Caso Gibelli, il centrodestra chiede la rimozione della consulente. Terrile: “Errore grave ma no a strumentalizzazioni”
- Postato il 9 luglio 2026
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- Di Genova24
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Genova. La giunta Salis ritiene “un errore grave” il post pubblicato sui social dalla consulente per i diritti Lgbtqia+ del Comune di Genova, Ilaria Gibelli, ma “non accetta strumentalizzazioni”. Lo ha detto il vicesindaco Alessandro Terrile rispondendo alle interrogazioni del centrodestra sul caso che ha visto l’avvocata specializzata in diritti di genere accostare un’immagine di un topo di fogna e l’aggettivo “fascisti” alla manifestazione per la sicurezza andata in scena lunedì sera a Sestri Ponente.
Il tema è stato affrontato in consiglio comunale con tre “articoli 54” presentati da Alessandra Bianchi (Fratelli d’Italia), Ilaria Cavo (Noi Moderati) e Paola Bordilli (Lega). Tutti i partiti di minoranza nei giorni scorsi avevano depositato una richiesta di revoca dell’incarico di Gibelli, già in passato finita nella bufera per un altro post social in cui attaccava l’elettorato cattolico del centrodestra. In quel caso, aveva chiesto scusa. Questa volta si è limitata a rimuovere il contenuto. Il vicesindaco non ha mai fatto cenno all’ipotesi di rimozione della consulente.
“La posizione della giunta è chiara – ha detto il vicesindaco Alessandro Terrile, rispondendo in vece dell’assessora alle Pari opportunità Rita Bruzzone, impegnata con la vertenza dei dipendenti comunali – serve equilibrio, dentro quest’aula, fuori da quest’aula, e se si ha un incarico pubblico, riteniamo sia stata sbagliata la presa di posizione dell’avvocata Gibelli, è stato un errore grave e ci dissociamo da quella affermazione, mai abbiamo pensato che i manifestanti a Sestri fossero fascisti, o tutti fascisti, magari qualcuno c’era ma comunque quell’affermazione non andava fatta”.
“Ma allo stesso modo – continua Terrile – rigettiamo una strumentalizzazione politica della vicenda, sappiamo che i social network sono la patria delle esternazioni a volte fuori luogo”. Il vicesindaco, piuttosto, ha letto alcune frasi dal contenuto omofobo e razzista pubblicate in passato da un consulente alla Cultura dell’allora giunta Bucci, Maurizio Gregorini. “Ai tempi nessuno dei consiglieri comunali che oggi chiedono la revoca di Gibelli chiesero revoche o presero le distanze, quindi invito tutti a mantenere toni consoni e a non cavalcare problemi, anche se esistono”.
“È chiaro ed evidente come una consulente nominata proprio per difendere i cittadini dalle discriminazioni e dalle offese, per di più pagata con i soldi dei cittadini, contravvenga ripetutamente ai codici di comportamento – ha detto la capogruppo di Fdi Alessandra Bianchi – e, da avvocata, rilevo anche una violazione del codice deontologico forense per cui confido che anche l’ordine di appartenenza intervenga, il post è stato rimosso ma rimuovere un post non rimuove l’offesa”.
“Quello che abbiamo visto sui social di Gibelli è qualcosa di indegno – ha aggiunto la capogruppo di Noi Moderati Ilaria Cavo – e mi chiedo come sia possibile non interrompere un rapporto fiduciario dopo che di nuovo ci troviamo di fronte a certe dichiarazioni. Qui siamo di fronte a una recidiva, ma chi ha un contratto con l’amministrazione pubblica non può comportarsi in questo modo, non è il post che va rimosso, ma la consulente”.
“Ci saremmo aspettati la sindaca a rispondere a queste interrogazione – ha sottolineato Paola Bordilli, capogruppo della Lega – e invece si è preferito lasciare la patata bollente al vicesindaco, quello di Gibelli è stato un insulto infame, ricordo che io sono stata criticata per non aver rimosso commenti di altri sotto miei post ma evidentemente ci sono due pesi e due misure. La politica deve avere il coraggio di fare scelte, e attendo di capire se farete questa scelta che considero scontata”.