Carcere ai No-Tav del centro sociale che la sinistra voleva legalizzare
- Postato il 31 luglio 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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Carcere ai No-Tav del centro sociale che la sinistra voleva legalizzare
L’appuntamento è per questa mattina alle 10. C’è un campeggio, l’ennesimo, da montare, a Traduerivi, sulla spianata di Susa, a pochi metri dal presidio fisso delle forze dell’ordine. I No Tav non sono sazi. Tutt’altro. E così rilanciano la lotta: fino a domenica ci sarà una nuova tendopoli, questa volta itinerante (toccheranno anche le località di Santa Petronilla, Coldimosso e San Giuliano), tra alcol, spinelli, documentari sulla Palestina, discussioni sulla guerra, spettacoli teatrali, concerti hip hop, tornei sportivi e - soprattutto - una grande marcia popolare (sabato pomeriggio alle 14.30) verso gli stessi cantieri assaltati e devastati non più tardi di sabato scorso. Sfileranno nel nome dei due black bloc tedeschi arrestati domenica in flagranza differita per devastazione, saccheggio, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, con le aggravanti dell’uso di armi e fuochi di artificio e in concorso con più persone. La notizia positiva è che la coppia di delinquenti è in carcere, alle Vallette di Torino, dopo che il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta della procura. «Non abbiamo fatto nulla, siamo venuti qui solo per partecipare al Festival Alta Felicità», hanno provato a difendersi. Eppure, quando la polizia li aveva fermati aveva trovato nei loro zaini occhiali, guanti e impermeabili neri.
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«FARE PIÙ DANNI POSSIBILI»
Secondo il gip si è trattato di una «azione violenta preordinatamente concertata» che aveva come obiettivo quello di «arrecare più danni possibili ai cantieri e alle forze dell’ordine». Stando a quanto filtra da fonti vicine all’inchiesta, i due sarebbero legati ad Askatasuna, il fu centro sociale torinese che - è sempre bene ricordarlo - il Pd voleva regolarizzare. «Non lasciamo nessuno solo di fronte la vigliaccheria dello Stato, chi devasta sono gli operai di Telt e la polizia. Con il pensiero rivolto ai due compagni tedeschi nel carcere delle Vallette diamo inizio alla settimana di lotta nella Piana di Susa», arringano i No Tav. Le premesse, è un eufemismo, non fanno ben sperare. Su uno dei blog d’area antagonista si legge che «in un momento in cui l’offensiva contro la Valle accelera crediamo sia fondamentale capire le trasformazioni che ci circondano, imparare a usare le mani e organizzarsi». Non mancano i consigli a chi vorrà unirsi alla guerriglia. Prima di tutto, niente foto né video durante il campeggio perché «sappiamo di avere tanti occhi puntati addosso». E poi «occhio, ragiona gli spostamenti da e per il campeggio: la polizia in borghese potrebbe essere appostata e pronta a fermare e identificare eventuali persone che si allontanano soprattutto se sono da sole e isolate».
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CONSIGLI PER LA GUERRIGLIA
Ci sono poi disposizioni chiare su come prepararsi al corteo: «Lavare bene con sapone viso, pelle esposta e abiti. Il sapone non fa attaccare i gas dei lacrimogeni; non usare creme o pomate; prediligere vestiti che coprono». E su come proteggersi durante gli scontri: «La protezione migliore è data da una maschera antigas integrale ma puoi usare anche occhialini da piscina, da sub, da nuoto, maschere da sci (queste ultime proteggono meglio dai tiri tesi)». Una tecnica vincente, si spiega, può anche essere quella di difendersi con «uno straccio, una sciarpa, una mascherina chirurgica impregnata di aceto, succo di limone, coca cola o una soluzione neutralizzante». In caso di perquisizioni e fermi l’indicazione è sempre la stessa: chiamare un avvocato, uno dei tanti legali della solita rete rossa che difende gli indifendibili. Sul fronte politico, la Lega chiede di «vietare campeggi e cortei»; Fratelli d’Italia, invece, ieri, ha depositato alla Camera una proposta di legge che introduce nel codice penale il reato di vincolo associativo: da due a otto anni di galera per chi partecipa a un gruppo composto da almeno tre persone che, «pur privo di struttura gerarchica», si coordina si coordina per commettere reati. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, avvisa: «Le forze dell’ordine saranno numerose sul posto: ci sarà il divieto di stazionamento nelle zone vicine ai luoghi interessati».