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Caso Minetti, in Uruguay dubbi dei media sull’adozione del bambino

  • Postato il 29 aprile 2026
  • Politica
  • Di Agi.it
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  • 5 min di lettura
Caso Minetti, in Uruguay dubbi dei media sull’adozione del bambino
Caso Minetti, in Uruguay dubbi dei media sull’adozione del bambino

AGI - La Diaria di Maldonado, media uruguaiano locale della città di origine del bambino adottato da Nicole Minetti, cita una fonte vicina all'Inau - Istituto dei bambini e degli adolescenti - secondo cui l'adozione del bambino "è sempre stata considerata altamente irregolare".

L'Interpol riceve la delega

L'Interpol ha comunicato alla Procura generale di Milano di aver ricevuto la delega e di essersi attivata per svolgere con urgenza gli accertamenti all'estero nel caso della Grazia concessa a Nicole Minetti. Non sono stati comunicati tempi per le prime risposte ai quesiti individuati dal ministero della Giustizia che sono stati sollevati dall'inchiesta giornalistica de Il Fatto Quotidiano.

Accertamenti sulla sentenza uruguaiana

Tra le prime cose da accertare la veridicità della sentenza del tribunale uruguaiano di Maldonado sul minore adottato dall'ex igienista dentale e dal compagno Giuseppe Cipriani e lo stile di vita condotto da Minetti all'estero. Eventuali anomalie, anche senza rilievi di natura penale, in attesa del completamento delle verifiche, potranno essere segnalate dalla Procura generale al dicastero di via Arenula.

Le parole del ministro Tommaso Foti

Sul caso Minetti "bisognerebbe chiedere innanzitutto al Procuratore generale di Milano, che ha seguito la pratica dall'inizio - ha detto a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti -. Partiamo da lì e poi andiamo avanti. Chi ha valutato l'istruttoria lo ha fatto correttamente, se poi all'interno, come può capitare, vi sono state questioni non adeguatamente valutate, vedremo di fare le doverose verifiche. Errare è umano, è perseverare che è diabolico ma non diamo tutto per scontato". 

Il ruolo del giornalismo d'inchiesta

A chi gli chiede, ove le ricostruzioni del 'Fatto' fossero confermate, se ringrazierebbe il quotidiano, l'esponente FdI osserva che "il giornalismo d'inchiesta è sempre positivo, se non è fatto per gettare fango ma per sottolineare comportamenti anomali che, nei fatti, possono verificarsi". Quanto a Nordio, "penso che sia un eccellente professionista che ha servito lo Stato in toga e da ministro ed è sotto gli occhi di tutti che sia una persona che conosce bene la materia".

Le dichiarazioni di Francesco Paolo Sisto

"Non capisco perché si è voluto trasformare una questione tecnico-amministrativa in uno scontro politico". Detto questo, Francesco Paolo Sisto spiega ai giornalisti a Montecitorio che parlare di 'perimetro di indagine' assegnato da Via Arenula alla Procura Generale per l'istruzione della pratica della grazia a Nicole Minetti "è una balla spaziale".

Il ruolo del ministero della Giustizia

Il viceministro FI della Giustizia osserva allora che "noi non diamo indicazioni. Il ministero trasmette la domanda con gli allegati ricevuta dalla Presidenza della Repubblica alla Procura per le indagini, e la Procura agisce in assoluta libertà qualitativa e quantitativa. Non c'è nessun perimetro né noi abbiamo titolo a dare perimetro a chicchessia".

Ipotesi su revoca o annullamento della grazia

Altro è ragionare sulla sorte della grazia, ove risultasse che la situazione di fatto è del tutto diversa da quella conosciuta sino a prima che scoppiasse lo scandalo. Sisto parla di "una questione giuridica delicata" e ricorda che "c'è chi dice che si può revocare e chi dice che si può annullare" a fronte di "una patologia del procedimento amministrativo", e si dice a favore della "seconda soluzione", per la "nullità" dell'atto, pur osservando che "si tratta di questioni meramente giuridiche".

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Autore
Agi.it

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