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Cas di Vibo Marina, scontro tra maggioranza e opposizione sulla riapertura

  • Postato il 30 settembre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Cas di Vibo Marina, scontro tra maggioranza e opposizione sulla riapertura

Il Quotidiano del Sud
Cas di Vibo Marina, scontro tra maggioranza e opposizione sulla riapertura

Continua a tenere banco nella politica cittadina la vicenda legata alla programmata riapertura del Cas di Vibo Marina con l’opposizione consiliare che incalza l’esecutivo comunale sull’assenza di agibilità e collaudi e quest’ultimo che ribatte per le rime deciso ad andare avanti per la propria strada nonostante i rilievi della prima


VIBO VALENTIA – La questione della programmata riapertura del Cas (Centro di aggregazione sociale) di Vibo Marina continua a tenere banco nella politica cittadina, con l’opposizione consiliare che incalza nuovamente l’esecutivo comunale e quest’ultimo che ribatte per le rime deciso ad andare avanti per la propria strada nonostante i rilievi della prima. La questione, discussa stamani in III Commissione (Lavori pubblici), ruota attorno alla relazione del tecnico incaricato dal Comune e fortemente contrastata dai gruppi di minoranza che hanno rilevato una serie di incongruità evidenziando innanzitutto che il documento “poteva essere redatto egregiamente da qualunque architetto o geometra dell’ente senza andare a spendere 3.600 euro”.

I RILIEVI POSTI DALL’OPPOSIZIONE CONSILIARE

Ad intervenire sono stati gli esponenti di tutti i gruppi: da Carmen Corrado (FI) ad Antonio Schiavello (FDI) passando per Maria Rosaria Nesci (Noi moderati) e Antonella Petracca del Gruppo Misto mentre la replica è toccata all’assessore Francesco Colelli e al dirigente alla manutenzione Filippo Nesci, nonché Maria Fiorillo, capogruppo del PD.

L’opposizione ha ribadito che “con questa relazione il Centro non può aprire perché il documento è mancante dei punti salienti”, inoltre il tecnico “non ha visionato l’interno anche perché negli incartamenti non c’è neanche una foto dei locali e quelle esterne sono prese da Google Maps” ha affermato nello specifico la Corrado denunciando “lo spreco di denaro pubblico” e segnalando che nell’atto si “cita la norma sulla sicurezza dei luoghi di lavoro che non c’entra in questo caso e la presenza di sole tre righe di riferimento alla verifica strutturale”, nonché “l’assenza dell’approvazione del progetto e della data di costruzione della struttura”.

Insomma, per l’opposizione “la struttura ad oggi è abusiva, non collaudata e mancante dei requisiti di agibilità e voi vorreste riaprirla in queste condizioni”. Sempre l’opposizione ha rilevato che l’allora assessore Scalamogna aveva fatto la verifica sia al Genio civile a Catanzaro che a Vibo ma che nessun calcolo è stato trasmesso”.

LA REPLICA DELLA GIUNTA E DELLA MAGGIORANZA

 Una prima replica è toccata al presidente di Commissione, Silvio Pisani che ha posto una serie di interrogativi che tirano in ballo i precedenti dirigenti e amministrazioni comunali: “Com’è possibile che tutti i professionisti hanno redatto un atto con il quale avviavano la ristrutturazione dell’immobile senza avere agibilità e collaudo predisponendo una spesa di 160mila euro?”.

A scendere negli aspetti tecnico-amministrativi della vicenda il dirigente Nesci rilevando tra le altre cose come all’epoca non mancasse l’agibilità della struttura, ribattendo punto su punto ai rilievi della minoranza che, tuttavia, non si è schiodata dalla propria posizione, e successivamente l’assessore Colelli ha rilevato che se il deposito degli incartamenti al Genio civile non risulta non vuol dire che non sia avvenuto.

“Dopo la realizzazione sono avvenuti due interventi di ristrutturazione quindi sarebbe surreale pensare che la Sua (Stazione unica appaltante) abbia indetto una gara su un immobile denunciato dall’opposizione come abusivo. Ad ogni modo, noi andremo avanti perché la nostra priorità è dare una risposta agli anziani di Vibo Marina che da anni sono privi di una struttura rispondente alle loro esigenze”, ha concluso l’assessore.

Ma la questione rimane aperta.

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