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Carte di identità senza microchip, decine di sequestri anche a Genova: la nuova frontiera della cybertruffa

  • Postato il 30 aprile 2026
  • Cronaca
  • Di Genova24
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  • 2 min di lettura
Carte di identità senza microchip, decine di sequestri anche a Genova: la nuova frontiera della cybertruffa

Genova. L’assenza di microchip contenuto all’interno delle nuove carte di identità elettroniche non basta da sola a dire che quel documento è “falso” o “alterato”, se i dati anagrafici riportati sulla tessera sono quelli dell’intestatario e corrispondono quelli riportati dall’ufficio dell’anagrafe che ha rilasciato il documento. Lo scrive il tribunale del Riesame di Genova che ha annullato il sequestro di un documento da parte dei carabinieri a un cittadino straniero perché privo del microchip contactless integrato. Per il Riesame solo qualora venisse trovato un documento falsificato utilizzando proprio quel microchip sarebbero necessari ulteriori accertamenti per individuare l’autore del reato e l’eventuale concorso per proprietario.

La decisione dei giudici genovesi è arrivata su ricorso dell’avvocato Andrea Tonnarelli, che assiste l’uomo, indagato per falso dopo essersi recato in caserma per una vicenda personale consegnando per l’identificazione il documento privo di microchip. Il legale nel ricorso ha sostenuto che il documento era semplicemente “deteriorato” e il “microchip si è staccato”.

Sul punto il procuratore aggiunto Federico Manotti ha presentato ricorso in Cassazione ravvisando il “fumus” del reato visto che “all’interno del microchip sono memorizzati in maniera sicura i dati personali e biometrici del titolare  nonché le informazioni che ne consentono l’identificazione online” si legge nel ricorso della procura –  che “possono essere letti semplicemente con un computer a cui è collegato un lettore di smartcard contactless o con uno smartphone dotato di interfaccia NFC (Near Field Communication)”.

Per la Procura fra l’altro è praticamente impossibile che l’asportazione avvenga per un semplice deterioramento e senza il concorso del titolare della carta. Al di là del caso specifico il fenomeno delle Cie senza microchip sta dilagando in tutta Italia. E solo a Genova negli ultimi mesi si contano decine di casi. L’ipotesi degli investigatori è che il microchip, sottratto o dietro compenso al  proprietario oppure approfittando della sua distrazione, sia utilizzato da gang di truffatori che lo possono utilizzare per creare nuovi documenti falsi da rivendere sul mercato illegale oppure per aprire conti correnti o sottoscrivere contratti fraudolenti eludendo i controlli biometrici.

Autore
Genova24

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