo aver superato una prova 'attoriale'. Al Metropolitan Opera di New York non basta avere una gran voce per salire sul palco: bisogna superare un provino, e questa regola vale persino per i serpenti. Il teatro ha selezionato l’animale che affiancherà l’incantatrice di serpenti nella nuova produzione di “Così fan tutte” di Mozart, ambientata in un luna park di Coney Island negli anni Cinquanta. Ad aggiudicarsi il ruolo è stato un boa constrictor dai riflessi dorati, colore giallo-pesca, di nome Princess.

Il provino per i serpenti a New York 

A scegliere il rettile protagonista è stata Zoe Ziegfeld, ex artista da luna park oggi interprete d’opera, chiamata a vestire i panni dell’addestratrice di serpenti nello spettacolo. Il suo metodo di valutazione è tutt’altro che standard: lascia che ogni esemplare le strisci addosso e si avvolga intorno al corpo, poi lo solleva sopra la testa, riproducendo esattamente il gesto che dovrà ripetere sotto le luci del palcoscenico a ogni recita. Guarda l’animale quasi negli occhi, cercando un segnale preciso.

La fiducia tra artista e il boa constrictor

“Devo sapere che l’animale si sente a proprio agio con le persone e con ciò che stiamo facendo”, ha spiegato Ziegfeld al termine delle selezioni. Non conta soltanto la resa scenica, ma conta la fiducia reciproca che si costruisce nell’arco di pochi minuti, con un pubblico di migliaia di spettatori che aspetta dall’altra parte del sipario.

La scelta del serpente Princess

Tra i candidati a sangue freddo, a spuntarla è stato l’esemplare più grande, capace di garantire maggiore presenza scenica. “Andremo avanti con Princess nelle prove, in via sperimentale.

È un serpente meraviglioso, e la prova non riguarda lei, ma piuttosto me e la mia forza”, ha spiegato Ziegfeld all’Associated Press, ribaltando la prospettiva: ovvero il vero banco di prova, sostiene, è reggere il peso dell’animale spettacolo dopo spettacolo. Come riserva è stata scelta Nala, un boa marrone leggermente più piccolo, emerso in una seconda tornata di audizioni.

La 'carriera' dell'incantatrice di serpenti 

Per Ziegfeld si tratta della terza volta nei panni dell’incantatrice di serpenti in questo allestimento dell’opera scritta da Mozart nel 1790, dove due soldati italiani mettono alla prova la fedeltà delle rispettive fidanzate fingendo di partire per la guerra e travestendosi per sedurle a vicenda. Nella versione firmata dal Met, la trama resta quella originale ma trasloca tra le luci sgargianti e i fenomeni da baraccone di un luna park di metà Novecento.

Le stagioni a Coney Island

Il ruolo, per Ziegfeld, non è un salto nel vuoto: prima di arrivare all’Opera ha trascorso stagioni intere a Coney Island, esibendosi fino a otto volte al giorno con i suoi serpenti. Al primo provino per il Met, anni fa, gli animali vivi non erano ammessi in sala. Si presentò con un video del proprio numero e, per dimostrare sul posto la propria credibilità da artista da baraccone, si conficcò un chiodo nella cavità nasale nel celebre numero “Human Blockhead”. “La musica è diversa, i guadagni sono diversi”, ha raccontato Ziegfeld. “Ma con i serpenti è una gioia sapere che tra il pubblico ci sono persone a bocca aperta e altre terrorizzate. E questo succede sia al Met sia a Coney Island: alla fine si somigliano più di quanto sembri”.

Le audizioni dei serpenti 

I boa sono arrivati alle audizioni grazie a Nancy Novograd e alla sua agenzia All Tame Animals, entrata nel mondo dell’opera quando un suo cavallo calcò il palco del Met in una produzione di “Carmen”. Oggi l’agenzia rifornisce il teatro di ogni tipo di animale, dagli elefanti agli insetti. Alle prime selezioni si erano presentati due esemplari giudicati troppo piccoli, a rischio di urtare il costume di scena di Ziegfeld.

Ma secondo Novograd il criterio decisivo non è la taglia: “Gli animali devono esibirsi proprio come i talenti umani. A volte hanno un repertorio di comportamenti prestabiliti da dimostrare, altre volte devono semplicemente andare d’accordo con il talento in scena. In questo caso dovevano avere il colore e le dimensioni giuste, e dovevano piacere a Zoe”. 
Così fan tutte” al Metropolitan Opera dimostra così che, dietro le quinte del palcoscenico più celebre d’America, la selezione del cast non riguarda soltanto soprani e tenori: a volte passa anche per lo sguardo attento di un boa constrictor.

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Autore
Agi.it

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