Casanova non era davvero un casanova. “L’immagine di playboy? Appiccicata addosso per motivi di marketing”

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Cultura
  • Di Il Fatto Quotidiano
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In vita fu un sacco di cose, ma noi posteri – un po’ distratti e un po’ ipocriti – ce lo ricordiamo solo per un ruolo, a tal punto che il cognome (“normalizzato” con l’iniziale minuscola) è diventato un sostantivo parecchio diffuso. Il 2 aprile del 1725 nasceva a Venezia Giacomo Casanova. Un uomo dalle mille risorse e dalle infinite passioni, anche se noi oggi lo rammentiamo spesso per il grande interesse che avrebbe nutrito nei confronti dell’universo femminile.

E siccome la Storia è una gran cosa e il chiacchiericcio molto meno, può essere buona cosa ricordare in maniera possibilmente obiettiva l’anniversario sulla base di due esperti in materia: il giornalista e scrittore Alessandro Marzo Magno, che ha scritto una corposa biografia dedicata al personaggio, ed Elena Grazioli, assegnista di ricerca all’Università degli Studi di Milano che ha pubblicato nel 2023 il libro Se non vado errato coi ricordi. Giacomo Casanova a Dux.

Chi era in realtà Giacomo Casanova? E la percezione che abbiamo noi oggi è giusta o sbagliata? “Nella vita Giacomo Casanova ha fatto soprattutto altro che rincorrere le donne – afferma Marzo Magno -. Questa immagine del casanova, con la ‘c’ minuscola, gli è stata appiccicata addosso nell’Ottocento per motivi di marketing. Perché fu pubblicata la sua autobiografia, le sue memorie e bisognava venderle. E allora, come del resto accade oggi, un buon modo per promuoverle fu abbinarle al sesso. E quindi questo personaggio, che comunque era un libertino, si è trasformato nella figura che conosciamo oggi, essenzialmente un pornografo. In realtà non era così, era un personaggio poliedrico e chi ha voglia di leggersi le circa 5mila pagine di storia della sua vita scoprirà un sensazionale ritratto dell’Europa del Settecento“. Basta fare di conto per capire come stanno le cose, dice Marzo Magno: “A suo tempo un grande studioso di Casanova, Piero Chiara, rilevò che nelle sue memorie il nostro nomina 116 donne. Se consideriamo gli anni sessualmente attivi di Casanova, che sono stati 42, perché è vissuto 73 anni, ebbe il suo primo rapporto a 18 anni e trascorse gli ultimi 13 anni in un castello di Boemia dove non sono noti incontri con donne, e dividiamo 116 per 42, otteniamo una media di 2,7 donne all’anno, che francamente è una cifra alla portata di qualsiasi… bagnino di Rimini! In compenso nelle sue memorie Casanova nomina 120 piatti, per cui pare più un gastronomo che un donnaiolo. Senza contare che in vita ha pubblicato 45 opere, ha visitato un centinaio di luoghi europei, era un approfondito conoscitore della matematica e aveva cognizioni di medicina. Quindi era assolutamente poliedrico”.

Grazioli è d’accordo su questa messa a fuoco sul personaggio: “L’immagine di tombeur de femmes – sottolinea – è piuttosto parziale e riduttiva: è stato un uomo di lettere, un intellettuale, un viaggiatore instancabile, un diplomatico e persino uno studioso di scienze occulte. E un evento che contribuisce senz’altro alla sua leggenda è la spettacolare evasione dai Piombi, prigione veneziana ritenuta inviolabile, nel 1756. Ma è la sua autobiografia, scritta in francese, l’Histoire de ma vie, che resta certamente il suo lascito più prezioso, un documento dal grande valore storico, una finestra unica sulla società del Settecento e sulla mente di un uomo che ha vissuto intensamente ogni momento della sua esistenza”. La costruzione dell’immagine di Casanova come seduttore e libertino nel corso dei decenni, dice la studiosa, è dovuta a diversi fattori. Proprio nella sua autobiografia “si è data maggiore attenzione agli episodi legati alle sue conquiste amorose piuttosto che al contesto storico, filosofico e politico che descrive”. “Proprio questi aspetti hanno affascinato il pubblico – spiega Grazioli -: molti film, romanzi e adattamenti teatrali lo hanno rappresentato solo come un avventuriero ossessionato dalle donne, oscurando in parte il resto del suo contributo culturale“. I documenti a disposizione sono svariati, dal manoscritto originale della sua autobiografia, conservato alla Bibliothèque nationale de France, alla sua corrispondenza. “Le lettere, in particolare, numerosissime – continua la ricercatrice -. Anche quelle con interlocutrici donne. Personalmente ho tradotto in italiano quelle scambiate con Cecille von Roggendorff, una contessina molto giovane rimasta orfana, nei confronti della quale Casanova si rivolge come un tenero padre e non certo come un seduttore. Come spesso accade, son proprio le carte a rivelare dettagli significativi sulla vita di una persona”. E quando alle carte non facciamo dire ciò che non vogliono, possiamo tutti tirare un sospiro di sollievo.

Alcuni appuntamenti a Venezia che celebreranno l’anniversario di Casanova. Tra maggio e novembre la Fondazione Cini ha in programma una fitta serie di convegni, concerti, conferenze mentre al Museo di Palazzo Mocenigo ospita due mostre: la prima – già in corso – che proseguirà fino al 27 luglio si intitola “Il seduttore. Il rinnovamento dell’immagine maschile al tempo di Casanova”, è a cura di Roberta Orsi Landini, Chiara Squarcina e propone una selezione di abiti del Settecento – in parte provenienti dalle collezioni dello stesso museo che è anche Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume – per entrare nell’universo di cui Casanova fu uno dei più illustri protagonisti. Sempre al museo di Palazzo Mocenigo, dal 29 agosto al 2 novembre, si potrà ammirare la mostra “Casanova 1725-2025: l’eredità di un mito tra storia e cinema” a cura di Gianni De Luigi, che celebrerà il mito di questo personaggio attraverso le lente del cinema, in particolare con un focus sul capolavoro cinematografico Casanova (1976) di Federico Fellini.

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Nella foto in alto | A sinistra un’immagine tratta da Il Casanova di Federico Fellini, con protagonista Donald Sutherland; a destra Casanova ritratto dal fratello Francesco

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