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Caro Benzina, Basilicata, sì ai fondi ma è giallo sui tempi: «Basta rinvii, servono fatti»

  • Postato il 15 ottobre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Caro Benzina, Basilicata, sì ai fondi ma è giallo sui tempi: «Basta rinvii, servono fatti»

Il Quotidiano del Sud
Caro Benzina, Basilicata, sì ai fondi ma è giallo sui tempi: «Basta rinvii, servono fatti»

Caro Benzina, Basilicata, sì ai fondi ma è giallo sui tempi: «Basta rinvii, servono fatti». Prosegue lo stati di agitazione della categoria agricoltura. Secondo Cicala servono 20 milioni per il settore ma non è chiaro quando saranno disponibili. Cia Basilicata: «I conti non tornano».


«Per fronteggiare l’aumento dei costi, per gli ultimi quattro mesi dell’anno, servono 10 milioni di euro. Ho già affrontato l’argomento con il presidente della giunta regionale, Bardi, e ho acquisito massima disponibilità». A riferirlo, l’assessore alle Politiche agricole della Basilicata, Carmine Cicala, nel tentativo di fornire agli agricoltori lucani, ormai da settimane in feroce protesta contro l’amministrazione regionale, risposte concrete sul futuro del settore, a cominciare dall’adeguamento dei costi del carburante. Un aspetto fondamentale, visto che proprio la salita vertiginosa dei prezzi aveva rallentato notevolmente il lavoro delle macchine agricole, mentre il rincaro dei prodotti paralleli, fertilizzanti in primis, aveva portato la categoria a chiedere riscontro immediato a Via Verrastro.

Un quadro estremamente complesso, al quale rispondere innanzitutto, secondo Cicala, predisponendo misure economiche adeguate. A quei 10 milioni, infatti, andrebbero aggiunti ulteriori 10 «per la creazione di un Fondo rotativo di liquidità a beneficio degli agricoltori». In tutto 20 milioni, dei quali Cicala ha precisato di non conoscere «l’esatta disponibilità né i tempi di erogazione delle somme». Il che, chiaramente, non ha giocato a favore della Regione, visto che la richiesta degli agricoltori era quella di fornire risposte per una risoluzione a stretto giro del problema, anche in modo provvisorio ma comunque in vista di interventi strutturali per garantire la continuità di un settore cruciale per l’economia lucana.

FONDI IN BASILICATA PER IL CARO BENZINA? LE PROPOSTE DELL’ASSESSORATO TRA CANONI IRRIGUI E FONDI EUROPEI

Al fine di mitigare il dissenso, l’assessore ha chiarito che quello finanziario non sarà l’unico ambito sul quale la Regione agirà: «Dall’ascolto di Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri – ha spiegato l’assessore – sono nate altre linee di lavoro: la sospensione e l’eventuale abbattimento dei canoni irrigui e un intervento sui costi dell’acqua per le imprese zootecniche. Per ciascuna proposta servono fattibilità, coperture e atti». Al contempo, l’assessorato si muoverà per verificare con il Ministero competente «e con le autorità competenti la possibilità di adeguare la programmazione europea per sostenere le imprese colpite dall’aumento dei costi produttivi. Parallelamente, chiederemo un’iniziativa nazionale presso la Commissione europea per valutare l’attivazione di risorse emergenziali destinate al caro gasolio, anche attraverso un’integrazione finanziaria nazionale, sul modello degli interventi previsti per i fertilizzanti».

Con la promessa di un impegno che proseguirà «su tutti i livelli istituzionali, in collaborazione con il presidente Bardi, con il Governo nazionale e con le organizzazioni agricole. A chi in queste ore sta manifestando voglio rivolgere un messaggio di rispetto e di ascolto. Comprendo le preoccupazioni e le difficoltà di chi ogni giorno lavora per garantire la continuità della propria impresa. La protesta rappresenta un segnale che le istituzioni hanno il dovere di ascoltare. Continuerò a lavorare per trasformare questa urgenza in risposte concrete. Il lavoro va avanti, ma sappiamo che bisogna fare presto».

CRITICHE E RILIEVI DI CIA-AGRICOLTORI SUL METODO REGIONALE

Il problema lamentato dagli agricoltori, tuttavia, non è solo nelle procedure ma anche (e soprattutto) nei tempi. Cia-Agricoltori Baslicata, ad esempio, ha dichiarato di non comprendere la ragione dei nuovi rinvii, evidenziando non solo nel differimento delle soluzioni ma anche nel metodo istituzionale la parte più consistente della questione: «Non condividiamo un’impostazione che continua a chiedere interventi al presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, come se l’assessore non fosse egli stesso parte integrante del Governo regionale. È un metodo che non aiuta a risolvere le emergenze, ma rischia piuttosto di tradursi in un rimpallo di responsabilità, mentre le questioni poste dagli agricoltori richiedono risposte complessive e impegni condivisi da parte dell’intera Giunta».

In merito ai contenuti, la Cia ha fatto sapere che alcune proposte erano «già state presentate nel recente Tavolo Verde, senza che venissero indicate le risorse finanziarie necessarie per affrontare le criticità più urgenti, a partire dal caro gasolio agricolo. Senza coperture economiche e tempi certi, gli annunci non bastano a sostenere le imprese».

FONDI IN BASILICATA PER IL CARO BENZINA? IL CONFRONTO CON LA PUGLIA E IL PROSEGUIMENTO DELLO STATO DI AGITAZIONE

In questo senso, una discrepanza evidente si sta manifestando tra quanto avviene nella vicina Puglia, dove la Regione ha già stanziato 30 milioni per il comparto agricolo. Una divergenza procedurale che non convince gli agricoltori sulla bontà delle misure: «È questo il punto sul quale i conti non tornano: mentre gli agricoltori lucani chiedono interventi immediati e risorse adeguate, altrove arrivano segnali concreti. Non si tratta di alimentare contrapposizioni tra territori, ma di capire perché in Basilicata non si riesca ancora a dare risposte finanziarie proporzionate alla gravità della situazione».

Secondo la Cia, in sostanza, il mero confronto istituzionale non basta. E, nel confermare lo stato di agitazione della categoria, invia la Regione, oltre che lo stesso assessore alle Politiche agricole, a limitare le procedure burocratiche per garantire, già nell’immediato, degli strumenti concreti a sostegno del settore: «Gli agricoltori non possono più aspettare. Servono risposte concrete, piena consapevolezza della gravità della situazione di emergenza che vive il mondo agricolo, non altri rinvii».

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