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Caro carburanti, «Il 30 bloccheremo il Paese»

  • Postato il 20 ottobre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Caro carburanti, «Il 30 bloccheremo il Paese»

Il Quotidiano del Sud
Caro carburanti, «Il 30 bloccheremo il Paese»

A Rende la protesta contro caro carburanti e pressione fiscale si intensifica: agricoltori e autotrasportatori annunciano il blocco nazionale del 30 ottobre.


RENDE – «Il 30 ottobre bloccheremo il Paese da Nord a Sud»: agricoltori e autotrasportatori rilanciano la protesta. Dalle prime ore di lunedì 19 ottobre, la mobilitazione ha raggiunto uno dei suoi momenti più intensi, trasformandosi in un presidio diffuso capace di incidere sulla viabilità e riportare al centro del dibattito le ragioni di chi chiede risposte concrete. I disagi alla circolazione si sono estesi da Montalto fino allo svincolo di Cosenza Nord, proseguendo verso Cosenza Sud e coinvolgendo altri punti nevralgici dell’area urbana cosentina. Una protesta che, nel frattempo, ha trovato nuove forme di partecipazione, allargando il fronte della mobilitazione anche al mondo della scuola, con gli studenti scesi in piazza per far sentire la propria voce.

CARO CARBURANTI, LA PROTESTA A RENDE

Uno dei momenti più significativi della giornata si è consumato nella zona di Settimo di Montalto, nei pressi della stazione di servizio Metallo Petroli, dove agricoltori, autotrasportatori e cittadini si sono ritrovati per un’assemblea all’aperto. Non soltanto un momento di confronto, ma il segnale di una protesta che continua a cercare ascolto e che, lontano dall’esaurirsi, sembra voler rilanciare le proprie ragioni.
Al centro dell’assemblea, le difficoltà quotidiane di chi lavora e si trova a fare i conti con costi sempre più difficili da sostenere. I manifestanti puntano il dito contro quelle che considerano risposte insufficienti da parte della politica nazionale e regionale, chiedendo interventi concreti sul costo dei carburanti e sulla pressione fiscale. Il malcontento si traduce in parole semplici, ma cariche di esasperazione: «Non ce la facciamo più».

LA RABBIA DEGLI AUTOTRASPORTATORI

A dare voce alla rabbia è anche un giovane autotrasportatore, provato da giorni di presidio e da una situazione che, racconta, rischia di diventare insostenibile.
«La colonnina della benzina la vogliamo vedere almeno a 1,60 euro, ma non è solo questo. Vogliamo dei tagli sulla pressione fiscale». Una richiesta che va oltre il prezzo esposto al distributore e investe direttamente la sostenibilità del lavoro, i margini delle imprese e il potere d’acquisto delle famiglie. Per chi vive di trasporti e per chi coltiva la terra, ogni aumento si ripercuote sull’intera filiera, fino ad arrivare ai consumatori.

«BLOCCHEREMO IL PAESE»

Ma è soprattutto lo sguardo rivolto ai prossimi giorni a segnare il clima dell’assemblea. L’obiettivo dichiarato è mantenere alta l’attenzione, senza interrompere i presidi, e preparare una mobilitazione che, nelle intenzioni dei promotori, dovrà coinvolgere il Paese da Nord a Sud.
«Il 30 bloccheremo il Paese da Nord a Sud. Dobbiamo mettere al centro la dignità delle persone. La nostra intenzione è non fermarci fino al 30», afferma un rappresentante del presidio.
In serata anche il sindaco di Rende, Sandro Principe, ha visitato il presidio in segno di sostegno e solidarietà con agricoltori e autotrasportatori

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