Caso Delmastro – Caroccia, le quote de Le 5 forchette cedute con un pagamento di 5mila euro in contanti
- Postato il 23 marzo 2026
- Biella
- Di Quotidiano Piemontese
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BIELLA – Un pagamento in contanti, senza testimoni, per rilevare quote societarie. È questo l’ultimo elemento emerso nell’inchiesta pubblicata da Il Fatto Quotidiano che coinvolge il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove e la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino, già al centro di polemiche politiche e ora di nuovo sotto pressione.
Il nodo delle quote e il pagamento in contanti
Al centro della vicenda c’è la società “Le 5 Forchette srl”, legata al ristorante romano “Bisteccheria d’Italia”. Secondo quanto riportato, le quote detenute da Delmastro sarebbero state cedute a Miriam Caroccia con un pagamento in contanti.
Il passaggio, formalizzato il 5 marzo 2026 con un atto depositato alla Camera di Commercio, presenta però un dettaglio destinato a far discutere: il pagamento sarebbe avvenuto in contanti, per una cifra di circa 5.000 euro, distribuita tra i soci, e senza la presenza di testimoni. Una modalità insolita, soprattutto considerando il contesto e il fatto che la cifra si collocherebbe proprio al limite previsto dalla normativa antiriciclaggio.
A rendere il quadro ancora più delicato è il legame familiare: Miriam è figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per reati di mafia come prestanome del clan Senese. Un elemento che, pur non implicando automaticamente responsabilità dirette per la figlia, solleva interrogativi sulla provenienza dei fondi e sulla gestione societaria.
Le tempistiche e il disimpegno
Pochi giorni prima della cessione, il 26 febbraio, la società riconducibile a Delmastro aveva già ceduto una quota del 25%, segnando di fatto un progressivo disimpegno. Una mossa letta da molti osservatori come un tentativo di prendere le distanze da una situazione diventata politicamente imbarazzante dopo la condanna definitiva di Caroccia.
Nel frattempo, gli atti indicano che anche altri passaggi di quote sarebbero avvenuti con modalità analoghe, sempre in contanti, circostanza che potrebbe attirare l’attenzione degli inquirenti.
I possibili sviluppi giudiziari
La Procura di Roma potrebbe ora approfondire la vicenda, in particolare per quanto riguarda ipotesi di intestazione fittizia di beni e riciclaggio. Al momento non risultano contestazioni dirette a Delmastro, ma l’evoluzione dell’inchiesta potrebbe cambiare il quadro.
La difesa politica e il clima nel governo
Sul piano politico, Delmastro respinge ogni addebito: secondo fonti interne al partito, avrebbe ribadito di non aver commesso alcun reato, ammettendo al massimo una certa “ingenuità”.
In sua difesa sono intervenute anche Arianna Meloni e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che hanno parlato rispettivamente di “gogna mediatica” e di assenza di elementi che dimostrino una connivenza.
Un futuro appeso al referendum
Nonostante le rassicurazioni, la posizione del sottosegretario resta fragile. Nei vertici di governo si preferisce rinviare ogni decisione a dopo il referendum costituzionale: il risultato delle urne potrebbe influenzare direttamente il destino politico di Delmastro e Chiorino.
In caso di apertura di un’indagine formale, tuttavia, la linea di difesa diventerebbe difficilmente sostenibile. Nel frattempo, è stata richiesta anche la sua audizione in Commissione Antimafia, che potrebbe rappresentare un ulteriore passaggio cruciale.
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