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Caso Gasly, la FIA risponde a Briatore: cosa può fare ora Alpine. E da Red Bull parla Mekies: "Evitato un precedente pericoloso"

  • Postato il 5 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Caso Gasly, la FIA risponde a Briatore: cosa può fare ora Alpine. E da Red Bull parla Mekies: "Evitato un precedente pericoloso"

La conferenza stampa di ieri dei team principal, impegnati nel fine settimana di Monza, è stata senz’altro spettacolare, animata com’è stata dalle accuse lanciate da Flavio Briatore all’indirizzo di McLaren. Accuse però di un certo peso specifico, che adombrano più di un sospetto sulle istituzioni FIA. La quale non è rimasta a guardare, ma ha ribattuto in maniera precisa e per filo e per segno alle illazioni del top manager di Alpine.

Il caso Gasly: il podio contestato e le accuse di Briatore ad uno dei giudici della Corte d’Appello Internazionale

Tutto parte dal caso del GP di Monaco, con il podio tolto e poi ripristinato di Pierre Gasly, artefice di una infrazione riguardo la velocità massima consentita in pit lane, con una doppia penalità di 5 secondi (in totale quindi 10) che però furono scontati non in gara, ma ex post, facendo così perdere il terzo posto al francese.

Il suo team, Alpine, poté però fare ricorso, riottenendo quel podio. Ma poi c’è stato un controricorso da parte di McLaren e Red Bull, parte abbastanza lesa in questo pasticcio, che è stato accolto togliendo nuovamente il terzo posto a Gasly, con Isack Hadjar che è salito contestualmente sul suo primo podio da pilota Red Bull.

Abbiamo illustrato in maniera più dettagliata la vicenda qui, parlando anche delle accuse di Briatore ad uno dei giudici della Corte d’Appello Internazionale della FIA che aveva ristabilito le due penalizzazioni di Gasly: a dire del manager piemontese, tal Filippo Marchino, parte del collegio composto da quattro togati, oltre ad essersi comportato più da “pubblico ministero” che da giudice, aveva avuto in passato dei rapporti stretti con McLaren.

Un’accusa, documentata anche da una foto che però non è stata mostrata alla stampa, che ha fatto strabuzzare gli occhi ad Andrea Stella, team principal della scuderia papaya, che ha rigettato queste illazioni e lasciato intuire che ci sarebbero stati degli strascichi davanti alle autorità competenti.

La FIA interviene: “La nomina dei giudici avviene secondo i più elevati standard”

Inevitabile quindi che dalla FIA, dopo essere sobbalzati dalle sedie dei loro uffici a Place de la Concorde, arrivasse una nota di risposta ufficiale. E che qui vi riportiamo.

“I tribunali della FIA desiderano chiarire che la nomina e la partecipazione dei giudici nel caso in questione, come in qualsiasi altro caso, sono state condotte in conformità con le procedure giudiziarie e la prassi abituale della FIA, che si ispirano ai più elevati standard quali le linee guida dell’IBA sui conflitti di interesse nell’arbitrato internazionale . Tutti i giudici – si legge ancora nel documento divulgato dalla Federazione internazionale – sono eletti dalle assemblee generali della FIA, alcuni dei quali su proposta di un gruppo di almeno cinque team di Formula 1, in conformità con gli statuti della FIA”.

La nota prosegue specificando che i giudici “sono soggetti ai requisiti di indipendenza e riservatezza previsti dalle norme giudiziarie e disciplinari della FIA“. Inoltre essi “dichiarano annualmente i propri interessi al responsabile della conformità della FIA e firmano una specifica dichiarazione di indipendenza per ogni singolo caso, tenendo conto della questione in oggetto e delle parti coinvolte, dichiarazione che viene notificata alle parti”.

“Alpine non ebbe nulla da ridire sul collegio dei giudici”

Non solo: alle parti coinvolte in un dibattimento viene diramato l’elenco dei candidati preposti a decidere sul caso, composto da almeno 8 professionisti del settore su un elenco completo di 36 esperti legali. Questa procedura serve affinché i team possano ravvisare in anticipo eventuali profili di mancata terzietà dei giudici o se sussistano conflitti di interessi.

Perciò, la FIA con questo vuole dire che nessuna delle parti coinvolta nel caso ICA-2026-06-07-08-09 (quello di Gasly, per intenderci) aveva mosso alcuna obiezione in merito al pool di togati. E durante l’udienza nessuno ha sollevato “alcuna rimostranza in merito alle modalità con cui il tribunale ha interrogato il testimone o condotto il procedimento”.

Sottolineando quindi ancora una volta l’imparzialità dei collegi giudicanti “composti da giudici provenienti da contesti culturali e geografici diversi”, la FIA conclude la sua nota ufficiale comprendendo come una decisione stabilita da un tribunale “possa prestarsi a diverse interpretazioni e commenti in merito al suo fondamento giuridico”, cosa che è “accettata da giudici” ed è “giusta”. Ma si specifica inoltre che “i tribunali della FIA restano impegnati a garantire l’indipendenza e l’imparzialità dei propri giudici e l’integrità del processo giudiziario”.

Cosa resterebbe da fare per Alpine ora

Ora, per Briatore ed Alpine i margini sono molto stretti, se non quasi nulli, perché una decisione presa dalla Corte d’Appello Internazionale non è impugnabile. L’unica opzione che rimarrebbe, riporta The Race, è chiedere una revisione alla luce però di prove che inizialmente non era note prima del dibattimento. E Briatore ha spiegato che questi presunti legami tra il giudice e McLaren sono stati scoperti dopo.

Bisogna comunque vedere se il team di Gasly intenderà proseguire sulla sua strada: il gioco vale la candela? Ovvero, ogni punto per Alpine è prezioso nella classifica Costruttori 2026, ma ha senso imbarcarsi in una battaglia legale dai contorni e dagli esiti non proprio chiari e poco prevedibili, con il rischio di andare a sbattere contro un’istituzione come la FIA per recuperare un paio di punticini?

Mekies: “Abbiamo scongiurato un precedente pericoloso”

Nel frattempo anche da Red Bull, una delle parti ricorrenti, è arrivato un commento su questa storia. E lo ha fatto tramite il suo team principal Laurent Mekies, che ha espresso a Sky Sport la soddisfazione per il reintegro sul podio dell’attualmente infortunato Hadjar.

Secondo l’ingegnere francese la cosa importante è avere coerenza con i regolamenti, in modo da non doversi preoccupare dopo la gara “se il limite di velocità fosse stato rispettato o meno” e se qualcuno avesse scontato la penalità in gara oppure no.

“Abbiamo presentato il ricorso alla Corte d’Appello perché abbiamo ripetuto fosse una cosa importante per lo sport e ovviamente per Isack. E non penso che il ricorso che abbiamo presentato con McLaren rappresenti un precedente che potrebbe modificare le classifiche di gara in maniera retroattiva: semmai è il contrario, perché grazie a questa sentenza non credo che ci saranno altre contestazioni dopo la gara di decisioni non appellabili”, ha proseguito Mekies, che ha sottolineato l’importanza di avere un risultato certo di una gara nel momento in cui si conclude.

Quindi il team principal ha concluso: “Ci sono poi delle penalità che si applicano durante la gara, come nel caso di collisioni o velocità eccessive in pit lane: in questo caso non ci si può appellare. Noi sapevamo che Pierre aveva quella penalità, era davanti ad Isack e non poteva essere appellata. Ma l’averla applicata [e resa quindi appellabile, ndr] dopo la gara ha fatto sì che si creasse un pericoloso precedente. Perciò io penso che sia qualcosa di positivo per lo sport e per i tifosi sapere che un risultato di una gara resterà alla fine tale”.

Autore
Virgilio.it

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