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Oggi, in un'era di sicurezza high-tech, la monarchia britannica conserva un rito che sembra uscito dal Medioevo. Re Carlo III lo ha ricordato recentemente con il suo tipico umorismo durante un discorso al Congresso USA: quando il Re si reca a Westiminster, in Parlamento, «prendiamo in ostaggio un membro del Parlamento finché non faccio ritorno in sicurezza». Ma dietro la battuta umoristica si nasconde una (vera) storia di sangue.. "Ostaggio" per modo di dire...
Il rito si svolge in occasione dello State Opening of Parliament, l'apertura ufficiale dell'anno parlamentare. In quel giorno, mentre il sovrano si reca a Westminster per pronunciare il discorso dal trono, un deputato — il Vice-Chamberlain of the Household — resta a Buckingham Palace.. Formalmente è un "ostaggio", ma nella pratica si tratta di una figura cerimoniale: oggi il deputato trascorre il tempo in modo del tutto informale, spesso seguendo la cerimonia in TV tra tè e conversazioni. La "liberazione" avviene al ritorno del sovrano.
Da dove nasce la tradizione
L'origine del rito è legata alle turbolenze del XVII secolo, quando i rapporti tra monarchia e Parlamento erano tutt'altro che pacifici. La Guerra civile inglese portò nel 1649 alla decapitazione di Carlo I, un evento traumatico che segnò profondamente la storia costituzionale britannica.
Non esistono però prove che il "sequestro" sia nato come vera garanzia di sicurezza o come assicurazione sulla vita del sovrano. Gli storici concordano piuttosto su un punto: si tratta di una tradizione simbolica, sviluppata nel tempo per ricordare quella fase di forte diffidenza reciproca tra le istituzioni.. Un rituale che racconta l'equilibrio dei poteri
La presenza dell'"ostaggio" è solo uno dei gesti che rendono lo State Opening un evento unico. Altri momenti altamente simbolici includono:
La porta sbattuta in faccia: quando il rappresentante del sovrano (il Black Rod) si presenta alla Camera dei Comuni, la porta gli viene chiusa davanti. Deve bussare tre volte prima di essere ammesso, a sottolineare l'indipendenza del Parlamento.
L'ispezione delle cantine: le guardie controllano i sotterranei di Westminster, rievocando la Congiura delle Polveri del 1605, quando Guy Fawkes tentò di far saltare il Parlamento.
Tradizione, non sicurezza
In realtà oggi (ovviamente!) il sovrano britannico non ha bisogno di "ostaggi" per muoversi in sicurezza: la pratica si applica solo a questa specifica cerimonia e ha un valore esclusivamente storico e simbolico. Più che un residuo di violenza, è forse un promemoria teatrale di un equilibrio conquistato nel tempo: quello tra monarchia e democrazia parlamentare..
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