Carcere di Pontedecimo, aggressione tra detenute: ferita un’agente di polizia penitenziaria
- Postato il 30 luglio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Ancora violenza nel carcere di Pontedecimo. A farne le spese, questa volta, è stata un’ispettrice di polizia penitenziaria che, nel tentativo di impedire una violenta aggressione tra due detenute della sezione femminile, è stata a sua volta aggredita, riportando lesioni che hanno reso necessario il trasporto al pronto soccorso, dove le è stata data una prognosi di dieci giorni.
L’episodio si è verificato al primo piano del reparto femminile. Secondo quanto appreso dalla Uil Fp Polizia Penitenziaria, le due detenute sarebbero venute alle mani per motivi sentimentali e di gelosia. L’ispettrice è intervenuta per riportare la situazione sotto controllo e tutelare l’incolumità delle donne coinvolte, ma è stata colpita durante l’intervento.
Per il sindacato non si tratta di un episodio isolato, bensì “dell’ennesimo segnale di una gestione dell’istituto che continua a mostrare gravi criticità sul piano della sicurezza“. La Uil Fp Polizia Penitenziaria punta il dito contro la decisione della direzione di mantenere il reparto femminile completamente aperto dalle ore 9.00 alle ore 20.00, una scelta che, secondo la Uil, aumenta in modo esponenziale il rischio di aggressioni e rende estremamente difficile garantire ordine, controllo e sicurezza.
“Le carceri si amministrano con organizzazione, responsabilità e sicurezza, non con improvvisazione – commenta il segretario della Uil Fp Polizia Penitenziaria, Fabio Pagani -. L’emergenza caldo va affrontata con strumenti adeguati, non lasciando le celle aperte per undici ore consecutive. Quanto accaduto a Genova Pontedecimo è la conseguenza di scelte organizzative sbagliate che continuano a esporre il personale di polizia penitenziaria a rischi inaccettabili. È l’ennesima dimostrazione del fallimento di un modello gestionale che non garantisce né sicurezza né tutela degli operatori”:
“È intollerabile che siano sempre le donne e gli uomini della polizia penitenziaria a pagare il prezzo di decisioni organizzative discutibili, mettendo quotidianamente a rischio la propria incolumità – continua Pagani -. Ancora più grave è il fatto che, allo stato attuale, non ci risultino provvedimenti disciplinari adottati nei confronti della detenuta responsabile dell’aggressione. Chiediamo all’amministrazione penitenziaria un intervento immediato per ripristinare adeguati livelli di sicurezza in un istituto che ospita 81 detenute e 79 detenuti, numeri che impongono una gestione attenta e responsabile”.
“Non è più il tempo delle giustificazioni. Ogni aggressione ai danni di un appartenente alla polizia penitenziaria rappresenta una sconfitta dello Stato. Il personale continua a garantire il servizio con professionalità e spirito di sacrificio, ma non può essere lasciato solo. Chi ha responsabilità gestionali intervenga immediatamente: la sicurezza del personale, delle persone detenute e della collettività deve tornare a essere una priorità assoluta, prima che si debba nuovamente parlare di una tragedia annunciata”, conclude il sindacalista.