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Case di Comunità, l’assessore Nicolò apre alla possibilità di una nuova struttura a Varazze

  • Postato il 22 settembre 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Case di Comunità, l’assessore Nicolò apre alla possibilità di una nuova struttura a Varazze

Liguria. Il consigliere regionale Alessandro Bozzano (Noi Moderati) ha chiesto alla giunta di potenziare le strutture sanitarie del levante savonese, con l’apertura di una Casa di Comunità Hub o Spoke, tenendo conto della disponibilità del Comune di Varazze ad accogliere la struttura e contribuire al potenziamento dell’offerta.

Bozzano ha sottolineato la necessità di rafforzare la rete dei servizi sanitari territoriali in un’area vasta che comprende Varazze, Celle Ligure, Albisola Superiore, Stella, Sassello, Pontinvrea e Mioglia, con “una struttura sanitaria di supporto per il comprensorio del levante savonese”, da realizzare a Varazze sfruttando la disponibilità di locali messi a disposizione dall’amministrazione comunale. Ciò anche alla luce della progressiva riduzione dei servizi sanitari avvenuta nel territorio dopo la chiusura dell’ospedale varazzino Santa Maria in Bethlem.

L’assessore alla sanità Massimo Nicolò ha risposto che nell’Area savonese sono operative sei Case della Comunità: Savona, Albenga, Finale Ligure, Cairo Montenotte, Pietra Ligure e Vado Ligure. Sei sedi per circa 275.000 abitanti significano una Casa della Comunità ogni 45.000 abitanti: l’Area savonese è, numericamente, allo standard nazionale. Secondo Nicolò è vero che fra Savona e il confine con la città metropolitana non c’è oggi una sede della rete, e che il levante savonese gravita sulla Casa della Comunità Hub di Savona.

Massimo Nicolò ha dato la propria disponibilità a impegnarsi, insieme a Bozzano e ai sindaci del territorio, per procedere verso la realizzazione di una struttura sanitaria a servizio del comprensorio. Un impegno che potrà contare anche sulla disponibilità manifestata dal Comune di Varazze, pronto a mettere a disposizione propri locali da destinare alla nuova struttura e a valutarne l’adeguamento agli standard necessari. Nicolò si è impegnato quindi a trovare una soluzione per Varazze insieme ai sindaci della zona.

“È importante che oggi sia arrivata una disponibilità concreta da parte dell’assessore Nicolò – sottolinea Bozzano –. Ringrazio l’assessore. Ora dobbiamo continuare a lavorare insieme e fare in modo, con spirito di continuità con l’amministrazione regionale precedente, di trovare il modo migliore per collocare nella città di Varazze una casa di comunità che rafforzi da un lato, e completi dall’altro, la risposta sanitaria territoriale di comparto nel Levante savonese. Varazze può mettere a disposizione gli spazi e il territorio è pronto a fare la propria parte”.

L’obiettivo è rafforzare la sanità territoriale, avvicinando i servizi ai cittadini e contribuendo a ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere, in particolare sul Dea dell’ospedale San Paolo di Savona: “Ci metteremo subito al lavoro per organizzare il tavolo con i sindaci del territorio che l’assessore Nicolò stesso ha proposto. Sarà un confronto importante per individuare, tutti insieme, la soluzione migliore e più efficace per gli abitanti del Levante savonese”, conclude Bozzano.

E in tema di Case di Comunità, il consigliere regionale Stefano Giordano (Movimento5Stelle) ha chiesto alla Giunta se la gratuità pubblicizzata dalla recente campagna regionale riguardi effettivamente tutte le prestazioni erogate nelle 32 strutture presenti e tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro residenza.

Il consigliere ha rilevato che nella comunicazione istituzionale regionale si afferma espressamente che i cittadini possono accedere alle Case della Comunità «gratuitamente e senza prenotazione» e che l’accesso sarebbe “diretto e gratuito”, ma l’Accordo integrativo regionale per la disciplina dei rapporti con i medici di assistenza primaria del 16 dicembre 2025 prevede l’erogazione di visite a turisti, studenti fuori sede, cittadini non residenti e altre categorie di utenti con tariffe per i cittadini residenti fuori dalla Regione.

L’assessore alla sanità Massimo Nicolò ha risposto ribadendo che la gratuità è relativa all’accesso all’ambulatorio di assistenza primaria della Casa della Comunità per i residenti in Liguria, mentre restano soggette a prescrizione e – dove non ricorra una condizione di esenzione – a compartecipazione alla spesa le prestazioni di specialistica ambulatoriale e di diagnostica, compresi i prelievi.

Per quanto riguarda i residenti in altre Regioni, turisti, studenti fuori sede (quelli che non hanno l’iscrizione temporanea), la visita di medicina generale è considerata visita occasionale, con onere a carico del richiedente, come da Accordo integrativo regionale del 16 dicembre 2025.

L’assessore ha detto che gli accessi alle Case di Comunità sono in aumento (oltre 64 mila a luglio). Nicolò si è quindi impegnato a precisare ulteriormente la comunicazione.

“Oggi in Consiglio regionale, rispondendo a una nostra interrogazione, l’assessore alla Sanità ha dato ragione al M5S: ha riconosciuto la necessità di correggere e rendere più chiara la comunicazione sulla gratuità delle Case della Comunità in Liguria – afferma il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano. Il messaggio diffuso dalla Regione, infatti, poteva generare confusione nei cittadini, facendo intendere che tutte le prestazioni erogate fossero gratuite, indipendentemente dalla residenza, dalla tipologia di servizio e dalle eventuali condizioni previste per l’accesso. Bene che l’Ente abbia riconosciuto la necessità di fare chiarezza e si sia impegnata a correggere quanto comunicato con la campagna informativa avviata lo scorso giugno: in una regione come la Liguria, caratterizzata da una forte presenza turistica e da un elevato numero di persone non residenti che si trovano temporaneamente sul territorio per studio o lavoro, fornire informazioni precise sulle modalità di accesso e sui costi delle prestazioni è fondamentale”.

“A margine dell’interrogazione, abbiamo colto l’occasione per sollecitare la Regione Liguria a trasmetterci i dati, richiesti da tempo attraverso un accesso agli atti, relativi al numero di cittadini che, dopo essersi rivolti alle Case della Comunità, vengono successivamente inviati ai Pronto Soccorso. Sono informazioni importanti per valutare concretamente il funzionamento di queste strutture e capire quanto stiano effettivamente contribuendo a intercettare e gestire i bisogni sanitari a bassa complessità, evitando accessi impropri ai Pronto Soccorso. Su questo continueremo a vigilare: le Case della Comunità devono essere un vero presidio di prossimità e non soltanto un progetto sulla carta”.

Autore
Il Vostro Giornale

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