Caso Roggero, il gioielliere: “Avrei dovuto tenere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo”. La difesa: “Differimento della pena in attesa della grazia”
- Postato il 16 settembre 2026
- Giustizia
- Di Il Fatto Quotidiano
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“Ogni vita merita rispetto secondo la metafora che siamo tutte gocce in un oceano. Avrei dovuto tenere un comportamento meno impulsivo e più riflessivo”. È la riflessione che Mario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto al suo negozio nell’aprile 2021, ha reso davanti ai giudici del Tribunale della Sorveglianza di Milano – presieduto da Marcello Bertolato – per discutere sulla richiesta di differimento della pena vista la proposta della domanda di grazia.
L’udienza riguarda la richiesta di differimento della pena presentata dalla difesa in relazione alla domanda di grazia avanzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Roggero, attualmente detenuto nel carcere di Bollate, chiede di poter attendere ai domiciliari l’eventuale decisione del Quirinale.
Il gioielliere è stato trasferito questa mattina dall’istituto penitenziario al Palazzo di giustizia di Milano dalla polizia penitenziaria. Il suo ingresso è avvenuto senza essere ripreso dalle telecamere. A rappresentarlo in aula è l’avvocato Stefano Marcolini, che ha depositato una memoria di 15 pagine. La richiesta arriva a 48 ore dalla decisione del Tribunale di sorveglianza di Torino, che ha respinto un’istanza analoga presentata dalla difesa. I giudici torinesi avevano definito il differimento della pena legato alla domanda di grazia un’ipotesi “residuale”, sottolineando la necessità di presupposti particolarmente evidenti per intervenire su una materia che rientra nella prerogativa del Capo dello Stato.
Nell’ordinanza, il tribunale aveva inoltre rilevato come la vicenda giudiziaria di Roggero continui a essere oggetto di contrapposte valutazioni nell’opinione pubblica. Pur ricordando che la legittima difesa è stata esclusa dalla sentenza definitiva, i giudici avevano osservato che la reazione di una persona vittima di un’aggressione non può essere valutata con assoluta precisione secondo criteri astratti. La difesa di Roggero intende ora chiedere al Tribunale di sorveglianza di Milano di pronunciarsi nel merito dell’istanza. L’udienza milanese presenta però diversi elementi di sovrapposizione con il procedimento già esaminato a Torino, a partire dal contenuto sostanzialmente analogo della richiesta. Il collegio milanese si riserverà la decisione al termine dell’udienza. Tra le possibilità procedurali c’è anche quella che il tribunale valuti gli effetti della precedente pronuncia torinese sull’istanza presentata a Milano.
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