Caso Rocchi, in Procura Andrea Butti, ex manager dell'Inter del Triplete: ombre pure sul calendario di Serie A
- Postato il 5 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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L’inchiesta sul sistema arbitrale entra in una nuova fase e amplia il proprio perimetro. Dopo mesi di accertamenti concentrati sulle designazioni, la Procura di Milano guarda ora anche ai meccanismi organizzativi della Serie A. Al centro c’è la figura di Andrea Butti, responsabile dell’Ufficio Competizioni della Lega Serie A. La sua convocazione segna un passaggio chiave: non più solo arbitri, ma anche chi gestisce contatti, logistica e calendario. Un cambio di prospettiva che potrebbe aggiungere nuovi elementi a un’indagine già complessa.
- Butti in Procura: perché la sua posizione è centrale
- Il ruolo del calendario e le nuove ombre
- Rocchi e l’autosospensione: un passaggio chiave
- La fase 2: verso nuovi interrogatori
- Uno scenario ancora in evoluzione
Butti in Procura: perché la sua posizione è centrale
La scelta del pm Maurizio Ascione di ascoltare Butti non è casuale. Nel suo ruolo, infatti, è il principale punto di raccordo tra la Lega e il designatore arbitrale. I contatti con Gianluca Rocchi rientravano nelle normali dinamiche organizzative, soprattutto per questioni logistiche legate alle gare. Dalla gestione delle trasferte arbitrali fino all’utilizzo del Centro VAR di Lissone, il suo ufficio rappresenta uno snodo operativo fondamentale. Proprio questa rete di relazioni potrebbe essere finita sotto la lente degli inquirenti. L’obiettivo è chiarire natura e contenuto dei rapporti, senza sovrapposizioni tra prassi e eventuali anomalie.
Il ruolo del calendario e le nuove ombre
Uno degli aspetti più delicati riguarda indirettamente il calendario di Serie A. Non ci sono accuse formali, ma il fatto che l’indagine si estenda all’area competizioni apre interrogativi sul sistema nel suo complesso. Il calendario, infatti, è uno strumento sensibile: incide su ritmi, recuperi e incroci tra squadre. Anche senza irregolarità, eventuali contatti tra chi organizza le partite e chi designa gli arbitri diventano un tema da approfondire. La Procura vuole capire se tutto sia avvenuto nel rispetto dei ruoli. È una verifica di sistema più che un’accusa diretta.
Rocchi e l’autosospensione: un passaggio chiave
Nel frattempo, la posizione dell’ex designatore Rocchi resta centrale nell’inchiesta. Il designatore si è autosospeso dopo aver ricevuto un avviso di garanzia, una scelta definita “morale” anche dal presidente dell’AIC Renzo Ulivieri. Rocchi ha sempre ribadito la correttezza del proprio operato, ma ha deciso di fare un passo indietro per tutelare l’istituzione. La sua figura resta il punto di partenza delle indagini, da cui si stanno ora diramando nuovi filoni. Il lavoro della Procura mira a ricostruire un quadro completo, senza fermarsi ai primi livelli.
La fase 2: verso nuovi interrogatori
L’audizione di Butti segna di fatto l’inizio della cosiddetta “fase 2”. Dopo aver ascoltato numerosi esponenti del mondo arbitrale, gli inquirenti si preparano a sentire anche figure legate ai club. Tra queste, gli addetti agli arbitri delle squadre di Serie A, considerati interlocutori importanti nei rapporti operativi. Il nome più noto è quello di Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter. Alcune intercettazioni lo citerebbero in conversazioni legate a designazioni specifiche. Anche in questo caso, si tratta di verifiche, non di giudizi.
Uno scenario ancora in evoluzione
L’inchiesta resta aperta e in continua evoluzione. L’obiettivo della Procura è distinguere con chiarezza tra dinamiche fisiologiche del sistema e eventuali condotte irregolari. Il coinvolgimento dell’area competizioni non implica responsabilità, ma amplia il quadro delle verifiche. Nel frattempo, il mondo del calcio osserva con attenzione, consapevole che trasparenza e credibilità sono elementi fondamentali. I prossimi interrogatori saranno decisivi per capire la direzione dell’indagine. E forse, per dissipare definitivamente le ombre emerse in queste settimane.