Casella (AVS), Righello e Ferrari: “Basta inquinamento in Val Bormida, stop all’inceneritore”
- Postato il 24 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Esponenti di Alleanza Verdi Sinistra, insieme ai consiglieri Righello e Ferrari, lanciano un appello urgente per contrastare l'inquinamento ambientale nella Val Bormida. La coalizione chiede la chiusura dell'impianto di incenerimento, ritenuto responsabile del deterioramento della qualità dell'aria e della salute pubblica nella valle. L'iniziativa politica mira a sensibilizzare istituzioni e cittadini su questa criticità ambientale regionale.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
Val Bormida. “L’ipotesi di realizzare un inceneritore in Val Bormida è l’ennesimo tentativo di scaricare su questo territorio il peso ambientale di un’intera regione. Bruciare i rifiuti, nel 2026, è una soluzione sbagliata a un problema complesso, che va affrontato riducendo gli scarti industriali, promuovendo l’economia circolare in modo virtuoso e aumentando la raccolta differenziata, come fatto già da anni negli stessi comuni della Val Bormida, i cui cittadini sono un esempio positivo di educazione civica e rispetto dell’ambiente”. Jan Casella, consigliere regionale di AVS, Mauro Righello, sindaco di Millesimo per dieci anni ed ex consigliere regionale, e Giorgia Ferrari, capogruppo di opposizione a Cairo Montenotte, ribadiscono la netta contrarietà alla realizzazione di un impianto per bruciare i rifiuti.
“Le manifestazioni di interesse indicano solo Cengio e Cairo Montenotte come localizzazioni prese in esame dai privati per costruire l’inceneritore. Questi siti sono stati individuati dalle aziende del settore perché la Regione ha indicato da subito la Val Bormida come luogo preferito dal centrodestra ligure per questo progetto. Ci opporremo con forza a quest’opera” affermano.
“Se in Liguria fosse realizzato un inceneritore, i gestori lo farebbero funzionare bruciando rifiuti provenienti da altre regioni, perché la Liguria non produce la quantità di indifferenziato necessaria per un impianto di questa portata. La nostra terra merita di meglio che diventare la pattumiera del Nord Italia”, dichiarano Casella, Righello e Ferrari.