Caregiver familiari, la Liguria si porta avanti sulla legge nazionale: approvata la mozione M5s

  • Postato il 17 febbraio 2026
  • Altre News
  • Di Genova24
  • 1 Visualizzazioni
caregiver assistenza

Genova. La Liguria, regione più anziana d’Italia, anticipa i tempi sul riconoscimento della figura del caregiver, previsto dalla legge nazionale in corso di approvazione che conterrà nuove procedure, requisiti e contributi economici. In consiglio regionale è stata approvata all’unanimità una mozione di Stefano Giordano (M5s) che impegna la giunta ad avviare un confronto con Asl, Comuni, ambiti sociali e associazioni per mappare la situazione sul territorio e individuare criticità e fabbisogni organizzativi per una presa in carico integrata.

La giunta Bucci si impegna anche a predisporre indirizzi applicativi regionali per favorire l’integrazione del caregiver familiare nei percorsi di presa in carico, nei piani assistenziali individualizzati e nei progetti di vita. Si valuteranno anche misure regionali integrative di sostegno economico, formativo e psicologico ai caregiver familiari. Verrà prodotta una relazione al Consiglio con una stima del numero di queste figure in Liguria e una ricognizione delle misure esistenti.

“Si tratta di un risultato importante e condiviso con tutta l’aula: con le sottoscrizioni e il voto unanime, abbiamo messo al centro migliaia di famiglie liguri che vivono quotidianamente l’iter delle cure alle fragilità – commenta Giordano -. Lo diciamo tutti i giorni: siamo una delle regioni più anziane d’Italia, dove il sistema sociosanitario si regge in larga parte sull’impegno quotidiano dei caregiver che assistono con continuità anziani non autosufficienti o persone con disabilità, spesso senza un riconoscimento formale e senza adeguati strumenti di supporto. La nostra mozione mira a correggere questo deficit: la strada è finalmente tracciata”.

“L’approvazione unanime di tutti i colleghi consiliari dimostra che sui temi della fragilità e della dignità delle persone è possibile lavorare insieme e coralmente al netto delle singole appartenenze politiche. Come M5s Liguria, ringraziamo tutti i gruppi per aver condiviso lo spirito della mozione e per aver contribuito a rafforzare un impegno che guarda ai bisogni tangibili delle famiglie liguri. Ma attenzione, la strada da fare è ancora lunga: servirà monitorare sia l’iter parlamentare del disegno di legge, sia l’attuazione degli impegni assunti dalla Regione. Al riconoscimento formale della figura del caregiver dovranno corrispondere strumenti realmente accessibili su tutto il territorio”.

“Bene essere tornati a parlare di caregiver in consiglio regionale, perché riporta al centro dell’agenda politica una questione che riguarda migliaia di famiglie liguri. Ora occorre, però, fare un passo in più: l’iter della proposta di legge regionale deve andare avanti in commissione senza ulteriori rinvii – premette il consigliere regionale Pd Roberto Arboscello, primo firmatario del provvedimento sottoscritto da tutte le opposizioni -. La Liguria può dotarsi di una legge organica che riconosca davvero il ruolo del caregiver familiare, valorizzando il lavoro di cura, prevedendo formazione, sostegno psicologico, tutele assicurative, misure per prevenire il sovraccarico fisico e percorsi di reinserimento lavorativo. Non si tratta di moltiplicare contributi una tantum, ma di costruire una rete stabile di sostegno che riconosca i caregiver come parte integrante del nostro sistema di welfare. Per questo chiediamo che la proposta di legge regionale prosegua il suo percorso in commissione. Non può essere lo Stato a delegare la cura delle persone con disabilità ai caregiver in cambio di un semplice sussidio”.

La non autosufficienza non è una condizione di povertà, è una condizione di vita. Legare il riconoscimento del caregiver esclusivamente al reddito significa ridurre una politica di inclusione a una misura assistenziale, lasciando sole le famiglie davanti a un carico di cura enorme. Il Ddl nazionale rappresenta un primo intervento, ma resta limitato nelle risorse, nei criteri e nella platea dei beneficiari. Per questo le Regioni devono assumersi la responsabilità di costruire strumenti più strutturati e continuativi, come da noi proposto”, conclude Arboscello.

Autore
Genova24

Potrebbero anche piacerti