Caro carburanti, il cdm proroga fino al 5 settembre lo sconto sulle accise sul gasolio. “Poi sostegni selettivi in base al reddito”
- Postato il 26 agosto 2026
- Economia
- Di Il Fatto Quotidiano
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Come da attese il governo interviene ancora una volta per tamponare il caro carburanti in vista del controesodo estivo e in attesa di varare una misura più mirata. Il consiglio dei ministri mercoledì ha infatti prorogato fino al 5 settembre il taglio delle accise sul gasolio. Il costo della misura, che si aggira attorno ai 130 milioni di euro. Confermato che, alla scadenza dello sconto, si conta di far scattare sostegni “selettivi sulla base del reddito”: le modalità verranno valutate nei prossimi giorni.
Nessuno sconto è previsto sulla benzina, come del resto da fine luglio. Nel frattempo i prezzi sono aumentati ancora. L’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit ha rilevato per la benzina un prezzo medio in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale di 2,017 euro al litro (2,015 il prezzo di ieri) e per il gasolio di 2,137 euro al litro (2,136 il prezzo di ieri). Sulla rete autostradale la media al self è di 2,092 euro al litro per la benzina (2,091 ieri) e 2,208 euro al litro per il gasolio (2,207 ieri). Ma a macchia di leopardo spuntano picchi ben superiori. E trovare le coperture per intervenire è sempre più complicato, mentre la maggioranza si spacca sull’ipotesi di tassare gli extraprofitti delle società energetiche, che pure è stata oggetto di una comunicazione ufficiale del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e di altri cinque omologhi di altri Paesi Ue alla presidenza di turno dell’Unione.
E i prezzi galoppano ovunque
Sulla A21 Torino-Piacenza, ad esempio, il diesel servito arriva a 2,729 euro al litro. Prezzi altissimi si registrano anche sulle isole minori: a Pantelleria un litro di gasolio arriva a 2,799 euro. Gli aumenti sono stati resi noti dallo stesso Mimit: in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti, il costo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,017 euro al litro per la benzina (2,015 il prezzo di ieri) e 2,137 euro al litro per il gasolio (2,136 il prezzo di ieri). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,092 euro al litro per la benzina (2,091 ieri) e 2,208 euro al litro per il gasolio (2,207 ieri).
Il pieno costato agli italiani 1,8 miliardi in più del 2025
Cifre che corroborano la stima realizzata dall’Ufficio economico di Confesercenti, secondo cui questa estate fare il pieno è costato agli italiani fino a 1,8 miliardi di euro in più rispetto a luglio ed agosto dello scorso anno. Un aggravio che ha pesato sui bilanci delle famiglie proprio nei due mesi centrali delle vacanze, incidendo sulla mobilità e sui consumi turistici. Nel complesso, a luglio e agosto 2026 gli automobilisti hanno sostenuto una spesa per i rifornimenti superiore del 21% rispetto agli stessi mesi del 2025. Per un pieno da 50 litri, sono circa 14 gli euro in più rispetto a un anno fa per un’auto a benzina e oltre 20 euro in più per una diesel.
Un’ulteriore proroga dello sconto è dunque “senz’altro utile” secondo Confesercenti, ma il caro carburanti “non può più essere affrontato con provvedimenti di breve durata e a efficacia limitata”, commenta il presidente, Nico Gronchi. “Il protrarsi delle tensioni internazionali, e quindi di una fase di elevata volatilità dei prezzi energetici, non può purtroppo essere escluso – prosegue -. I livelli raggiunti oggi alla pompa da benzina e gasolio rischiano già di penalizzare la stagione turistica di settembre e, soprattutto, di trasferirsi sull’intera economia, alimentando nuove pressioni inflazionistiche, un fronte cui fare particolare attenzione questo autunno. Per questo serve un intervento mirato e strutturale sulla fiscalità di carburanti ed energia, capace di attenuare gli shock e di evitare che i rincari si propaghino a catena su imprese, famiglie e consumi”.
I consumatori: tassare gli extraprofitti
Sulla stessa linea Federconsumatori. Secondo le stime dell’Osservatorio nazionale dell’associazione, che considera l’andamento della materia prima, il cambio euro-dollaro e la variazione delle accise, i prezzi praticati sarebbero superiori al livello atteso di 26 centesimi al litro per la benzina e di 19 centesimi per il gasolio, nonostante il taglio delle accise. “Sovrapprezzi intollerabili” che generano per le famiglie oltre 272 euro annui di maggiori costi solo per i pieni, a cui si aggiungono 247,50 euro annui di rincari indiretti sui beni di largo consumo, trasportati in larga parte su gomma. Federconsumatori giudica insufficienti le misure annunciate dal governo e chiede uno sconto di almeno 20 centesimi sulla benzina e 25 sul diesel, oltre a controlli più severi contro eventuali fenomeni speculativi. Critiche anche alla scelta di non intervenire sugli extraprofitti delle compagnie energetiche: il tentativo del governo di spostare il tema sul piano europeo, dopo il mancato via libera della Commissione, equivale a “archiviare qualsiasi politica di equità e sostegno alle famiglie”.
Per il presidente dell’Unione nazionale consumatori Massimiliano Dona, se il governo non intende utilizzare quel canale per finanziare un taglio più incisivo delle accise dovrebbe almeno adottare “provvedimenti strutturali” per evitare che rendite straordinarie di questo tipo possano formarsi. E e il Governo non vuole tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere ed energetiche, “al di là dell’evidente e imbarazzante conflitto di interessi, alzi allora la tassazione sul tabacco che uccide ogni anno migliaia di persone”, auspica.
Il Codacons a sua volta chiede di affiancare all’attivazione delle accise mobili l’utilizzo di “una quota degli extraprofitti e dei maggiori margini realizzati dalle grandi aziende per finanziare interventi di riduzione dei prezzi alla pompa”.
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