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Caro vita, la mobilitazione: «Andiamo avanti a oltranza»

  • Postato il 14 ottobre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Caro vita, la mobilitazione: «Andiamo avanti a oltranza»

Il Quotidiano del Sud
Caro vita, la mobilitazione: «Andiamo avanti a oltranza»

Mobilitazione contro caro vita e caro carburanti, la protesta degli agricoltori nel Pollino e nella Sibaritide. Blocchi a Castrovillari, Spezzano, San Marco e Cerchiara. Trattori e camion in strada contro i costi insostenibili: «Non arriviamo più alla fine del mese». Il comitato chiede alle istituzioni di venire ai presidi: «Basta passerelle»


CASTROVILLARI – Prosegue senza sosta e con un’adesione sempre più forte la mobilitazione del comparto agricolo e degli autotrasportatori nel territorio del Pollino e della Piana di Sibari. A Castrovillari, lo snodo nevralgico di contrada “Bianchino“, punto strategico dove si incrociano la Strada Statale 241 e la Provinciale 174, continua a essere presidiato da una cinquantina di trattori e da una ventina di camion. Ma la protesta non si limita alla cittadina ai piedi del Pollino: altri presidi sono attivi nei punti nevralgici di Spezzano, San Marco e Cerchiara di Calabria, accomunati dalla medesima e drammatica sofferenza economica.

MOBILITAZIONE, LA PROTESTA CONTRO IL CARO VITA CONTINUA

Uniti in un unico grande blocco, gli agricoltori dei comuni di Cassano, Castrovillari, Cerchiara di Calabria e Firmo hanno formato un comitato spontaneo e promettono di non arrendersi. La mobilitazione sarà a oltranza finché dalle istituzioni non giungeranno garanzie chiare e contromisure efficaci contro l’esplosione dei costi di produzione e dell’energia. «Anche oggi siamo qui a far sentire la nostra voce, ma non sarà solo per oggi: sarà domani, dopodomani, sarà a oltranza», dichiara con determinazione uno dei lavoratori presenti in contrada Bianchino.

«NON SIAMO DEI BUFFONI»

«Noi non ci fermeremo se prima non avremo risposte concrete e sicure, perché dobbiamo essere certi del nostro futuro. Non siamo qui per fare buffonate, non siamo dei buffoni. Siamo persone serie, lavoratori onesti e con la nostra dignità: pretendiamo di essere trattati come tali». Al fianco dei lavoratori ci sono interi nuclei familiari e semplici cittadini, scesi in strada per fare fronte comune contro rincari divenuti insostenibili. «Non è più questione di arrivare alla fine del mese, non si arriva più al 5 del mese», evidenzia l’agricoltore.

LA MOBILITAZIONE: «NON ARRIVIAMO AL 5 DEL MESE»

«Non chiediamo la luna, ma un aiuto concreto per noi e per le famiglie italiane. Noi agricoltori stiamo vivendo questa crisi prima degli altri, ma dietro di noi c’è l’intero Paese che sta soffrendo». A dare voce e struttura alle rivendicazioni del territorio è una nota congiunta firmata da Anna Schettino, portavoce del comitato degli agricoltori di Cassano, Castrovillari, Cerchiara e Firmo. «Ridurre questa nostra mobilitazione a una semplice protesta contro il caro benzina significa non aver capito nulla della voragine in cui sta sprofondando l’intera filiera agroalimentare locale», spiega, in una nota.

NON SOLO CARO CARBURANTE, IL CARO VITA E I COSTI

«Il prezzo del gasolio agricolo è solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di speculazioni, burocrazia cieca, costi d’impresa insostenibili e abbandono politico. Oggi produrre un solo chilogrammo di grano, un litro d’olio o una cassa d’agrumi costa immensamente più di quanto il mercato sia disposto a ripagare».
La denuncia della portavoce è circostanziata. «Mentre sementi, concimi, energia elettrica per l’irrigazione, ricambi e pesticidi schizzano alle stelle, alle aziende locali – sottolinea la portavoce del comitato – vengono contrattate briciole che non coprono neppure le spese di raccolta. A ciò si aggiungono la concorrenza sleale di merci estere prive di tutele sanitarie ed etiche, la burocrazia asfissiante che blocca i contributi europei e regionali e i danni da mutamenti climatici.

L’AGONIA DI UN SETTORE

«Siamo di fronte all’agonia programmata di un settore che rappresenta la spina dorsale della nostra economia – fa rilevare Anna Schettino, che, subito dopo, lancia una sfida aperta alla classe politica locale e regionale. Con un appello a sindaci, giunte, consiglieri regionali e parlamentari – Basta con i comunicati di solidarietà formale, con le passerelle di facciata e gli inviti ai tavoli tecnici dentro i palazzi. Se le istituzioni hanno davvero a cuore il destino di questa terra, abbiano il coraggio di venire qui, all’aperto, in mezzo alla polvere e al freddo dei presidi, per ascoltare senza filtri la disperazione e le proposte di chi lavora la terra. Non toglieremo i presidi finché non vedremo risposte tangibili e la presenza fisica dei nostri rappresentanti. Questa – conclude Anna schettino – è una battaglia di civiltà, di sovranità alimentare e di dignità per l’intero comprensorio del Pollino e della Sibaritide».

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