Carcarese, Brignone: “Voglio riprendermi tutto. Con Akkari e Zunino possiamo fare bene”
- Postato il 7 agosto 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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La Carcarese ha iniziato a lavorare in vista del prossimo campionato di Eccellenza. Tra i volti più attesi c’è Andrea Brignone, reduce da due stagioni complicate dagli infortuni.
L’attaccante ha sfruttato l’estate per prepararsi al meglio e arrivare al nuovo campionato nelle condizioni migliori.
“Dopo due anni non molto fortunati, credo di essermi preparato al meglio. Voglio riuscire a stare bene per tutta la stagione. È la cosa più importante. Poi sono contentissimo di condividere il campo con giocatori più esperti di me”.
Tra questi ci sono Zunino e Akkari. “Con Zunino mi trovavo già bene, anche se l’anno scorso abbiamo giocato poche partite insieme. Akkari lo sto conoscendo adesso. È un ragazzo disponibile, alla mano e con una grande leadership. Anche da lui posso imparare tanto. Spero che tutti e tre possiamo fare molto bene”.
Brignone non vuole però limitarsi a essere una spalla dei compagni. “Mi alleno ogni giorno per dimostrare a me stesso e a chi mi dà fiducia che posso giocare, fare bene e segnare gol”.
Con mister Valmati c’è già stato un primo confronto. “Abbiamo parlato. Giocherò in posizioni avanzate e ho visto che ha fiducia in me. Io, allo stesso tempo, ho fiducia nel suo stile di gioco. Cercheremo di dare il massimo per fare bene tutti insieme”.
La Carcarese si prepara a un’Eccellenza che, secondo Brignone, sarà ancora più competitiva: “Il livello mi sembra più alto rispetto all’anno scorso. Ci sono squadre importanti e giocatori di qualità. Sarà un campionato competitivo, dove non bisognerà mai mollare”.
Tra le candidate al vertice individua soprattutto due squadre: “In base al mercato vedo davanti Cairese e Lavagnese. Poi ci sono altre formazioni di spicco e sarà il campo a dirci quali saranno realmente le più forti”.
Infine, il classe biancorosso guarda alla propria crescita. “Quando sono arrivato qui, cinque stagioni fa, ero un giocatore diverso. Sono cambiato anche fisicamente e mi sento più sicuro. Ho migliorato il posizionamento e quella che considero un’intelligenza di gioco maturata con l’esperienza”.
Due anni vissuti anche dagli spalti hanno lasciato qualcosa: “Quando guardavo le partite cercavo di rubare qualcosa da quello che vedevo. Però stare fuori non è mai bello. Adesso voglio dimostrare sul campo quello che ho imparato”.