Caso Balogun, Infantino si difende: “Trump mi ha chiamato. Non decido io, ma rispetto le scelte della Commissione”
- Postato il 6 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Gianni Infantino prova a smarcarsi dall’enorme mole di polemiche scatenata dalla decisione della Fifa di sospendere la squalifica di Folarin Balogun. Espulso contro la Bosnia e, per questo, da regolamento impossibilitato a giocare l’ottavo di finale contro il Belgio. Un regolamento da cui la Commissione disciplinare della Fifa appellandosi all’articolo 27 ha scelto di sfruttare per graziare il centravanti a stelle e strisce e aprirgli le porte della gara contro De Bruyne e compagni.
- Trump conferma la telefonata con Infantino
- Infantino prova a smarcarsi
- L'ammissione su Trump
- Infantino impotente davanti alle scelte della Fifa
Trump conferma la telefonata con Infantino
In queste ore, la vicenda della squalifica sospesa a Balogun si è arricchita di pareri critici e allarmati, come quello del neo numero uno della FIGC, Giovanni Malagò, che ha bollato la decisione come un “precedente politico”. Una tesi a cui si è aggiunta anche l’ammissione diretta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che in conferenza stampa ha ammesso di aver telefonato a Infantino per chiedere di togliere la squalifica all’attaccante della nazionale guidata da Mauricio Pochettino.
Infantino prova a smarcarsi
Missione compiuta, evidentemente e mezzo mondo letteralmente infuriata con la Fifa e il suo presidente. La Federcalcio belga ha annunciato che farà ricorso, mentre Infantino ha provato a tirare la propria figura fuori dall’occhio del ciclone. Attraverso un comunicato ufficiale, il numero uno del maggiore organo mondiale del calcio ha spiegato come le decisioni non spettino a lui, ma alla commissione: “I nostri organi giudiziari sono indipendenti”, si legge nella nota, che prosegue: “La loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l’integrità del calcio e deve essere sempre rispettata”.
L’ammissione su Trump
Poi, l’ammissione sulla telefonata intercorsa con Trump: “Discuto regolarmente di questioni relative alla Coppa del Mondo FIFA con il Presidente e, in merito a questa vicenda, ho effettivamente ricevuto una sua telefonata. Ma proprio come le ricevo sempre da altri capi di Stato e funzionari. Ho spiegato a Trump che era in corso un procedimento legale che coinvolgeva gli organi giudiziari indipendenti della Fifa e che il caso sarebbe stato deciso a tempo debito dagli organi competenti”.
Infantino impotente davanti alle scelte della Fifa
“È così che funziona il sistema della Fifa – prosegue il documento di Infantino –, ed è un principio che difenderò sempre. Leggo le decisioni della Commissione Disciplinare della Fifa non appena vengono rese note. A volte mi sorprendono. A volte sono d’accordo, altre volte no”, prova a smarcarsi il presidente, che conclude: “Ciò che faccio sempre è rispettare tali decisioni e l’autonomia degli organi che le adottano. Che una decisione piaccia o meno a livello personale è irrilevante. Il rispetto per le istituzioni indipendenti e lo Stato di diritto è ciò che tutela in ogni momento l’integrità delle nostre competizioni e la credibilità della Fifa”.