Caro carburante, Salvini, «I blocchi illegali danneggiano milioni di persone»
- Postato il 21 ottobre 2026
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Il Quotidiano del Sud
Caro carburante, Salvini, «I blocchi illegali danneggiano milioni di persone»
Matteo Salvini a Radio Anch’io sui blocchi degli autotrasportatori contro il caro carburante: «Siamo vicini a chi lavora, ma danneggiare milioni di lavoratori e produttori è un’altra cosa»
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è intervenuto su Radio Anch’io in merito alle proteste degli autotrasportatori contro il caro carburante, distinguendo tra la legittima condizione di difficoltà del settore e le forme di protesta che bloccano strade, porti e rifornimenti.
CARO CARBURANTE E BLOCCHI TIR, LE PAROLE DI SALVINI
«Siamo vicini a tutti quelli che lavorano, capiamo la loro sofferenza, ma altra cosa sono i blocchi illegali, altra cosa è danneggiare milioni di altri lavoratori, produttori, agricoltori, pescatori, pendolari ecc», ha dichiarato il vicepremier, rispondendo alle domande sui fermi dei tir nel Mezzogiorno.
LE PROTESTE NEL SUD ITALIA
La mobilitazione degli autotrasportatori è partita dalle difficoltà legate all’aumento dei costi del gasolio e ha prodotto blocchi e presidi in diverse regioni del Sud, con ripercussioni sulla distribuzione di generi alimentari e carburanti.
In Calabria, così come in Campania, i rappresentanti degli autotrasportatori hanno annunciato la prosecuzione dei fermi almeno fino al prossimo 27 ottobre, data fissata per un nuovo tavolo di confronto con il ministro.
IL GOVERNO E I FONDI AL SETTORE
Dopo gli incontri di Milano con le associazioni di categoria e con alcuni autotrasportatori, Salvini ha chiesto la rimozione dei blocchi ancora attivi, annunciando nel contempo l’impegno a sbloccare risorse per il settore.
Il governo ha indicato la disponibilità di circa 480 milioni di euro già stanziati, con la promessa di arrivare a oltre un miliardo di euro di misure complessive a sostegno dell’autotrasporto.
LE RICHIESTE DEGLI AUTOTRASPORTATORI
Gli autotrasportatori chiedono interventi concreti per contenere i costi del carburante, lo sblocco degli aiuti promessi e tempi certi per i pagamenti.
La protesta, spiegano i manifestanti, nasce anche dall’effetto che l’aumento dei costi logistici produce sull’intera filiera e, infine, sui consumatori.
CARO CARBURANTE, COSA SUCCEDE IN CALABRIA
Per la Calabria restano confermati i presidi e i blocchi annunciati dagli autonomi, in attesa delle risposte attese dal tavolo ministeriale del 27 ottobre.
La situazione continua a pesare su trasporti, distribuzione commerciale e mobilità, in un contesto in cui il governo cerca di mediare tra il diritto di protesta e la necessità di garantire il normale svolgimento delle attività economiche
Il Quotidiano del Sud.
Caro carburante, Salvini, «I blocchi illegali danneggiano milioni di persone»