Caso Minetti, se la richiesta di grazia fosse infondata scatterebbe un’indagine a carico dell’ex igienista dentale
- Postato il 28 aprile 2026
- Giustizia
- Di Il Fatto Quotidiano
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La magistratura milanese avvia verifiche approfondite sulla concessione della grazia presidenziale a Nicole Minetti, l'ex igienista dentale condannata. Dopo la richiesta di chiarimenti del Quirinale al ministero della Giustizia, gli inquirenti stanno esaminando la fondatezza della domanda di grazia. Qualora emergessero irregolarità nella procedura o nella documentazione presentata, potrebbe scattare un'inchiesta nei confronti della stessa Minetti per possibili false dichiarazioni o abuso di procedimento.
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Da graziata a indagata? È una delle ipotesi sul tavolo degli inquirenti milanesi, che dopo la richiesta di spiegazioni al ministero della Giustizia da parte del Quirinale, ora sono al lavoro per verificare in fretta e furia tutti i contorni della vicenda che ha portato alla grazia di Nicole Minetti. Che, vale la pena ricordarlo sempre, era stata condannata in via definitiva a 2 anni e 10 mesi per favoreggiamento della prostituzione nel processo Ruby-bis e a un anno e un mese per peculato nella “rimborsopoli” lombarda. Nella fattispecie, la Procura Generale di Milano, qualora l’istanza di grazia dell’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi si rivelasse fondata su elementi incongruenti e non veritieri, trasmetterà gli atti alla Procura per l’apertura di una indagine a carico dell’igienista dentale.
L’ipotesi, fatta circolare in ambienti giudiziari milanesi, non è l’unica novità strettamente investigativa di giornata. Tra gli accertamenti delegati all’Interpol, infatti, ci sono anche quelli che riguardano il periodo in cu Minetti ha soggiornato a Ibiza. Da quanto si è saputo, vista l’urgenza, il sostituto procuratore generale Gaetano Brusa ha chiesto di essere informato anche in caso di esiti parziali degli accertamenti.
E mentre le indagini vanno avanti, nel frattempo arriva dall’Uruguay una voce in difesa della procedura di grazia concessa a Nicole Minetti. “Nel procedimento riguardante l’adozione di un minore furono rispettati tutti i requisiti legali richiesti”, mentre i genitori biologici del bambino “non si sono mai fatti vivi”: è quanto ha sostenuto in un’intervista radio Yuria Troche, indicata come la legale che tutelò il minore in un primo periodo dell’iter, prima che le subentrasse l’avvocata Mercedes Nieto, morta nel 2024 con il marito in circostanze ancora non chiarite dalla giustizia. Le parole di Troche sono riportate dal portale online della radio uruguayana Fm Gente, che in un servizio ha ricostruito in dettaglio la vicenda. “Perché un bambino sia adottato devono essere rispettati milioni di requisiti, ancor più se il minore è affetto da una qualche patologia”, ha detto la legale al telefono, assicurando che “l’Uruguay è molto garantista in casi del genere” e che, inoltre, il minore adottato “aveva espresso la propria volontà” in sede giudiziaria. I suoi genitori biologici, ha aggiunto, “lo avevano abbandonato molti anni prima” e non hanno risposto a “numerosi tentativi di contattarli”.
Fm Gente sottolinea però anche che, nel momento in cui questo procedimento di adozione venne aperto, Minetti aveva già precedenti legali e che questa circostanza “di solito è motivo di esclusione” da un iter di questo tipo. Troche ha affermato di avere vaghi ricordi del fatto che si sia parlato di precedenti legali. “Ma a dire il vero non ricordo bene”, ha detto. L’articolo fa anche riferimento al fatto che l’Istituto dei bambini e degli adolescenti dell’Uruguay (Inau), organismo statale responsabile dei casi di adozione nel Paese sudamericano, è attualmente avvolto da polemiche riguardanti in particolare i criteri decisionali applicati in certi casi per accogliere o respingere le richieste delle famiglie interessate. A metà aprile alcuni media locali hanno riportato che il responsabile delle adozioni Darío Moreira era stato destituito dall’incarico proprio per questo motivo. La radio Fm Gente aggiunge che nelle carte legate alla richiesta di grazia si indica che Minetti e Cipriani avrebbero fatto diverse donazioni all’Inau. “Non ho mai saputo nulla di donazioni di queste persone”, ha affermato, contattato dalla radio, l’allora direttore dipartimentale dell’istituto, Daniel Guadalupe.
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